18 ottobre 2016

PISA: SCIENTISMO - LA NOTTE DEI RICERCATORI VIVENTI..

da informa-azione.info
Riceviamo e diffondiamo il testo del volantino diffuso a Pisa in occasione della notte dei ricercatori, il 30 settembre 2016:

BRIGHT NIGHT : LA NOTTE DEI RICERCATORI VIVENTI

“La macchina gira, gira, e deve continuare a girare, sempre. E’ la morte se si arresterà. Un miliardo di persone formicolavano sulla terra. Le ruote cominciarono a girare. In centocinquant’anni ce ne furono due miliardi. Fermate tutte le ruote. In centocinquanta settimane non ne rimane, ancora, che un miliardo; mille migliaia di migliaia di uomini e donne sono morti di fame. Le ruote devono girare regolarmente, ma non possono girare se non sono curate. Ci devono essere uomini per curarle, uomini costanti come le ruote sul loro asse, uomini sani di mente, uomini obbedienti, stabili nella loro soddisfazione.”

Aldous Huxley, Il Mondo Nuovo

Franz Kafka, nel 1919, scrisse la storia del comandante di una colonia penale, che un giorno costruì una macchina per le esecuzioni. Morto, l’incarico passò ad un ufficiale, che non fece passare giorno senza cercare di rendere più efficiente e doloroso il momento finale dei condannati. Ottenne talmente tanto successo, che il nuovo comandante sospese le condanne in quanto tutto il processo era divenuto inumano. Venuto meno lo scopo della sua vita l’ufficiale si uccise, dopo aver sabotato la macchina, in modo da divenirne l’ultimo sacrificio alla sua dea.
Sono passati almeno centocinquant’anni dall’illuminismo e dalle prime innovazioni industriali, e ancora non ci siamo stufati del positivismo scientifico, che promette di risolvere i problemi dell’umanità col progresso?

No, perché anche questa sera a Pisa ci viene promesso che la ricerca scientifica risolverà i problemi del mondo. Anche questa sera ci verranno fatte promesse che non potranno essere mantenute, anzi.
Noi vediamo una realtà opposta. Vediamo un mondo scientifico che deve trovare i modi per gestire la distruzione industriale causata nel passato recente: deve riuscire a produrre i puntelli necessari a non far crollare tutta la nostra società. Ma è proprio per questo che non potranno che essere fallimentari le loro promesse.

Dopo queste soluzioni, se mai arriveranno, si presenteranno altri problemi, più grandi, a cui occorrerà trovare altre soluzioni, sempre più impattanti: non viene modificata la logica di base della società, ma si trovano solo soluzioni puntuali. Già adesso stiamo entrando a gamba tesa all’interno del mondo nanometrico, nucleare e genetico in maniera irreversibile. Ogni ulteriore “soluzione” sarà sempre più sconvolgente, e definitiva. Come hanno fatto i nostri genitori, anche noi stiamo ipotecando il mondo dei nostri figli. Peccato che se i nostri genitori lo hanno fatto con tecniche che avrebbero avuto ricadute a breve termine, quanto a lungo continueranno ad essere nocive le scorie nucleari delle nostre soluzioni d’emergenza?
Ma sfatiamo un mito, per cominciare. A chi governa il mondo non interessa che le persone stiano meglio, ma che ci siano più schiavi da sfruttare per aumentare la produzione di merci e profitto. Se la logica del mondo rimane quantitativa (ovvero produrre più merce, consumare più energia, costruire città più grandi e più alienanti), come possiamo pensare che le soluzioni che essa stessa propone siano davvero soluzioni? Sono solo olio nei suoi meccanismi, che permettono alle ruote di girare.

Ma cosa producono le ruote che girano, oltre alle comodità della civiltà di cui andiamo fieri? Una crescita demografica esponenziale ed inarrestabile, ecologicamente insostenibile, che genera solo povertà, fame, migrazione (già Malthus parlava della crescita geometrica della produttività che non può rendere sostenibile l’aumento della popolazione, niente di nuovo sotto il sole). La distruzione degli ecosistemi, e delle culture che permettevano la vita dell’uomo perché portavano in se le conoscenze di come procurarsi il cibo nonostante le difficoltà ambientali, causata dalla desertificazione e la siccità, i cambiamenti climatici, la deforestazione, l’introduzione di monoculture (caffè, palma da olio, tè, soia, allevamenti intensivi, sia ittici che terrestri) che genera solo povertà, fame, migrazione. Ci sono 161 guerre sul pianeta in questo momento, e metà della popolazione mondiale vive intorno alle metropoli, dando vita a bidonville e favelas. E potremmo continuare per ore, ma basta guardarsi intorno per percepire il vicolo cieco in cui ci troviamo.

Anche se troviamo la cura per il cancro, ci condanneremmo solo a trascorrere ancora più tempo a lavorare in una città grigia. Anche se riusciremo a salvare qualche specie carismatica dall’estinzione con l’ingegnera genetica, perderemmo comunque tutta la variabilità che si portava con se. Anche se capiremo cos’è l’uomo e come funziona la sua rete neurale, non capiremmo cosa lo rende umano. Altro non saremo che golem, di cui possiamo riprodurre forse la composizione chimica e genetica, ma dopo aver distrutto il pianeta ed il nostro futuro, cosa ci resterà?

La logica quantitativa è una logica di accumulazione, è una logica autoritaria, basata sul profitto, che in questa società capitalistica e gerarchica trova la sua massima affermazione. Noi cerchiamo una logica della qualità, che renda le nostre vite degne di essere vissute indipendentemente da quanto produrremo, da quanto ci arricchiremo, da quanto vivremo. Siamo sabbia, non olio, negli ingranaggi della macchina mortifera.

Garage Anarchico
Chiassetto Sant’Ubaldesca 44 Zona San Martino Pisa - Aperture Merc-ven 17.00-20.00

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