22 ottobre 2013

OPERAZIONE OUTLAW: RESOCONTO PRIME DUE UDIENZE DEL PROCESSO




riceviamo e diffondiamo:

Udienze dell’11 e del 18 ottobre 2013 per il processo contro il Fuoriluogo


L’11 e 18 ottobre 2013 si sono tenute le prime due udienze dibattimentali del processo contro i compagni e le compagne del Fuoriluogo, frutto dell’operazione repressiva “Outlaw”.
La partecipazione di solidali in aula è stata, in particolare per la prima udienza, davvero molto numerosa riuscendo a creare uno spazio a parte, uno spazio di forza al fianco degli imputati e delle imputate in assoluto contrasto con la meschina farsa organizzata al centro della scena.

Dopo la deposizione del geometra Giuseppe Mazzitelli trascrittore delle intercettazioni, un uomo sull’orlo di una crisi di nervi per le difficoltà incontrate nell’encomiabile lavoro svolto: “è stato difficilissimo… ore e ore per dare un senso a ciò che sentivo… costruire una frase con sostantivo, verbo e complemento” (son anarchici, che ci vuoi fare?), è il turno di Antonio Marotta.
Il vicequestore Antonio Marotta, coordinatore dell’inchiesta della digos, testimonia interrogato dalla pm Morena Plazzi. Nella prima udienza i due, pm e vicequestore, danno spettacolo con domande raffazzonate e risposte balbettanti che rasentano, fino a raggiungerlo, il patetico. La testimonianza si risolve in un lungo elenco, partito dal 2006 e che si ferma per questa prima udienza a dicembre del 2008, di “malefatte” del gruppo del Fuoriluogo: manifestazioni non autorizzate, cortei organizzati in città e fuori per i quali nessuno di loro è stato per altro denunciato, presidi, volantinaggi e momenti di tensione in strada per i quali alcuni si sono beccati accuse e/o condanne per resistenza. A qualcuno dei presenti, dopo ore di ascolto, viene da chiedersi se il processo per terrorismo non si stia per caso svolgendo in un’altra aula. Comunque, a questo riepilogo si arriva secernendo il materiale di ore di dichiarazioni fumose in cui i due tentano di spiegare perché proprio contro di loro, gli anarchici del Fuoriluogo, siano partite le indagini e le intercettazioni con due microspie all’interno del locale, una su un’auto e una videocamera all’esterno. Dopo attacchi all’Unicredit l’attenzione si è concentrata contro il gruppo, sostengono. Ma mai verrà detto che per questi attentati nessuno di loro è stato incriminato. Cercano di dare sostanza all’accusa di associazione a delinquere dicendo che non tutti al Fuoriluogo avevano le chiavi e che per entrare… occorreva suonare. Lo ripetono dai tempi dell’udienza al Tribunale del Riesame, aprile 2011, come se ciò potesse costituire una prova inconfutabile del fatto che il Fuoriluogo era un covo. Per supportare l’aggravante di eversione dell’ordine democratico, tentano di definire gli imputati anarco-insurrezionalisti, ma sostenendo che loro stessi si definirebbero tali. Qui danno il via al delirio conclamato, su domanda della giudice il teste cerca per lungo tempo una presunta e mai trovata intercettazione, nella quale si dovrebbe celare la prova cercata. Poi parte per la tangente e fa riferimento a un incontro a Piombino a cui alcuni degli imputati avrebbero, forse!, partecipato e dove erano state trattate questioni tipicamente ed esclusivamente anarco-insurrezionaliste… carcerario e, niente di meno, antifascismo. Davanti a tanto, insorge pure la giudice che fino a quel momento aveva più e più volte imboccato i due barcollanti protagonisti dello show per trarli d’impaccio, dicendo che no, questo proprio no, l’antifascismo è di tanti. La pm allora tenta il recupero e dichiara che c’è modo e modo di esserlo e quello degli imputati è senz’altro… esitazione… “cattivo”. Infine si perdono, i due, inesorabilmente e la giudice aggiorna in anticipo rispetto ai tempi l’udienza al 18 ottobre aggiungendo: “così c’è il tempo per tornare più preparati”.
Al secondo venerdì di dibattito, la pm arriva più vispa e precisa nelle domande. Partono, i due, con la descrizione delle solite “malefatte”, ma questa volta del 2009 e 2010. Poi, evidentemente si stancano anche loro e interrompono bruscamente dopo il giugno 2010 senza arrivare al 2011. Nel resoconto Marotta mente vistosamente, racconta di mai realizzati cordoni con bastoni contro la polizia in occasione di un presidio il 12 dicembre 2009 davanti alla sede di Forza Nuova (che non chiama con il suo nome ma come generico movimento di destra), del fatto che quel giorno al presidio c’erano solo loro, gli anarchici fuoriluogo (caso raro in città, erano presenti tutte le cosiddette realtà di movimento), di partecipazioni a cortei con caschi inesistenti, di travisamenti in cortei non meglio specificati mai rilevati nelle carte, di prove inconfutabili rispetto al possesso di martelli usati contro una mensa universitaria portando come elemento l’esistenza di filmati di una mera presenza in un reparto vendita della Decathlon (che neppure vende martelli di quel genere) di due degli imputati, di sequestri di caschetti per edilizia al Fuoriluogo spacciandoli come caschi di altro genere e di altre innumerevoli scorrettezze su indagini mai partite, denunce mai arrivate e processi in realtà mai tenuti o nei quali gli imputati sono stati addirittura assolti. Non si sprecheranno nemmeno a portare sostegno alla tesi dell’associazione a delinquere e della suddivisione in capi e sottocapi se non con la storia delle chiavi, di una mail in uso “statisticamente” prevalente ad una delle imputate, dei soliti libri di Bonanno ritrovati, dell’area (ma Marotta dirà imperterrito: “aria”) di appartenenza e della assoluta differenza di pericolosità rispetto ad altre aree (“arie”, ovviamente). Arriverà a sostenere, su domanda di uno degli avvocati, che nessuno, a parte quelli del Fuoriluogo, ha mai scritto nella storia volantini in cui si sollecita a reagire contro i soprusi e gli omicidi della polizia. Solo loro lo hanno fatto, in un volantino trovato, per altro, appeso a una colonna.
Inizia con alcune domande, oltre a quella riportata, sull’apertura al pubblico del Fuoriluogo che mettono in difficoltà Marotta costretto a rispondere che bastava suonare per farsi aprire, il controinterrogatorio degli avvocati. La giudice rende sin da subito difficile porre domande al teste con continue opposizioni sulla forma… non sarà semplice interrompere l’atmosfera ciarliera da tè delle cinque in un salotto privato tra giudice, pm e teste che si è respirata fino ad ora.
Si proseguirà nella prossima udienza di venerdì 15 novembre (dalle ore 12 al tribunale di via Farini, 2 a Bologna).

Anarchiche e anarchici a processo

SGOMBERATA OCCUPAZIONE CONTRO LA MAT

FONTE
 
Mas Castellò era uno spazio occupato impegnato nella resistenza contro l'infrastruttura energetica MAT nella provincia di Orriols (Valencia). Maggiori informazioni su: http://torresmasaltashancaido.espivblogs.net/

riceviamo e diffondiamo:


MAS CASTELLÓ SGOMBERATA

Oggi mercoledi 16 ottobre, alle 6 e mezza di mattina gli sbirri hanno cercato d’entrare dalla porta e, non riuscendovi, accedevano all’interno della casa con una scala, rompendo un vetro della finestra della sala da pranzo. Ci hanno chiusx in una stanza e hanno perquisito tutta la casa. La “brigada de información” (tipo digos) si e’ portata via vario materiale (fanzines, un computer, telefoni cellulari, attrezzi…). Una persona e’ stata colpita alla testa mentre tentava di proteggere il suo cane dalla polizia.

Abbiammo contato piu’ di 10 furgoni della sbirraglia.

Sei persone sono chiamate a deporre a Figueres l’l1 novembre, accusate di occupazione e possibile sedizione (ribellione e resistenza contro il governo).

Nel frattempo, altre 3 persone che vivono nella zona, arrivate in solidarieta', sono state arrestate e rilasciate in serata. Sembra che vogliono affibbiargli tutto cio' che e' successo negli ultimi mesi nella zona.


17 ottobre 2013

VERTICE BILATERALE ITALIA-SERBIA AD ANCONA: CARICHE E FERITI


Il 15 ottobre si è svolto ad Ancona il vertice bilaterale Italia-Serbia. Nella sede della Regione Marche si sono incontrati i primo ministro Enrico Letta e Ivica Dacic, accompagnati da una nutrita delegazione di ministri dei due governi. Per il governo italiano c’erano anche il viceprimo ministro e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, i ministri Emma Bonino, Mario Mauro, Annamaria Cancellieri, Maurizio Lupi e Maria Chiara Carrozza.
L’Italia è il principale sostenitore dell’ingresso della Serbia nell’Unione Europea. Durante i colloqui, il governo italiano ha confermato il proprio sostegno a Belgrado per l’adesione del paese balcanico all’Ue.
Il giorno precedente, sempre ad Ancona c’era stato un incontro per gettare le basi della macroregione Adriatico-Ionica, che avrebbe nelle Marche il proprio centro e della quale farà parte anche la Serbia, oltre agli altri paesi della ex Jugoslavia e la Grecia.
Imponente il dispositivo di sicurezza messo in piedi per il vertice. Militari della Folgore e del battaglione San Marco hanno blindato il porto, nonostante da alcuni anni l’intera area sia inaccessibile agli anconetani, per le reti erette per rendere più difficile l’approdo ai profughi che si infilano sotto i tir in partenza dal porto greco di Patrasso.
L’opposizione sociale anconetana ha deciso di dare il benvenuto a Letta con una manifestazione, che la polizia ha vietato.
Aperto dallo striscione “Licenziamenti, sfratti, precarietà basta austerità”, il corteo è partito dal quartiere Archi tentando di raggiungere la sede della Regione, dove si svolgeva il vertice, ma è stato bloccato dalla polizia in piazzale Italia.
Ad un primo tentativo di forzare lo sbarramento di polizia l’antisommossa ha caricato i circa 300 manifestanti. Una seconda carica, più violenta, è scattata quando il corteo ha provato a passare in un altro punto. Qui però i manifestanti sono riusciti a passare con un corteo che ha attraversato le vie cittadine.
Tre i feriti: due manifestanti colpiti da manganellate ed un terzo contuso ad una gamba, dopo aver schivato al volo la carica di una camionetta della polizia.
Una buona inaugurazione degli accordi bilaterali tra Italia e Serbia, che hanno, tra gli altri, l’obbiettivo di rafforzare la collaborazione militare tra i due paesi.
Ne abbiamo parlato con un compagno di Ancona, Gianfranco.
Ascolta la diretta:
VmP
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BERGAMO: CARCERE E' TORTURA - SULLA MOBILITAZIONE IN SOLIDARIETA' AI/LLE DETENUT* IN LOTTA

Riceviamo e diffondiamo:

Materiale della campagna CARCERE E' TORTURA, svoltasi a Bergamo in solidarietà ai/lle detenut* in lotta dal 10 al 30 settembre 013.  
Solidali con chi lotta contro la società carceraria e i suoi sostenitori.


 











16 ottobre 2013

AGGIORNAMENTO DALL'AS2 DI FERRARA




riceviamo e diffondiamo:

Sergio , unico compagno ancora in custodia cautelare per l' operazione Ardire dal giugno 2012( dopo il passaggio di competenze da Perugia a Milano)  il 21 /22  ottobre sarà a Perugia per le udienze conclusive di primo grado dell' operazione Shadow ( stesso  mandante in entrambi i procedimenti - la famigerata marionetta del Ros- la pm  Emanuela Comodi).
Adriano, arrestato nel settembre 2013 nell' ultima op.repressiva del Ros romano, assieme ad un altro anarchico  dei Castelli Romani è a Ferrara, mentre l' altro compagno, Gianluca, non è ancora stato trasferito, probabilmente è ancora in isolamento a Regina Coeli, a  Roma.
Alfredo e Nicola  verranno trasferiti in prossimità  del processo a Genova, il 30 ottobre-
 Per scrivere ai compagni
c.c. Ferrara
Via Arginone 327
44122-Ferrara
                                              nidieunimaitres@gmail.com

12 ottobre 2013

CONTI CHE NON TORNANO? VOLANTINO SOLIDALE CON ALFREDO E NICOLA


riceviamo e diffondiamo:

Conti che non tornano? 

2 anni passati dall’ultimo incidente ad una centrale nucleare, Fukushima : un numero mai calcolato ed incalcolabile di morti, feriti e contaminati , danni a livello globale che la comunità tecnico-scientifica, il governo e la stampa giapponesi ed internazionali cercano maldestramente di celare, fino all'ultima farsa tragica dei prossimi Giochi olimpici in Giappone con cui la propaganda vorrebbe rifare il belletto ad un territorio devastato,mortifero ed impraticabile. 

Un numero mai calcolato di fusti di scorie radioattive dispersi e stillanti morte e veleni tra le campagne di Saluggia e Trino Vercellese a ridosso del bacino del Po ,vestigia dell'ultima centrale nucleare dismessa in territorio piemontese, quella di Trino Vercellese.

Un regolare passaggio di treni carichi di scorie nucleari destinate al riprocessamento (leggi riuso) tra il Nord Europa, l' Italia , il corridoio della Val di Susa e la Francia.

Un gruppo industriale ,la Finmeccanica, con interessi diversificati tra cui nel Nucleare ad uso civile(manutenzione delle già esistenti e costruzione di nuove centrali nucleari) nella produzione e traffico di armi e sistemi di controllo soprattutto nelle nuove frontiere di espansione ( centrali nucleari in Romania, traffico d' armi con l' India, solo per fornire qualche plateale esempio,ecc), oltre che il tipico esempio di truffa ,corruzione , sfruttamento connaturate a qualsiasi espressione del dominio e del capitale.

Un progettista di centrali nucleari, un paladino di una clamorosamente falsa e fallace sostenibilità dell’utilizzo del nucleare ad uso civile, nonché amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, gruppo Finmeccanica, Roberto Adinolfi , ferito da un colpo di pistola sotto casa sua, il 7 maggio 2012, azione rivendicata dal nucleo Olga della Federazione Anarchica informale. 

Due compagni, gli anarchici Nicola Gai ed Alfredo Cospito ,risponderanno il 30 ottobre 2013,tribunale di Genova, all'accusa di attentato con finalità di terrorismo per il suddetto ferimento.

Salutiamo con gioia e rabbia chi si oppone alle devastazioni perpetrate dal dominio e a testa alta continua a rivendicare valore ed efficacia delle pratiche di lotta e critica reali.

        
                                                   per l' anarchia 

OPERAZIONE ARDIRE: COMUNICATO DI ELISA E STEFANO


riceviamo e diffondiamo:

Carx compagnx,
come molti sanno già, ii 7 settembre il blog anarchico "Culmine" è stato scarcerato per decorenza dei termini di custodia cautelare. Tuttavia non si può affàtto dire che sia stato liberato visto che hanno pensato bene di applicare delle restrizioni: divieto di espatrio, obbligo di dimora nel comune prescelto e due firme quotidiane.
Per giustificare tale "libertà con restrizioni" non hanno potuto fare a meno di sottolineare il fatto che non abbiamo mai rinnegato il lavoro svolto da "Culmine" auspicando la continuazione della controinformazione anarchica.
In considerazione "delle personalità degli indagati, desunte anche dalle professionalità nel crimine dimostrate", insistono nel propinarci un'altra forma di galera semplicemente perché non harmo alternative: le indagini, infatti, sono ancora
aperte ed evidentemente hanno ancora del lavoro da sbrigare visto che rappresentiamo "elementi fortemente in grado di raccogliere consensi" e che "non abbiamo abbandonato i nostri proposití anarchici ed eversivi".
Essi stessi sostengono che le loro misere sbarre non sono sufficienti ad arginare un "reato" come l'istigazione: hanno perfettamente ragione ma non vogliono accettare che le azioni di liberazione totale non hanno bisogno di essere istigate!
Cogliamo l'occasione per esprimere la nostra solidarietà a tuttx quellx che lottano da antiautoritarx e a tuttx x degnx prigionierx che non smettono di resistere e attaccare senza abbassare la testa.
Ringraziamo inoltre tuttx gli individui affini che non hanno mai smesso di esprimerci la loro solidarietà e complicità!
Un forte abbraccio ribelle!

"Culmine", primi di ottobre 2013.
Stefano Gabriele Fosco
Elisa Di Bemaldo


Fonte

COME LIBECCIO CON LE ANIME MORTALI - LIBRO DI POESIE DI ELISA DI BERNARDO

Dal Confino*


metà settembre 2013
“Come libeccio con le anime mortali” è nato dal bisogno e dal desiderio di creare una possibilità di autofinanziamento a partire da una passione che nessuna gabbia potrà mai rinchiudere: la poesia. Così, nonostante i muri e le sbarre che pretendono isolarci e annulare ogni impulso vitale, grazie alla disponibilità e al lavoro paziente di carissimi individui affini e solidali, i miei versi sono stati salvati dalla dispersione e convertiti in un libro-raccolta. Solo una minima parte li ho scritto in carcere (capitolo 3) anche se dopo la consegna delle bozze ne ho composti altri, ispirata da quelle stesse sbarre che rinchiudono e spesso uccidono.
Questo libro rappresenta un modesto contributo per le spese che purtroppo, quando si ha a che fare con la galera e repressione, si rivelano necessarie; il ricavato della sua vendita, infatti, verrà versato alle Casse di Solidarietà delle Alpi Occidentali e Aracnide che lo utilizzeranno nel modo più opportuno.
“Come libeccio con le anime mortali” è uscito qualche giorno prima di me, da pochi giorni “libera”. Mai come in questo periodo osservo con intensità la società e l’ambiente in cui viviamo come un’enorme prigione a cielo aperto…mai come ora penso sia necessario continuare a combattere la paura e lottare per l’Annarchia e per una vita realmente libera e liberata da ogni forma di autorità.
Saluto e ringrazio con forza e determinazione tutti/e coloro che avranno modo di ritrovarsi tra le mani questa raccolta di poesie e di contribuire alla sua diffusione.
Colgo l’occasione per salutare e ringraziare caramente i/le compagni/e di Barcellona che si son dimostrati/e disponibili a leggere le mie poesie…un giorno ci incontreremo.
Contro ogni gabbia!
Elisa Di Bernardo
* Il confino era una misura data agli anarchici e non dal regime fascista negli anni ’20-’30, ora nel regime democratico nulla è cambiato

11 ottobre 2013

PERUGIA: INCHIESTA SHADOWS - SOLIDARIETA' A TUTT* I/LE COMPAGN*


In data 9/10/13, presso la corte d’assise di Perugia, la PM Manuela Comodi ha chiesto le seguenti condanne per i/le compagni/e accusati nel cosiddetto processo “Shadow”:
Sergio Maria Stefani – 10 anni e 1200 euro di multa
Alessandro Settepani – 8 anni
Alfredo Cospito, Anna Beniamino e Stefano dal Moro – 5 anni e 6 mesi
Maria Ludovica Maschietto – 4 anni
Il 16 Ottobre sono previste le repliche della difesa, mentre la sentenza è programmata per il 22 Ottobre.


Solidarietà a tutti i/le compagni/e accusati!

12 OTTOBRE: CORTEO CONTRO LE DEVASTAZIONI DEL TERRITORIO E IN SOLIDARIETA' CON GIOBBE


SABATO 12 OTTOBRE

Giornata nazionale contro le devastazioni ambientali.
CORTEO CONTRO LE DEVASTAZIONI DEL TERRITORIO
e IN SOLIDARIETÀ CON GIOBBE.
Ritrovo in Piazza San Francesco
ORE 15 - SARONNO
Sempre più grandi opere segnano un cambiamento drastico del territorio 
in cui viviamo; collegate fra loro per motivi di rinnovamento logistico 
nella gestione delle merci,di speculazione e per scopi 
bellici,contribuiscono a modificare pesantemente la vita delle persone. 
Il TAV, l’Expo, le autostrade come Pedemontana o Bre.Be.Mi, il MUOS, la 
Elcon... non servono a migliorare la nostra vita ma ci vengono imposte 
da un sistema che ha il solo fine di trarne profitto.
Giusto e necessario è quindi opporsi ed unire le lotte in difesa del 
territorio; ed è proprio questa unione che lo Stato vuole evitare e 
cerca di impedire attraverso la repressione e la criminalizzazione dei 
movimenti. Arrestando chi lotta e allontanando i possibili solidali 
cerca di smembrarli e colpire ogni forma di resistenza, fermando la 
nascita di alternative pericolose per loro.
Giobbe, nostro amico e compagno, è fra quelli che più generosamente 
partecipano alle lotte contro il TAV in Val Susa e non solo; fra agosto 
e settembre di quest’anno è stato arrestato due volte,su mandato della 
procura di Torino,contestandogli reati riguardanti episodi avvenuti a 
Chiomonte e per cui sono indagati anche altri No Tav.
In carcere gli sono stati negati i colloqui, scarcerato con l’obbligo di 
dimora a Dumenza è stato poi riarrestato ed ora si trova ai domiciliari.
Per noi Giobbe non è nè colpevole nè innocente, ma un compagno che lotta 
da sempre , in prima persona, contro le devastazioni ambientali e 
sociali.
Il movimento non si arresta.
Libertà per Giobbe. Libertà per tutte e tutti.
NOI CONTENTI QUANDO LORO ARRABBIATI


Assemblea delle realtà di movimento della provincia di Varese
Assemblea Popolare No Elcon
Anarchiche e anarchici del Varesotto
Casa occupata di Via D. Monza, Saronno
Collettivo Ultimi Mohicani Gallarate
Kinesis Tradate
TeLOS Squat Saronno

RESPISTA REVOCA DEI DOMICILIARI PER GIOBBE

Apprendiamo che l'istanza di revoca degli arresti domiciliari per Giobbe è stata respinta.
Rimane quindi ai domiciliari con tutte le restrizioni.
Libertà per tutti e tutte


RADIOCANE: SUL PROCESSO OUTLAW A BOLOGNA


“Il Gup Santucci decide di mandare a processo 21 degli imputati, 
escludendone 6. Le motivazioni sono inquietanti e recitano più o meno 
così: l’’accusa non ha un fondato supporto ma gli avvocati avranno modo 
di dimostrarlo nel corso del processo.”

(tratto dall’opuscolo – SULL’OPERAZIONE OUTLAW – )

Alla vigilia del processo che vede imputati 21 compagni/e con l’accusa 
di associazione a delinquere con finalità eversive, insieme ad una 
compagna di Bologna ripercorriamo insieme alcuni eventi : le attività 
del Centro di Documentazione Fuoriluogo prima della sua chiusura tra 
lotta ai Cie e al nucleare , il ruolo di Eni nel dare forza alla 
chiusura di un’indagine aperta già dal 2006, la costruzione di 
un’inchiesta senza prove e il tentativo poliziesco di cancellare ogni 
forma di presenza anarchica in città.


ascolta il contributo:


http://www.radiocane.info/sul-processo-outlaw-bologna/

9 ottobre 2013

FRANCESCO TRASFERITO A SANREMO

Apprendiamo che Francesco, dopo la convalida della custodia cautelare in carcere, è stato trasferito dalla Casa Circondariale di Savona a quella di Sanremo.

Ecco il nuovo indirizzo per scrivergli:

FRANCESCO CARRIERI
CASA CIRCONDARIALE DI S

ANREMO
STR. ARMEA, 144
18038 SANREMO (IM)


FONTE

7 ottobre 2013

ADRIANO TRASFERITO ALL'AS2 DI FERRARA

Riceviamo e diffondiamo:

7 ottobre-In  seguito al colloquio fatto in mattinata co Alfredo si apprende che Adriano, uno dei due compagni arrestati a settembre è stato trasferito lo scorso finesettimana nell' AS2 di Ferrara, che pare confermarsi come sezione destinata agli anarchici ,in attesa di processo .

per scrivergli:

Antonacci Adriano
C.C. Via Arginone, 327
44122 Ferrara

TRENTO: PERQUISIZIONE AD UN REDATTORE DI "INVECE" - "un pò di vernice contro simili assassini è davvero il minimo"


riceviamo e diffondiamo:


La nota di un conto in sartoria

L’11 settembre scorso, il ROS di Roma, in collaborazione con il ROS di Trento, ha perquisito l’abitazione di un redattore di “Invece” notificandogli un avviso di garanzia per “istigazione alla violenza” per via di un articolo apparso sul giornale. Di perquisizioni a compagni ce ne sono state, negli ultimi anni e mesi, talmente tante che certo non saremmo qui a parlarvene. Ma l’episodio merita qualche riga. Non solo perché l’indagine della magistratura ha per oggetto i contenuti di un articolo, ma per la figura del querelante. Si tratta di Pierpaolo Sinconi, tenente colonnello dei carabinieri nonché dirigente del Coespu di Vicenza, una delle centrali della controinsurrezione, dove si addestrano le truppe di mezzo mondo alla controsommossa e alla tortura. Il Sinconi si era preso, come qualcuno forse ricorderà, della vernice rossa sui suoi costosi abiti durante una conferenza a Sociologia, nell’ottobre del 2011, sulle missioni di guerra dell’Italia all’estero. Un gruppo di antimilitaristi – tra cui il compagno perquisito, che all’epoca venne arrestato – arrivò a un palmo di mano dall’esperto di controinsurrezione e di sicurezza nazionale. Uno smacco, in tutti i sensi. Al quale il militare non ha reagito molto sportivamente. Oltre ai vari processi già svoltisi o in corso contro alcuni antimilitaristi, possiamo segnalare delle anonime telefonate notturne a casa di genitori di compagni su un imprecisato conto salato in tintoria. E ora un’altra perquisitone per un’altra denuncia. Insomma, quel piccolo episodio gli ha proprio dato fastidio. 
Se non possiamo che unirci ai compagni trentini che scrivevano “un po’ di vernice è il minimo”, è scontato ribadire la nostra solidarietà con il compagno e con quanto da lui scritto. Il concetto di istigazione, che sembrava caduto in desuetudine, presuppone che il lettore sia privo di autonomia di giudizio; eppure sappiamo che non ci leggono solo quelli del ROS. 
Sarà che siamo degli inguaribili ottimisti, ma ci pare in fondo positivo il fatto che le idee siano ancora pericolose.   

La redazione di “Invece”