13 giugno 2013

AGGIORNAMENTI SU NICOLA E ALFREDO - RIMANDATA L'UDIENZA PRELIMINARE

Riceviamo e diffondiamo:
 
12 giugno- l'udienza preliminare per Nicola e Alfredo, a porte chiuse e in assenza degli imputati,  è stata rinviata al 5 luglio. Il GIP ha accolto la richiesta di rinvio della difesa, vista la tardiva acquisizione dell'ultimo blocco di trascrizioni delle intercettazioni ambientali, depositate solo la scorsa settimana.

SCARCERATI ALESSANDRO, GIUSEPPE E PAOLA, GIULIA LIBERE DAI DOMICILIARI


riceviamo e diffondiamo:

Stamattina 12 giugno, Alessandro e Giuseppe sono stati rilasciati dal carcere di Ferrara, hanno l’obbligo di dimora rispettivamente a Montegabbione (TR) e Catania, le firme dalla polizia e l’avviso orale. Alessandro ha le firme due volte al giorno.

La scarcerazione è avvenuta in seguito al rifiuto da parte del giudice dei 6 mesi di proroga proposti dalla procura di Milano, che dall’autunno del 2012 ha assunto la competenza dell’indagine.

In seguito al riconoscimento dell’incompetenza della procura di Perugia a procedere con l’iter giudiziario Alessandro e Giuseppe sono stati rilasciati, per loro due infatti è stata la procura di Perugia stessa a dichiararsi incompetente, per gli altri invece l’attribuzione di incompetenza è avvenuta per decreto di un giudice. Questa semplice differenza burocratica ha determinato che i termini della scarcerazione di Sergio, Elisa e Stefano decorrano dal momento in cui la procura di Miliano ha assunto la competenza dell’indagine.

Anche Paola e Giulia sono libere dai domiciliari e non hanno più restrizioni.

In attesa di ulteriori aggiornamenti.

Cassa di solidarietà AracnidE


Fonte

INDIRIZZO CARCERE PER FRANCESCO PUGLISI - JIMMY

Diffondiamo l'indirizzo per scrivere a Francesco "Jimmy" Puglisi, arrestato a Barcellona per i fatti del G8 di Genova 2001.
Appena avremo maggiori informazioni sulla sua estradizione le comunicheremo.

Per scrivere al compagno:

Francesco Puglisi
MADRID V (Soto del Real)
Centro Penitenciario
Carretera Comarcal 611
28791 Soto del Real (Madrid)


Fonte

CONTESTATO CONVEGNO SUL CARCERE A TRENTO


riceviamo e diffondiamo:
Venerdì 8 giugno, presso la Facoltà di Sociologia di Trento, si è svolto un convegno dal titolo indicativo: “Dal detenuto all’uomo”, a cui hanno partecipato volontari, responsabili delle cooperative che fanno lavorare i prigionieri, alcuni ex detenuti e… due secondini (tra cui il comandante delle guardie del carcere di Trento). Una decina di anarchici ha voluto disturbare rumorosamente tale ripugnante dibattito, scuotendo il normale torpore universitario. Striscione (“Il carcere umano non esiste. Le guardie pestano, torturano, uccidono”), volantini (che riproducevano, sotto il titolo “L’uomo finisce dove comincia il secondino”, la testimonianza di un ragazzo pestato nel carcere di Bolzano e in quello di Trento in seguito alla rivolta scoppiata nella prigione altoatesina nel gennaio del 2012) e megafono hanno impedito che il convegno – le cui parole sono state coperte per un’ora dai nostri slogan – si svolgesse come se nulla fosse. Il minimo, per ribadire la nostra solidarietà ai detenuti che lottano e il nostro odio per i loro aguzzini. Il vero ruolo delle guardie è stato impresso per sempre sul corpo di Stefano Cucchi, con una violenza che nessuna sentenza di tribunale – infame quanto scontata – riuscirà mai a cancellare.    


compagne e compagni

12 giugno 2013

TURCHIA: SGOMBERO PIAZZA TAKSIM E SCONTRI CON LA POLIZIA

Seguiranno aggiornamenti e comunicati











ATENE: ANNUNCIO DEI MEMBRI IMPRIGIONATI DELLA CCF PER L'ATTACCO ESPLOSIVO CONTRO LA DIRETTRICE DEL CARCERE MASCHILE DI KORIDALLO



Questo testo è stato letto dai membri della CCF il 10/6 al tribunale all’inizio del processo
Vogliamo ricambiare, da parte nostra da qui dentro, il segnale di guerriglia ai fratelli della collaborazione della Cospirazione delle Cellule di Fuoco e delle Bande di Coscienza e salutare il fronte comune di tutti gli anarchici della prassi che sostengono la rete internazionale della FAI-FRI. COMPAGNI, con questo attacco ci siamo incontrati di nuovo. Avete cancellato lo stato della nostra prigionia. Ci avete offerto momenti di vera libertà. Siamo trovati insieme intorno allo stesso tavolo, di nuovo. Abbiamo discusso, abbiamo scelto il bersaglio, abbiamo progettato l’operazione, abbiamo attaccato, abbiamo rivendicato la responsabilità…
Tutti insieme complici nel rinascimento della NOSTRA Cospirazione, tutti insieme coerenti con la promessa che abbiamo fatto che questo è solo l’inizio. La Cospirazione delle Cellule di Fuoco rimane libera nei nostri cuori, nei nostri sorrisi, nelle pallottole dei nostri armi fino alla fine, per sempre…
VIVA LA COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO / BANDE DI COSCIENZA
Nucleo Sole – Baleno.

VIVA L’INTERNAZIONALE NERA DEGLI ANARCHICI DELLA PRASSI.

Fonte

11 giugno 2013

CILE: ATTACCO INCENDIARIO CONTRO UNA PALESTRA DI SECONDINI


“Qualcuno direbbe, quindi, che la forza ha lo scopo di imporre l’organizzazione di un certo ordine sociale in cui una minoranza governa, mentre la violenza tende a distruggere questo ordine. La borghesia ha usato la forza fin dall’alba dei tempi fino ai tempi moderni, mentre il proletariato reagisce al presente, attraverso la violenza, contro di essa e contro lo stato” – George Sorel
LA GANG È FURIOSA:
In questo momento, il peso della storia cade sulle nostre spalle, la memoria dei combattenti, dei/le compagnx cadutx e vittoriosx in una lotta fin dalle origini dell’umanità, che varia solo in termini materiali e quantitativi. Come affrontare una bestia corporale con una forza storica senza precedenti; la società di classe è un materiale e anche un’idea, un’essenza e un fenomeno presenti nella coscienza individuale e collettiva dell’umanità. Lo stato, la proprietà privata, le sue forze armate, i modi di produzione e la permanente continua complicità di un’umanità soggetta alle decisioni di un’onnipresente autorità.
Immersi nella tipica freddezza dell’anniversario della morte del compagno Mauricio Morales, andiamo avanti, risoluti e felici di impiegare la nostra azione diretta, probabilmente analizzata come qualcosa di minimale in termini di danno materiale, la rivendichiamo come un’esperienza di azione diretta inquadrata in questa guerra sociale, assumendoci il compito di continuare a perfezionare le tecniche di attacco e sovversione. In un modo o nell’altro, l’incertezza della fortuna, la repressione, e l’obiettivo scompaiono e si trasformano in libertà.
Riguardo alla violenza individualista di tipo insurrezionale, criticata da quelli che o definiscono altre priorità politiche oppure semplicemente non osano colpire il potere, la nostra posizione è chiara, la nostra prospettiva rivoluzionaria viene da una considerazione fondamentale: le masse fanno le rivoluzioni, e le fanno perchè si trovano in una certa situazione di sfruttamento, di alienazione e di progressiva eliminazione degli aspetti positivi della vita. Se la rivoluzione è infatti un atto collettivo, delle masse, questo non significa che gruppi di individui, con affinità politica (teoria/prassi) tra di loro, non possano esercitare la violenza individualista contro il potere. Per quanto i mezzi di comunicazione di massa, lo stato, e i suoi meccanismi di repressione possano volgarizzare le nostre azioni e usare categorie borghesi per definirle (atti criminali), la nostra violenza è politica in sé e per sé, nello specifico a causa del fatto che la politica e le sue relazioni sociali sono assi fondamentali nello sviluppo degli interessi umani.
Infine, ricordiamo la vita, le idee e le azioni del compagno Mauricio Morales, caduto mentre stava realizzando un’azione diretta, e tuttx i/le compagnx imprigionatx e perseguitx da tutti gli stati del mondo. E salutiamo il compagno Diego Rios nel suo prendersi gioco delle autorità.
ABBASSO I SISTEMI DI DOMINIO POLIZIESCO/LEGALE/CARCERARIO
E FUOCO A TUTTE LE GUARDIE
CON TUTTI I MEZZI E GLI STRUMENTI,
ATTACCHIAMO OGNI FORMA DI AUTORITA’ E COMPLICITA’!!!
Gang Anarchica della Furia (B.A.C.)

CRONACA DAL PRESIDIO AL TRIBUNALE DI PERUGIA (6.6.2013)


Il 6 Giugno 2013, si è tenuta al tribunale di Perugia l’udienza preliminare del processo a carico di alcune delle persone indagate in seguito all’operazione repressiva anti-anarchica detta “Ardire”, che nel giugno del 2012 aveva portato all’arresto di 10 persone (alcune delle quali non si erano mai viste, né conosciute e due erano da tempo già detenute), accusate di partecipazione ad “associazione sovversiva con finalità di terrorismo” (art. 270 bis c.p.).
Ciò che all’epoca balzò agli occhi fu l’evidente contraddizione fra la titolarità dell’inchiesta della Procura di Perugia e l’inchiesta stessa, dal momento che tutti i principali episodi sottoposti ad indagine (come, ad esempio, l’invio di pacchi bomba alla sede di Equitalia a Roma, al Cie di Gradisca di Isonzo e il ritrovamento di un pacco bomba dentro l’Università Bocconi di Milano) erano avvenuti ben lontano dal territorio umbro.
Per questo motivo gli artefici dell’inchiesta (la Pm Comodi della Procura di Perugia – già nota per aver condotto nel recente passato altre due operazioni antianarchiche in Umbria, nel 2007 “Brushwood”, rivelatesi poi di consistenza nulla, e nel 2009 “Sherwood”, il cui processo è tuttora in corso; e il Generale dei carabinieri del ROS Giampaolo Ganzer, lo stesso che è stato condannato nel luglio 2010 in primo grado a 14 anni per traffico internazionale di droga) si dovettero ben ingegnare per inventarsi una cellula terroristica umbra affiliata alla “FAI informale” (senza la quale l’inchiesta stessa non avrebbe potuto reggere), accusandola di aver… effettuato scritte sui muri, esposto striscioni e imbrattato un bancomat.
Ma se all’epoca l’operazione ebbe grandissima rilevanza mediatica, grazie soprattutto al supporto della stampa asservita (basti pensare all’enfasi con la quale venne presentato il risultato di alcune perquisizioni, che avevano permesso il ritrovamento di… lampadine, chiodi, mollette di legno e fermacarte, indicando il tutto come pericoloso materiale atto all’imminente fabbricazione di ordigni esplosivi), ben poca attenzione si è data alla successiva suddivisione dell’inchiesta in due parti, una passata alla procura di Milano, l’altra, il filone umbro/perugino, rimasta alla procura di Pg: così che per parlare di terrorismo in Umbria restano davvero solo scritte e striscioni.
La mattina del 6 giugno si è dunque tenuta a Perugia l’udienza preliminare del processo per il solo filone umbro/perugino, che riguardava 4 persone (una ancora detenuta nel carcere di Ferrara, due ai domiciliari e una a piede libero), mentre, per quanto riguarda le persone sotto inchiesta per la parte passata a Milano, il giudice titolare delle indagini ha purtroppo recentemente richiesto la proroga delle misure cautelari in carcere per altri 6 mesi.
L’udienza vera e propria non si è però tenuta, da momento che gli avvocati della difesa hanno evidenziato l’incompatibilità del Gup (giudice per l’udienza preliminare), in quanto aveva a suo tempo partecipato all’inchiesta stessa ponendo la sua firma ad alcuni decreti di autorizzazione delle intercettazioni.
Ciò che a questo si spera e ci attendiamo è che, al di là di ogni considerazione sulla (poca) consistenza dell’inchiesta stessa, il 13 giugno, ad un anno dagli arresti e alla scadenza dei termini di custodia cautelare, i compagni sotto inchiesta in Umbria possano tornare in libertà.

RADIOCANE/CORRISPONDENZE NO TAV: CON LE MANI, CON LA TESTA, COL CUORE. VOL. 5


Martedi 4 giugno, il tribunale di Torino ha condannato in primo grado alcuni compagni No Tav per i fatti dell’autoporto di Susa (inverno 2010). Abbiamo sentito Luca e Maurizio, due degli imputati, per farci raccontare quell’episodio, per fare alcune valutazioni sulla sentenza, nonché per condividere qualche riflessione sul momento attuale.
Nel frattempo, nel quadro del processo per i fatti dell’estate 2011, alcuni imputati hanno deciso di revocare gli avvocati. Abbiamo chiesto a Marta, che ha condiviso questa decisione, di spiegarcene le motivazioni.ascolta il contributo:
http://www.radiocane.info/corrispondenze-notav-con-le-mani-con-la-testa-col-cuore-vol-5/

10 giugno 2013

OP.ARDIRE: RINVIATA UDIENZA PRELIMINARE PER INCOMPATIBILITA' DEL GIUDICE


Dalla stampa locale umbra si apprende che:Giovedì 6 giugno in mattinata doveva svolgersi l’udienza preliminare a carico dei compagni Alessandro Settepani,  Gulia Marziale e Francesca Paola Iozzi, gli unici indagati nell’ambito dell’operazione ‘Ardire’, la cui posizione è rimasta al vaglio del tribunale di Perugia( il resto dell’inchiesta venne infatti trasferito a Milano per competenza territoriale), ma il giudice Alberto Avenoso si è dichiarato incompetente perché aveva già emesso un decreto di proroga per la stessa indagine. E’ stato dunque tutto rinviato al 17 luglio per verificare se sia possibile incardinare il processo, altrimenti verrà rinviato a data da destinarsi perché il fascicolo passerà ad un nuovo giudice non ancora arrivato. Intanto però il 12 giugno prossimo scadranno i termini delle misure cautelari ancora esistenti, e molto probabilmente torneranno quindi in libertà le due compagne Giulia Marziale e Francesca Paola Iozzi, ancora agli arresti domiciliari. Per Alessandro, invece, recluso nel carcere di Ferrara  si aspetta la decisione del gip(giudice per le indegini preliminari) sulla richiesta di proroga da parte della procura di MIlano.Intanto giovedì mattina fuori dal tribunale di Perugia, un gruppo di compagni ha portato solidarietà attraverso un presidio ai compagni arrestati e indagati. Fuori dal tribunale è stato appeso uno striscione con su scritto: ‘Ale, Giulia, Paola liberi!’. A presidiare il tribunale parecchi poliziotti della Digos e della questura di Perugia.
Fonte

LE DUE FACCE DELLA SMART CITY


Da Macerie

Le due facce della smart city
6 giugno. Da oggi Piazza San Carlo, con la collaborazione del gruppo Olicar, Selex Es e Iride, si è dotata di lampioni “intelligenti”. Se all’apparenza nulla è cambiato, i lampioni ora sono invece in grado di filmare tutto quello che succede al di sotto di loro. Contemporaneamente, trasmettono segnali a smartphone e computer che possono navigare gratuitamente sul web da tutta la piazza.

9 giugno 2013

VOLANTINO SULL'OPERAZIONE ARDIRE


Un anno fa i carabinieri del ROS, comandati dal generale Ganzer, entravano in molte abitazioni della penisola dando inizio alla più grossa operazione repressiva degli ultimi anni contro gli anarchici. Le indagini dei ROS, convalidate dalla Procura di Perugia nella persona della PM Manuela Comodi hanno portato all’arresto di 10 persone, più altre indagate a piede libero, per 270bis (associazione sovversiva con finalità di terrorismo anche internazionale) oltre a 280 e 280bis (attentato con finalità di terrorismo e con ordigni esplosivi).
Da quel giorno la libertà di questi ragazzi e ragazze, compagni e amici, è stata annientata dalla rappresaglia dello Stato all’indomani di alcuni attacchi a persone e strutture del dominio, determinato a intimidire e scongiurare le voci di dissenso nel momento in cui la sopportazione degli oppressi è al culmine. Questo unitamente alla voglia di carriera della Comodi e dei vertici dei ROS.
Oggi si svolge in tribunale qui a Perugia il primo atto di questo teatrino chiamato “Operazione Ardire”, che pomposamente si pubblicizza come l’intervento che ha “decapitato i vertici della Federazione Anarchica Informale”. Tutto ciò sarebbe ridicolo se non fosse che Alessandro, Sergio, Stefano, Peppe ed Elisa si trovano ancora in carcere e Paola e Giulia agli arresti domiciliari.
E’ sempre più evidente la violenza di questo Stato e del Capitalismo che rappresenta che ci costringe a vite inaccettabili, che sparge terrore sui posti di lavoro e nella disumanità di tasse e prezzi insostenibili per continuare ad alimentare i privilegi di pochi sulle spalle dei molti che non ce la fanno più. Che picchia e stupra con la sua polizia e rinchiude nelle sue galere. Uno Stato che attacca chi gli si oppone, utilizzando i manganelli e le leggi di cui dispone. Indipendentemente dall’innocenza o dalla colpevolezza dei nostri compagni, quello che li vede indagati è l’utilizzo da parte degli inquirenti del reato associativo, ormai sistematico per reprimere i ribelli, che consente di ovviare alla mancanza di prove attraverso la strumentalizzazione di parole, azioni o idee funzionali all’impianto accusatorio. Accade quindi che appendere uno striscione, gestire un sito internet o semplicemente discutere di come si vede il mondo venga trasformato nel filo conduttore che lega insieme individui che neanche si conoscono bene in un’associazione a carattere sovversivo. Tutto ciò etichettando come “terrorista” chi si oppone al terrorismo e alla violenza di Stato, in modo da sminuire e delegittimare la sua giusta rabbia.
Ribellarsi diventa una condizione vitale e necessaria se non vogliamo soccombere, se vogliamo difendere la nostra dignità, la nostra libertà e i nostri bisogni.
SOLIDARIETA’ CON ALESSANDRO, PAOLA, GIULIA E BENEDETTA PROCESSATI OGGI NEL TRIBUNALE DI PERUGIA.
SOLIDARIETA’ CON STEFANO, SERGIO, PEPPE, ELISA PER CUI SONO STATI CHIESTI SEI MESI DI PROROGA PER LA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI E ANCORA NELLE CARCERI DELLO STATO.

7 giugno 2013

ARRESTATO A BARCELLONA JIMMY: CONDANNATO A 12 ANNI DI CARCERE PER LE RIVOLTE GENOVESI

Dalla stampa di stato apprendiamo dell'arresto del compagno Jimmy da parte degli sbirri spagnoli, condannato a 12 anni di carcere per la rivolta genovese del luglio 2001.

Solidarietà e complicità con Jimmy e tutt* i/le compagn* in carcere e a coloro che volano ancora liberi intorno a noi.


E’ finita la corsa di Francesco Puglisi, detto Jimmy, condannato lo scorso luglio in via definitiva per i fatti del luglio del 2001, Genova g8. Al pari di Vincenzo Vecchi, Francesco si era reso irreperibile dopo la sentenza della Cassazione, latitante, fuggito da una condanna sproporzionata a dodici anni.
A dare la notizia dell’arresto alcuni siti web di quotidiani spagnoli nella giornata di ieri, tra cui la Vanguardia, Puglisi, riportano, è stato arrestato la sera del 4 giugno a Barcellona. La polizia spagnola, in collaborazione con quella italiana, sarebbe stata sulle sue tracce da diverso tempo e avrebbe ricostruito i suoi spostamenti attraverso diverse città spagnole. Da Barcellona, informano gli avvocati che si stanno interessando alla vicenda in Spagna, Francesco sarà spostato a Madrid da dove dovrebbe tornare in Italia.
A più di dieci anni di distanza dal g8 genovese la giustizia italiana sembra essersi accanita contro dieci manifestanti, mentre le violenze delle forze dell’ordine e le torture della Diaz sono rimaste sostanzialmente impunite, e per quelle avvenute nella caserma di Bolzaneto la sentenza definitiva arriverà il prossimo 14 giugno, ma solo per sette degli imputati su quarantaquattro, per gli altri i reati sono caduti in prescrizione, le pene da confermare o meno vanno da un anno a poco più di tre. Ben diverso sarebbe il discorso se in Italia esistesse il reato di tortura (www.3leggi.it).
La Cassazione del luglio 2012 ha portato a cinque condanne e a cinque imputati rimandati a giudizio in appello, per questi ultimi gli avvocati hanno ottenuto “la riponderazione” dell’attenuante di ”aver agito in suggestione della folla in tumulto”. Degli altri cinque Alberto Funaro e Marina Cugnaschi, condannati rispettivamente a dieci e dodici anni di carcere, si trovano in carcere, mentre Ines Morasca, condannata a sei anni e sei mesi si trova ai domiciliari, dopo aver beneficiato della sospensione della pena per avere una figlia piccola. In libertà e “irreperibile”, dopo l’arresto di Puglisi, si trova solo Vincenzo Vecchi, condannato a quindici anni di carcere.
Pene spropositate per reati contro il patrimonio, per la semplice compartecipazione psichica o, come nel caso di Puglisi per il lancio di una molotov, per qualcun altro per una vetrina rotta o un furto a un supermercato. Pene comminate grazie al Codice Rocco e al famigerato reato di “devastazione e saccheggio”, detrito giuridico di fascista memoria, reato che i pm italiani sembrano particolarmente apprezzare quando si tratta di manifestazioni di piazza: garantisce il massimo della pena a fronte anche di prove incerte o di fatti che altrimenti verrebbero derubricati a reati minori.

8 GIUGNO: CONCERTO HC @LABORATORIO ANARCHICO LA*ZONA (BERGAMO)



SABATO 8 GIUGNO 2013

ingresso con sottoscrizione libera
Dalle 17.30 concerto hc con:
*NEGOT - punk oscuro bg
*KENNEL - hard de core bergamo
*A.D.R. - bergamo punk hardcore
a seguire: Cena Veg* & DjSet
per info: la.zona@live.it
Ricordiamo inoltre la manifestazione nazionale contro gli allevamenti di visoni e
contro ogni forma di sfruttamento che si terrà
sabato 8 giugno dalle ore 14.00 a partire dal piazzale della malpensata (Bg), 
organizzata dal coordinamento Liber*Selvadec
   ----->  per ulteriori informazioni visitate il sito: www.selvadec.webnode.it   <-----

@Laboratorio Anarchico LA*ZONA
via bonomelli 9, BG

SABATO 8 GIUGNO: CORTEO NAZIONALE CONTRO GLI ALLEVAMENTI DI VISONI E CONTRO OGNI FORMA DI SFRUTTAMENTO


SABATO 8 GIUGNO 2013
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
CONTRO GLI ALLEVAMENTI DI VISONI - CONTRO OGNI FORMA DI SFRUTTAMENTO

Anche nella provincia di Bergamo (Antegnate e Misano) stanno per
essere aperti due allevamenti di visoni.Il modello situato, proposto dall'AIAV (associazione italiana allevatori di visoni), e da estendere poi a livello nazionale, consiste nell'integrare l'allevamento da pelliccia ad allevamenti già esistenti. Frammenti di una crisi ormai sistemica che amplifica la logica dello sfruttamento animale. Di fatto, le crisi si alimentano e si auto legittimano dei disastri che esse stesse generano.
La terra, gli animali, umani e non, sono allevati dentro questa catena che assembla e smembra i corpi. Pronti ad alleviare e gestire le sofferenze, pronti ad attivarsi per promuovere il presunto "benessere animale", pronti a trasformare l'opposizione in oggetto mediatico da organizzare, da gestire, da dominare e, così facendo, stravolgendo qualsiasi istanza reale di liberazione: gli "amici degli animali" accorrono!
Una visione d'insieme sulle molteplici forme in cui si manifesta lo sfruttamento dell'uomo sugli animali, dell'uomo sull'uomo, dell'uomo sulla Terra, chiama i sinceri oppositori a riappropriarsi delle parole e del loro senso silenziato, per riscoprire il nostro essere e sentire animale e l'appartenenza alla Madre Terra. Per riscoprire la concordanza tra la parola e l'azione!

CONCENTRAMENTO AL PIAZZALE DELLA MALPENSATA  ALLE h 14.00 - BERGAMO 
All'incrocio tra via carnovali e via don bosco (a 500 mt dalla stazione fs) 

COORDINAMENTO LIBER*SELVADEC
per info, contatti e richieste di copie del manifesto scrivere a: liber.selvadec@autistici.org