16 settembre 2013

TEMUCO: CONDANNATE YARITZA E ARDIADNA



Il 7 Settembre Yaritza e Ardiadna sono state condannate in seguito al processo abbreviato riguardo al possesso di materiale esplosivo durante la collocazione di una bomba contro una caserma delle forze speciali e della direzione regionale della Gendarmeria.
Yaritza Grandon: 541 giorni in base alla legge sul controllo delle armi.
Ariadna Torres: 541 giorni in base alla legge del controllo sulle armi.
La procura deciderà se fare appello o meno, chiedendo la nullità del processo dato che chiedeva 5 anni e 1 giorno di condanna.
Ricordiamo che in questo processo c’è anche la compagna Roxana che è rimasta decisa, rifiutando di accettare la colpa e avere cosi una riduzione della pena.

DALLE SCINTILLE NELLE GALERE


Traduzione di un contributo sugli ammutinamenti di quest'estate nelle carceri francesi tratto da Lucioles.‭ ‬Bulletin anarchiste de Paris et sa région,‭ ‬n.‭ ‬11,‭ ‬settembre‭ ‬2013‭


Delle scintille nelle galere

La prigione è una tortura continua e l’estate‭ ‬la rende ancora peggiore.‭ ‬Bisogna poi considerare la‭ “‬sovrappopolazione‭” ‬delle galere francesi e gli scioperi dei secondini che hanno costellato la fine della primavera.‭ ‬Ad inizio maggio,‭ ‬c’erano circa‭ ‬68.000‭ ‬detenuti nelle prigioni francesi‭ (‬questa cifra,‭ ‬la più grande mai raggiunta,‭ ‬la dice lunga sulla guerra che lo Stato e‭ ‬la Giustizia conducono contro i poveri‭)‬.‭ ‬Ciò in galere fatte per rinchiudere‭ ‬57.300‭ ‬detenuti‭; ‬ci sono‭ ‬quindi‭ ‬in media‭ ‬120‭ ‬prigionieri schiacciati‭ ‬là‭ ‬dove ci sarebbe appena lo spazio per‭ ‬100.‭ ‬In sovrappiù,‭ ‬gli scioperi dei secondini‭ (‬che,‭ ‬non avendo il diritto di astenersi dal loro sporco lavoro,‭ ‬bloccano gli ingressi delle galere nel tempo libero‭)‬ riducono o fanno saltare colloqui,‭ ‬attività ed ore d’aria,‭ ‬fanno ritardare‭ ‬il sopravvitto etc.‭ ‬In parole povere,‭ ‬sono i prigionieri che pagano‭ (‬ancora‭) ‬quando i cani brontolano per qualche briciola.‭ ‬La soluzione,‭ ‬certo,‭ ‬non è che ci sia più spazio in gabbia,‭ ‬né delle migliori condizioni,‭ ‬né più secondini o meglio pagati.‭ ‬Le rivolte nelle prigioni scoppiano la maggior parte delle volte per dei miglioramenti parziali‭ (‬trasferimenti,‭ ‬migliori condizioni di detenzione,‭ ‬accesso a misure alternative al carcere,‭ ‬etc.‭) ‬oppure di fronte a singoli abusi.‭ ‬Ma non dobbiamo scordare che la prigione stessa‭ ‬è un abominio e‭ ‬che la sola soluzione è la sua distruzione.‭ ‬E in questi ultimi tempi,‭ ‬seppure a partire da rivendicazioni ed obiettivi parziali,‭ ‬alcuni detenuti hanno cominciato.‭ 

L’estate‭ ‬inizia con la cupa normalità dei suicidi.‭ ‬Il‭ ‬14‭ ‬giugno,‭ ‬un uomo si è impiccato nella prigione di Nantes‭ (‬si tratta del quarto in tre mesi,‭ ‬in quella galera‭); ‬un detenuto delle Baumettes‭ (‬Marsiglia‭) ‬segue lo stesso destino l‭’‬8‭ ‬luglio.‭ ‬A Bois-d’Arcy‭ (‬dipartimento num.‭ ‬78‭)‬,‭ ‬il‭ ‬6‭ ‬agosto,‭ ‬è un giovane di‭ ‬29‭ ‬anni ad impiccarsi.‭ ‬Il‭ ‬29‭ ‬luglio si tratta di‭ “‬morte naturale‭” ‬per un prigioniero di Béziers:‭ ‬era caduto dalle scale e non è‭ ‬stato curato.‭ ‬Ma ce ne sono anche‭ ‬di quelli che dirigono il proprio odio verso i più vicini fra i responsabili della propria prigionia.‭ ‬Per cominciare‭ (‬a quanto ne‭ ‬sappiamo‭) ‬un prigioniero prende una piccola rivincita su una secondina a Saint-Quentin-Fallavier‭ (‬38‭)‬,‭ ‬sequestrandola per un’ora,‭ ‬con una lama di rasoio.‭ ‬Sabato‭ ‬20‭ ‬luglio,‭ ‬a Moulins-Yzeure‭ (‬03‭)‬,‭ ‬un uomo prende in ostaggio un secondino‭ ‬grazie ad un coltello da cucina debitamente affilato.‭ ‬Il tipo,‭ ‬recentemente trasferito da Roanne perché sospettato di preparare un’evasione,‭ ‬vuole vedere la moglie ed essere trasferito.‭ ‬Si replica‭ ‬mercoledì‭ ‬14‭ ‬agosto a Ensisheim‭ (‬68‭)‬:‭ ‬un detenuto sequestra una secondina perché gli era stato rifiutato un trattamento medico.‭ ‬È al riformatorio di Porcheville‭ (‬78‭) ‬che tre adolescenti detenuti in quel bagno per giovani restituiscono il‭ ‬favore‭ ‬alle guardie e per niente meno che la libertà.‭ ‬Il‭ ‬5‭ ‬agosto pestano e legano un secondino,‭ ‬prima di rinchiuderlo incosciente in uno stanzino per le pattumiere.‭ ‬Cercano poi di scappare passando dal tetto,‭ ‬ma sfortunatamente si fanno prendere.‭ ‬Due prigionieri della prigione di Meaux‭ (‬77‭) ‬hanno più fortuna.‭ ‬Il‭ ‬24‭ ‬giugno,‭ ‬durante un’attività sportiva fuori dalla prigione,‭ ‬riescono a sfuggire alla sorveglianza dei secondini dei servizi sociali e scappare.‭ ‬Due giorni più tardi è dal tribunale della stessa città che un detenuto riesce ad evadere,‭ ‬mescolandosi alle persone‭ ‬venute ad assistere allo spettacolo della Giustizia.‭ ‬Era stato‭ ‬portato lì dalla prigione per essere processato per furto ed aveva appena preso‭ ‬altri‭ ‬5‭ ‬anni di gabbio‭…

In agosto,‭ ‬la temperatura sale ancora.‭ ‬Giovedì‭ ‬1‭ ‬agosto,‭ ‬a Bourg-en-Bresse‭ (‬01‭)‬,‭ ‬una ventina di prigionieri si rivoltano.‭ ‬Prendono d’assalto un’ala della prigione e vi distruggono tutto,‭ ‬in particolare le telecamere di sorveglianza e i tubi dell’acqua,‭ ‬inondando due piani.‭ ‬Il motivo di questa sommossa è il comportamento particolarmente autoritario di una secondina ed il fatto che i Giudici di Sorveglianza‭ ‬sono‭ ‬molto rigidi.‭ ‬Lunedì‭ ‬19‭ ‬a Blois‭ (‬41‭)‬,‭ ‬un detenuto è vittima dell’ennesima‭ “‬morte sospetta‭”‬.‭ ‬Una sessantina di altri detenuti si ammutina e distrugge un settore della prigione.‭ ‬Fanno anche uscire altri prigionieri dalle celle.‭ ‬Le super-guardie dell‭’‬ERIS‭ [‬come i GOM italiani,‭ ‬NdT‭]‬ domano la rivolta,‭ ‬ma la prigione ha subìto importanti danni e deve essere‭ ‬parzialmente evacuata.‭ ‬Per continuare,‭ ‬martedì‭ ‬20‭ ‬a Châteaudun‭ (‬28‭)‬,‭ ‬una ventina di detenuti dà l’assalto al locale che ospita il centro informatico della prigione,‭ ‬cercando di incendiarlo.‭ ‬Salgono poi sui tetti e gettano le tegole sulle guardie.‭ ‬Nel pomeriggio del giorno dopo,‭ ‬un’altra trentina di detenuti‭ ‬cerca di raggiungere‭ ‬il cammino di ronda‭ ‬a partire dal cortile dell’aria.‭ ‬Gli ERIS,‭ ‬che sono lì dal giorno precedente,‭ ‬ci mettono tre ore per‭ “‬riportare la calma‭” (‬a colpi di flashball,‭ ‬gas lacrimogeni e granate antiaccerchiamento‭…)‬.‭ ‬Una ventina di detenuti viene trasferita e l’Amministrazione Penitenziaria,‭ ‬per paura che la rivolta si propaghi a tutti i‭ ‬590‭ ‬prigionieri,‭ ‬fa venire dei rinforzi da Parigi,‭ ‬Rennes e Digione.‭ ‬Il mattino di giovedì‭ ‬22,‭ ‬a Bois-d’Arcy‭ (‬78‭)‬,‭ ‬un detenuto‭ ‬sta male e il medico non arriva.‭ ‬Per protestare,‭ ‬una ventina di altri detenuti rifiuta di rientrare‭ ‬dall’aria,‭ ‬fino all’arrivo degli ERIS.‭ ‬Sempre il‭ ‬22‭ ‬è il turno dei detenuti del CIE di Mesnil-Amelot‭ (‬77‭)‬.‭ ‬Uno di loro viene picchiato selvaggiamente‭ ‬dagli sbirri perché ha saltato una rete per recuperare una palla da calcio.‭ ‬Gli altri cominciano a battere su una rete,‭ ‬che cede.‭ ‬Gli sbirri reagiscono con manganelli e gas.‭ ‬Più tardi,‭ ‬ci saranno due inizi d’incendio,‭ ‬ai quali gli sbirri risponderanno con un arresto e tenendo tutti nel cortile.‭ ‬E l’estate termina‭ (‬per il momento
‎ ‏Ma non é finita‭! ‬Venerdì‭ ‬6‭ ‬settembre‭ ‬(dopo che questo testo era già stato redatto‭)‬,‭ ‬tre detenuti del CIE di Palaiseau sono riusciti ad evadere,‭ ‬segando le sbarre di una finestra.‭ ‬Sfortunatamente,‭ ‬un quarto prigioniero si è fatto male saltando giù ed è stato subito ripreso.‭  ‬NdT.‭) ‬bene:‭ ‬con una bella evasione‭! ‬Nella notte di venerdì‭ ‬30‭ ‬agosto undici prigionieri del CIE di Vincennes riescono a segare una rete e scappare.‭ 

Le rivolte‭ ‬di agosto ci mostrano che la determinazione di qualche persona può portare a risultati concreti,‭ ‬come mettere la prigione di Blois in uno stato di‭ “‬mancanza di sicurezza‭” (‬parola di secondino‭)‬.‭ ‬Di fronte a queste ribellioni,‭ ‬l’AP risponde con‭ ‬l‭’‬isolamento,‭ ‬la violenza,‭ ‬le denunce e i trasferimenti.‭ 
E noi,‭ ‬nemici delle prigioni,‭ ‬fuori‭? ‬Il coraggio e la determinazione con cui i ribelli si sollevano‭ ‬fanno appello alla nostra solidarietà concreta.‭ ‬Il nostro odio contro le prigioni e tutto ciò che le fa esistere,‭ ‬però,‭ ‬non potrebbe limitarsi a fare eco alle rivolte all’interno delle mura.‭ ‬Ciascuno di noi ha mille ragioni‭ ‬per detestare la prigione e può trovare le proprie temporalità e i propri metodi per attaccare la macchina‭ ‬della reclusione.‭ ‬Se non abbiamo la forza di prendercela direttamente con quelle sporche mura,‭ ‬pensiamo al fatto che la prigione non è soltanto questo.‭ ‬I secondini non smettono di essere dei boia quando si tolgono le divise.‭ ‬Ecco cosa si sono forse detti gli anonimi che hanno vandalizzato sei macchine‭ ‬nel parcheggio del personale del Centro penitenziario di Gasquinoy‭ (‬Béziers,‭ ‬34‭)‬,‭ ‬il‭ ‬25‭ ‬maggio‭ ‬2013,‭ ‬oppure quelli che hanno incendiato quattro veicoli di secondini vicino alla prigione di Ploemeur‭ (‬56‭)‬,‭ ‬il‭ ‬25‭ ‬ottobre‭ ‬2012.‭ ‬Ecco cosa si sono forse detti coloro i quali,‭ ‬a Parigi,‭ ‬fra fine gennaio ed inizio febbraio,‭ ‬hanno spaccato le vetrine di due locali della CGT‭ [‬come‭ ‬la CGIL italiana,‭ ‬NdT‭]‬,‭ ‬sindacato che,‭ ‬oltre ad altre schifezze,‭ ‬organizza i secondini.‭ ‬E come dimenticare tutte le imprese che ingrassano‭ ‬facendo funzionare le galere,‭ ‬per esempio portando il cibo e‭ ‬il sopravvitto,‭ ‬pulendo,‭ ‬facendo la manutenzione,‭ ‬sfruttando il lavoro dei detenuti,‭ ‬etc.‭ ‬E ci sono anche le ditte che costruiscono le prigioni‭ (‬e a volte ne restano proprietarie,‭ ‬affittandole poi allo Stato‭)‬.‭ ‬Prendersela con tutti costoro potrebbe essere molto più facile che prendere come obiettivo direttamente le prigioni.‭ ‬Ciononostante,‭ ‬tale metodo potrebbe dare qualche problema a quelli che rinchiudono.‭ ‬Ecco cosa si sono forse detti gli anonimi che il‭ ‬15‭ ‬aprile‭ ‬2013‭ ‬se la sono presa con Eiffage,‭ ‬uno dei principali costruttori‭ (‬e a volte proprietari‭) ‬di galere.‭ ‬L’incendio di alcuni mezzi di cantiere,‭ ‬a Pontcharra-sur-Turdine‭ (‬69‭) ‬ha causato circa‭ ‬500.000‭ ‬euro di danni a quegli avvoltoi.‭ 
Si tratta di qualche esempio concreto di come ciascuno può lottare contro le prigioni.‭ ‬In solidarietà con le sommosse dentro,‭ ‬quando ce ne sono,‭ ‬ma soprattutto,‭ ‬e sempre,‭ ‬per un mondo di libertà.‭ ‬  

FORLI: RIASSEGNATI I FOGLI DI VIA A TRE COMPAGN*


riceviamo e diffondiamo:
 
A giugno di quest'anno 51 avvisi di fine indagine venivano notificati ad 
altrettante persone, con la contestazione di diversi reati per 
l'occupazione a Forlì del MaceriA occupato e del GiardinOccupato, nonché 
per manifestazioni (autorizzate e non) contro lo sgombero del MaceriA ed 
altre antifasciste.
Per 4 di questi compagni il questore emise i ben noti fogli di via dal 
comune di Forlì.
Ci eravamo lasciati che, a seguito della mobilitazione dei compagni e 
dei solidali contro i fogli di via, 3 erano stati sospesi dal prefetto 
ad agosto. A nemmeno un mese di distanza, il prefetto di Forlì ha deciso 
di riassegnare i fogli di via dalla città ai 3 compagni, con la 
differenza che se prima dovevano durare 3 anni ora la durata è "solo" di 
uno.
Come a dire che, siccome erano effettivamente cattivi, pericolosi, 
brutti e sporchi, anche se erano contestate solo partecipazioni a 
manifestazioni senza l'attibuzione di reati specifici, i nostri compagni 
meritavano comunque una qualche punizione, per il solo fatto di essere 
anarchici attivi.
Sicuramente questa mezza via tra annullamento totale del foglio di via e 
il mantenimento così com'era prima deriva, in massima parte, dal timore 
del prefetto, da una parte di farsi vedere troppo permissivo e quindi 
darla vinta ai "sovversivi", dall'altra di evitare una figuraccia in 
città per aver mantenuto intatto l'impianto del provvedimento del 
questore, manifestamente viziato da volontà politiche di tacitare le 
voci dissidenti in città. Questa via di mezzo, quindi, sembra più un 
tentativo di "pararsi il culo"!
Quindi i nostri 3 compagni sono espulsi da forlì già da ora. A loro un 
abbraccio e certo la promessa che non saranno lasciati soli.
Il 4 compagno colpito da foglio di via, foglio di via peraltro 
illegittimo visto che al momento della notifica era residente da un mese 
nel comune di Forlì, sta aspettando invece il giudizio del TAR previsto 
per la fine di gennaio, dopo che quest'ultimo gli ha sospeso la misura 
per carenze motivazionali.

12 settembre 2013

LA MIGLIOR DIFESA E' L'ATTACCO: AZIONE IN VAL SUSA

Apprendiamo di un nuovo attacco al cantiere dell'alta velocità in val di susa.
Obbiettivo la cava di Susa di proprietà della Italcoge ("nel giugno 2011 - tra le altre cose - aveva costruito le recinzioni dell’area di Chiomonte appena sgomberata dal presidio No Tav, la «Libera Repubblica della Maddalena». oltre ad essere una delle aziende principali che lavorano alla linea ferroviaria Torino-Lione ), danneggiata una pala meccanica ed un container è stato dato alle fiamme. Sono stati riportati ai propietari bossoli di lacrimogeni e lasciate scritte no tav.
A presto nuove info.

La miglior difesa è l'attacco!
NO TAV 
Nero*Veleno

11 settembre 2013

CALENDARIO DELLE INIZIATIVE PER LA MOBILITAZIONE CONTRO IL CARCERE 10-30 SETTEMBRE




  • Forlì, dal 10 al 30 settembre
Rispondendo all’appello nazionale lanciato dal coordinamento dei detenuti per le giornate di solidarietà anticarceraria dal 10 al 30 settembre a Forlì si sono organizzate alcune iniziative sotto all’infame casa circondariale di Via della Rocca 4
Martedì 10 (primo giorno di mobilitazione)
dalle 18:30 alle 21:00 -
GIù MURA GIù BOX davanti al carcere di Forlì
Venerdì 13 alle 9:30 -
Piazza Saffi presidio anticarcerario sul
tema “società carcerizzata” e
solidarietà coi detenuti in lotta
Lunedì 16 dalle 18:30 alle 21:00 – GIù MURA GIù BOX
davanti al carcere
Lunedì 30 dalle 18:30 alle 21:00 – GIù MURA GIù BOX
con
videoproiezioni su evasioni,
rivolte e mobilitazioni anticarcerarie in Italia e non solo.
  • Nuoro, 13 settembre
Serata infomativa su carcere e repressione
venerdì 13 settembre 2013 ore 19
circolo marx via giusti 17 nuoro

proiezione dei filmati:
lotta al 41 bis “non c’è lotta al capitalismo senza lotta contro il carcere”
nato 2020 un mondo a misura di banchiere
a seguire discussione aperta
all’interno esposizione di pannelli sulle nuove carceri sarde
banchetti di materiale di kontroinformazione su carcere e repressione
  • Cremona, 14 settembre
Presidio sotto il carcere
SOLIDARIETA’ CON I PRIGIONIERI IN LOTTA
Il “coordinamento dei detenuti” nato in maniera spontanea alla vigilia della manifestazione nazionale di Parma del 25 maggio 2013 è intenzionato a portare avanti la mobilitazione contro le condizioni disumane e tutte le barbarie del sistema penitenziario italiano(…).
Abbiamo deciso pertanto di proclamare una mobilitazione nazionale per il mese di settembre, che avrà inizio il giorno 10 e fine il giorno 30 dello stesso mese. E’ nostra intenzione far sentire la nostra voce e protestare contro la situazione esplosiva delle carceri italiane, la quale vede un sovraffollamento intollerabile con detenuti ammassati in celle lager, in condizioni igieniche e strutturali al limite dell’indecenza, speculazioni sui prezzi della mercede, sfruttamento vero e proprio nei confronti dei detenuti cosiddetti “lavoranti”, trattamenti inumani di ogni sorta, abusi di qualsiasi genere e troppo, troppo altro ancora(…).
Non possiamo inoltre esimerci dal protestare contro tutte quelle forme di tortura legalizzata in cui versano gli internati nei regimi di 41bis, 14bis e Alta Sorveglianza, che vengono quotidianamente uccisi, psicologicamente e fisicamente(…).
Queste sono alcune frasi riportate dall’appello lanciato dai prigionieri di molti carceri sparse nella penisola. Ci sembra importante riportare gran parte del loro comunicato per lanciare:
SABATO 14 SETTEMBRE DALLE ORE 9,00 FINO ALLE ORE 12,00 UN PRESIDIO SOTTO LE MURA DEL CARCERE DI CREMONA CA’ DEL FERRO (VIA PALOSCA 2), IN SOLIDARIETÀ CON TUTTI I DETENUTI IN LOTTA
Dal Buoncammino di Cagliari a Tolmezzo, da Terni a Saluzzo, da Viterbo a Padova, da Spini di Gardolo fino ad arrivare a
Cremona, carcere che fra «suicidi di Stato», tentate evasioni e costruzioni di nuovi padiglioni vive un momento di
fermento, di fianco a chi lotta per abbattere il muro del silenzio, nemici di ogni galera e il mondo che le produce.
Il primo passo per spezzare queste catene è rompere il muro dell’indifferenza. La solidarietà è un’arma, usiamola.

Solidali di Crema e di Cremona


scarica e diffondi il volantino dell’iniziativa
  • Monza, 14 settembre
Presidio sotto il carcere
IN SUPPORTO ALLA LOTTA DEI DETENUTI
Il “coordinamento dei detenuti” nato in maniera spontanea alla vigilia della
manifestazione nazionale di Parma del 25 maggio 2013 è intenzionato a portare avanti la
mobilitazione contro le condizioni disumane e tutte le barbarie del sistema penitenziario
italiano(…).
Abbiamo deciso pertanto di proclamare una mobilitazione nazionale per il mese di
settembre, che avrà inizio il giorno 10 e fine il giorno 30 dello stesso mese. E’ nostra
intenzione far sentire la nostra voce e protestare contro la situazione esplosiva delle
carceri italiane, la quale vede un sovraffollamento intollerabile con detenuti ammassati
in celle lager, in condizioni igieniche e strutturali al limite dell’indecenza, speculazioni
sui prezzi della mercede, sfruttamento vero e proprio nei confronti dei detenuti cosiddetti
“lavoranti”, trattamenti inumani di ogni sorta, abusi di qualsiasi genere e troppo, troppo
altro ancora(…).
Non possiamo inoltre esimerci dal protestare contro tutte quelle forme di tortura
legalizzata in cui versano gli internati nei regimi di 41bis, 14bis e Alta Sorveglianza, che
vengono quotidianamente uccisi, psicologicamente e fisicamente(…).
Queste sono alcune frasi estratte da un comunicato scritto da detenuti di varie carceri d’Italia. Il carcere monzese non fa eccezione alcuna e si allinea perfettamente al degrado descritto nelle righe precedenti, degrado comune a tutte le carceri d’Italia.
Una situazione di abusi e vessazioni, di sfruttamento generalizzato e condizioni inumane. A luglio Francesco, un ragazzo di 22 anni è morto per cause ancora da accertare anche se non abbiamo alcuna difficoltà a capire chi è il vero omicida del ragazzo, ennesimo morto di carcere.
Per lui e per tutti gli altri detenuti uccisi dallo Stato oltre che per tutti coloro che si trovano rinchiusi, per supportare adeguatamente il mese di lotta indetto dai detenuti faremo il
SABATO 14 SETTEMBRE DALLE ORE 11 FINO ALLE ORE 15,00 UN PRESIDIO SOTTO LE MURA DEL CARCERE DI MONZA  (VIA
SANQUIRICO 6), IN SOLIDARIETÀ CON I DETENUTI IN LOTTA.
Nello stesso giorno ci saranno altri presidi sotto le mura di altri carceri d’Italia.
Ovviamente spingiamo perché anche da dentro ci si organizzi per un’adeguata risposta e per una larga adesione alla mobilitazione, al fine di rompere l’isolamento che volutamente viene creato nei confronti di chi finisce rinchiuso.
Il primo passo per spezzare queste catene è distruggere il muro dell’indifferenza.
Vi aspettiamo numerosi per urlare la vostra rabbia e il vostro disgusto nei confronti del carcere e della società che lo crea.
CordaTesa
cordatesa@autistici.org
cordatesa.noblogs.org
  • Padova, 14 settembre
Iniziativa di controinformazione sul carcere
Raccogliendo l’appello lanciato dal “coordinamento dei detenuti” per una mobilitazione generale contro il carcere dal 10 al 30 settembre, come compagni di Padova facenti parte dell’Assemblea di lotta “Uniti contro la repressione” abbiamo deciso di sostenere e dare voce a questa lotta attraverso alcune iniziative:
Sosteniamo la lotta dei detenuti dal 10 al 30 settembre!
Dalle carceri si leva un grido di protesta che squarcia le mura contro le condizioni intollerabili di vita all’interno: trattamenti punitivi, trasferimenti, isolamento e art. 14 bis, differenziazione, tortura dell’art. 41bis e sezioni di Alta sorveglianza. Oggi, di fronte al continuo peggiorare delle condizioni di vita a causa della crisi economica, il carcere è lo strumento più usato dai padroni per rinchiudere chiunque scelga di lottare e quanti, costretti alla marginalità, vivono di stenti. Rafforzare il filo rosso della solidarietà di classe vuol dire stringersi al fianco di chi vive le medesime condizioni di miseria e repressione per avanzare uniti nella lotta, contro la società capitalista basata solo su sfruttamento e guerra.
Diamo voce ai detenuti in lotta!
Sabato 14 settembre ore 16 Piazza dei Signori
Iniziativa di controinformazione con esposizione di mostre e materiali informativi sul carcere, lettura e diffusione di lettere e documenti scritti dai detenuti, musica e aperitivo solidale
La solidarietà è un’arma, usiamola!
Partecipa e diffondi!
  • Udine, 14 settembre
Presidio sotto il carcere
In solidarietà ai detenuti in lotta, il Coordinamento contro il Carcere e la Repressione di Udine convoca due presidi:
SABATO 14 SETTEMBRE ore 18
Presidio sotto il carcere di UDINE
  • Castrogno, 14 settembre
Presidio sotto il carcere
Dalle 14 in poi Presidio solidare sotto le mura del carcere di Castrogno, Teramo
Microfono aperto a chiunque voglia comunicare al di là del muro
Per un mondo senza autorità, senza gabbie ne galere
  • Tolmezzo, 20 settembre
Presidio sotto il carcere
In solidarietà ai detenuti in lotta, il Coordinamento contro il Carcere e la Repressione di Udine convoca due presidi:

VENERDÌ 20 SETTEMBRE ore 20
Presidio sotto il carcere di TOLMEZZO
  • Padova, 21 settembre
Presidio sotto il carcere
Raccogliendo l’appello lanciato dal “coordinamento dei detenuti” per una mobilitazione generale contro il carcere dal 10 al 30 settembre, come compagni di Padova facenti parte dell’Assemblea di lotta “Uniti contro la repressione” abbiamo deciso di sostenere e dare voce a questa lotta attraverso alcune iniziative:
Sosteniamo la lotta dei detenuti dal 10 al 30 settembre!
Dalle carceri si leva un grido di protesta che squarcia le mura contro le condizioni intollerabili di vita all’interno: trattamenti punitivi, trasferimenti, isolamento e art. 14 bis, differenziazione, tortura dell’art. 41bis e sezioni di Alta sorveglianza. Oggi, di fronte al continuo peggiorare delle condizioni di vita a causa della crisi economica, il carcere è lo strumento più usato dai padroni per rinchiudere chiunque scelga di lottare e quanti, costretti alla marginalità, vivono di stenti. Rafforzare il filo rosso della solidarietà di classe vuol dire stringersi al fianco di chi vive le medesime condizioni di miseria e repressione per avanzare uniti nella lotta, contro la società capitalista basata solo su sfruttamento e guerra.
Spezziamo le catene, rompiamo il muro dell’indifferenza!
Sabato 21 settembre ore 16
presidio di solidarietà alla Casa Circondariale  Due Palazzi – Padova
Sovraffollamento, mancanza di cure mediche, pessime condizioni igieniche, detenuti costretti a dormire con i guanti in inverno, prezzi altissimi del sopravvitto …. fino ad arrivare alle morti da carcere, come accaduto lo scorso 15 agosto! Questa è la quotidianità dei detenuti di Padova, che sfata le illusioni del Due Palazzi come carcere modello orientato alla “rieducazione”.
Sosteniamo la mobilitazione dei detenuti! Solo la lotta paga!
La solidarietà è un’arma, usiamola!
Partecipa e diffondi!

NO TAV: PERQUISIZIONI E TRE NO TAV AI DOMICILIARI

da radioblackout.org

Questa mattina la polizia ha arrestato e perquisito le abitazioni di tre No Tav.  Il Gip li accusa di violenza privata per un episodio avvenuto il 10 agosto alla partenza della marcia degli over 50 in Clarea. Secondo i PM Padalino e Rinaudo una ventina di persone avrebbero allontanato Erica De Blasi, una giornalista di “la Repubblica”, che avrebbe successivamente riconosciuto Giuliano di Avigliana, Maurizio di Torino, redattore di radio Blackout, e Giobbe della provincia di Varese.
Tutti e tre si trovano ai domiciliari con tutte le restrizioni.
Con Silvia, una No Tav del varesotto, abbiamo fatto un primo approfondimento sulla vicenda.

Ascolta le dirette da Radio Blackout

CONTRIBUTI DI SILVIA GUERINI E COSTANTINO RAGUSA PER IL IX INCONTRO DI LIBERAZIONE ANIMALE

Riceviamo e diffondiamo due contributi di Silvia Guerini e Costantino Ragusa per il IX incontro di Liberazione Animale tenutosi  al presidio No Tav di Venaus dal 6 all'8 settembre 2013

ACCENNO SULLE AZIENDE PRODUTTRICI DI ARMI COMPLICI DELLA GUERRA IN EGITTO


Apprendiamo dai media  informazioni interessanti riguardanti le aziende produttrici di armi nella bergamasca e non,su esportazione per la guerra in Egitto. Tra tutte spicca la pluri famosa ditta Beretta, in dotazione ci sono i loro fucili d'assalto.Vengono esportati anche i bossoli della "Munizioni Fiocchi Spa di Lecco" che inoltre possiede uno stabilimento anche a Zanica (provincia di Bergamo).Fucili d'assalto e lanciagranate della Beretta, munizioni della Fiocchi Spa, bombe per carri armati della Simmel, centraliper componenti di tiro della Rheinnmetall e blindati della Iveco. (alle apparecchiature specializzate per l'addestramento militare.)

Che la fantasia abbia il suo corso!


10 settembre 2013

NO TAV: UN BEL TACER NON FU MAI SCRITTO - SULL'INCENDIO DEI MEZZI DELLA GEOMONT IN VALSUSA IL 30 AGOSTO

Pubblichiamo e condividiamo vivacemente un articolo in risposta ad uno scritto codardemente apparso su notav.info (http://www.notav.info/post/e-se-lincendio-al-capannone-te-lo-paga-lassicurazione/)
O agisci, o taci.
*NeroVeleno*


riceviamo e diffondiamo:


Un bel tacer non fu mai scritto
Sull’incendio dei mezzi della Geomont in Valsusa il 30 agosto


E se qualcuno avesse deciso di attaccare la Geomont per la sua partecipazione alla devastazione della Valsusa?
Di certo sarà rimasto attonito e nauseato dal comunicato “ricevuto e pubblicato” sul sito notav.info all’indomani dell’incendio nel capannone della ditta di Bussoleno. Anche perché tra le suggestive ipotesi elencate come possibili verità di quel fatto, danneggiamento volontario del proprietario e attacco mafioso, manca proprio quella che qualcuno abbia in piena coscienza e volontà deciso di attaccare uno dei tanti che ha partecipato allo scempio della Valle.
Negli anni, purtroppo, è spesso successo che atti individuali e di piccoli gruppi in appoggio alla lotta contro il TAV venissero stigmatizzati, anche attraverso notav.info, come provocazioni o, peggio ancora, come gesti di chi “non è della valle né del movimento notav”.
È strano dopo tanti anni di lotta dover ancora tirare fuori queste questioni.
Il movimento notav è enorme e complesso. È la gente della Valsusa. Sono tutte le migliaia di persone che da anni attraversano per brevi e lunghi periodi il territorio donando le proprie energie, il proprio tempo e spesso la propria libertà. È la gente che in Italia e nel mondo appoggia e dà forza alla lotta con atti di solidarietà e complicità.
E quindi chi decide, all’interno di una realtà così variegata chi ha o non ha il diritto di mettere il proprio mattone per costruire la strada verso la liberazione della Valle?
Ma qui forse si affronta un discorso già superato. Non è forse vero che da un po’ il sabotaggio, pratica adottata da sempre nelle lotte popolari, è stato accolto e assunto in Valsusa e che da qualche tempo nessuno si permette più di censurare o condannare quei gesti che colpiscono i responsabili materiali della costruzione del famigerato tunnel? Forse non è un varco facile da attraversare, e molti tra quelli che vivono e che guardano questa lotta ci stanno ancora facendo i conti. Ma se dimentichiamo questo storico passaggio, e permettiamo dei passi indietro lungo la crescita collettiva del movimento notav, lasciamo spazio alla repressione e alla paura. Il sabotaggio come mezzo di lotta, la distanza tra giusto e legale,  la necessità della difesa e dell’attacco, la differenza tra una vita presa a morsi e la sopravvivenza passiva. Tutte cose che molti di noi hanno imparato lottando. E che vanno difese come le montagne.
Come è possibile accogliere su uno dei siti più letti come voce notav un comunicato che scrive “sappiamo che il movimento notav non ha appiccato il fuoco”? Forse chi lo ha stilato conosce tutti i notav del mondo, le loro pulsioni e azioni, le loro priorità e obiettivi? E se anche si prova una ineludibile ed epica tensione democratica (del tipo non sono d’accordo con quello che dici ma morirò per fartelo dire) come è possibile lasciare che scritti come questo cadano in un indifferente ed assordante silenzio? 
Le ipotesi proposte dal comunicato sono quelle che si potrebbero fare sempre dopo un attacco incendiario. Anche se la ditta non è in fallimento, potrebbe voler rinnovare i macchinari o cose simili. Anche le ritorsioni di stampo mafioso, specie in questi ambiti, sono sempre dietro l’angolo. Oltre che provare un sano disprezzo per la dietrologia e il complottismo e tenerli lontani dalle nostre bocche e dai nostri cuori, non dovrebbe venirci più naturale trovare il posto per questo episodio tra tutti gli altri simili che da qualche mese illuminano le notti della Valsusa? Anziché rischiare di sminuire il gesto di qualche coraggioso notav, difendiamo pubblicamente dalla repressione i nostri compagni di lotta nell’unico modo dignitoso possibile. Rivendicando qualunque gesto compiuto contro l’avanzare del mostro TAV come patrimonio di tutti noi.

GRECIA: NUOVE INDAGINI CONTRO I/LE COMPAGN* DELLA COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO


A metà Luglio 2013, sono stati convocati per testimoniare davanti ai giudici i 10 membri della CCF-FAI/FRI (Olga Ekonomidou, Damianos Bolano, Charis Chatzimichelakis, Giorgos Polydoros, Panagiotis Argirou, Theofilos Mavropoulos, Christos Tsakalos, Gerasimos Tsakalos, Giorgos Nikolopoulos, Michalis Nikolopoulos), accusati/e di “istigazione” per 4 attacchi avvenuti nel contesto del “Progetto Fenice”.
Il “Progetto Fenice” è una campagna d’attacchi guerriglieri iniziata dalla CCF con l’esplosione del veicolo personale della direttrice del carcere di Koridallos, seguita poi da altre 3 azioni fatte da nuclei della FAI/FRI in Grecia e Indonesia. I membri della CCF si sono rifiutati di andare all’interrogatorio, disprezzando le leggi e il diritto democratico di testimoniare. Pertanto è stato disposto un nuovo periodo di custodia preventiva.
Occorre segnalare che, nella campagna del “Progetto Fenice”, sono avvenuti altri due attacchi, uno realizzato da un nucleo FAI/FRI in Indonesia e un altro dalla CCF in Grecia (invio di un pacco bomba al procuratore D. Mokkas, incaricato in alcuni casi riguardanti la CCF).

Solidali con l’Internazionale Nera

OPERAZIONE ARDIRE: SCARCERATI STEFANO ED ELISA




Fonte
Apprendiamo da sabato 7 settembre 2013 che i compagni Stefano Gabriele Fosco ed Elisa di Bernardo, arrestati il 13 Giugno 2012 per la cosiddetta "Operazione Ardire" e redattori del blog Culmine, sono stati scarcerati in data odierna a seguito di una richiesta per decorrenza termini. I compagni, cosi come Giuseppe ed Alessandro scarcerati a metà giugno scorso, sono sottoposti ad obbligo di firma e di dimora. Sergio Stefani, al momento, resta ancora in custodia preventiva ed é l'ultimo dei prigionieri di tale operazione repressiva.

RADIOCANE: DIARI SONORI - ESTATE 013


Riflessi di sabotaggio in acqua di colonia. Profumi di vitigno
valsusino
e gas libico. Dolce al timpano con amaro retrorumore di rappresaglia.
Diario sonoro di un'estate.

Note: A volte è una questione di ritmo e l'orchestra funziona anche
senza spartito.
Cos'ì è stato in quelle notti di tarda primavera in cui anonimi
amanti
della libertà hanno attraversato i boschi ed eseguito assoli ben
fatti.
Ma le fanfare della retorica coloniale non tollerano le
improvvisazioni
e sopportano soltanto il rumore delle ruspe e il rombo dei blindati.
In
Val Susa, come altrove, i fiati della paura devono soffocare ogni nota
di ribellione. Per tenere il passo e non cedere allo scoramento
occorre
cogliere il cambio di ritmo senza farsi sorprendere dal controcanto.

Ascoltalo qui:

http://www.radiocane.info/diari-sonori-estate-2013/
[1]

MESSICO: SUGLI ARRESTI DEL PRIMO SETTEMBRE E SOLIDARIETA' URGENTE

riceviamo e diffondiamo:


MESSICO: sugli arresti del primo settembre e  su come supportare gli arrestati.

Domenica 1 settembre, durante le mobilitazioni contro la riforma educativa e la presentazione del primo rapporto del governo illegittimo di Enrique Peña Nieto a Città del Messico, sono state arrestate arbitrariamente sedici persone, alcune delle quali fanno parte di collettivi libertari e di comunicazione alternativa.

Per neutralizzare le azioni di solidarietà’ per i/le detenuti/e, la strategia del Governo del DF (Distretto Federale) ha sparpagliato questi ultimi in quattro diversi ministeri pubblici, situati lontano dal centro della città’, dove hanno avuto luogo gli arresti. Rendendo cosi’ più’ complicato per i compagni ricevere consulenza legale. 

I reati di cui sono accusati sono diversi: attacchi contro la pace pubblica (utilizzo di sostanze tossiche, incendio, inondazione o violenza estrema), resistenza all’arresto, possesso di oggetti atti ad attaccare, impedimento del legittimo esercizio dell’autorità e oltraggio all’autorità. 

Esistono video e foto che dimostrano che gli arresti sono avvenuti senza che ci fosse flagranza di delitto e che tutte le accuse che vengono mosse sono chiaramente false.



I delitti per cui sono stati accusati non sono considerati gravi, così che nella giornata di martedì 3 settembre nove dei e delle detenute sono stati liberati in seguito al pagamento di una cauzione. Tuttavia il processo nei loro confronti resta aperto.

I nove sono:
1.- Ana Berenice de la Cruz Cortés – Studente di Comunicazione
2.- Estela Morales – Locutrice di Regeneracion Radio
3.- Alejandro Amado Frausto - Giornalista indipendente
4.- Silvia Colmenaro - Poeta e studente di Filosofia e Lettere
5.- Ángel Francisco Hernández Lezama - Minorenne
6.- Jesús Uriel López Ramírez - Minorenne
7.- José Eduardo Alonso Vigueras-  di 21 anni
8.- Marco García Alatorre – Studente di 22 anni
9.- José Luis García Arce 



Per i restanti sette le cose vanno diversamente: il pomeriggio del 3 settembre amici e familiari riescono a  raccogliere il denaro necessario e viene pagata una cauzione di 23,500 pesos messicani (oltre 1300 euro) per 4 degli arrestati: Julián Humberto Luna Guzmán, Gustavo Ruiz Lizarraga, Pavel Alejandro Primo Noriega, Juan Daniel Velázquez. 



Nonostante l’effettuato pagamento della cauzione, l’incompetenza e la mancata volontà’ delle autorità’ giudiziarie di liberare i detenuti provoca il trasferimento di quest’ultimi dal Ministero Pubblico di Milpa Alta al Reclusorio Sur.


Mercoledì 4 settembre la cauzione per  Gustavo Ruiz Lizárraga (Flux) e Juan Daniel Velazquez Peguero viene aumentata da 23,500 a 126,476 pesos messicani (oltre 7000 euro) e probabilmente la stessa sorte toccherà a tutti quelli che sono stati arrestati.



I sette che sono stati trasferiti al Reclusorio Sur sono:

1.- Jesse Alejandro Montaña Sánchez "Jamspa" 
2.- Omar Berinstain Montiel, 19 anni
3.- Gabriel Carrión Soto, 19 anni
4.- Gonzalo Amozurrutia Nava
5.- Gustavo Ruiz Lizárraga, dell'Agenzia Indipendente SubVersiones
6.- Pavel Alejandro Primo Noriega, di Multimedios Cronopios
7.- Juan Daniel Velazquez Peguero



Dopo le giornate del 1 dicembre 2012 e del 10 giugno 2013, caratterizzate da un gran numero di arresti arbitrari, gli avvenimenti del primo di settembre confermano che è iniziata una nuova battaglia da parte di Enrique Peña Nieto e del governo di Città del Messico per eliminare il diritto all'informazione e alla libertà di espressione, in cui media liberi e giornalisti indipendenti vengono presi di mira come fossero criminali.

Vi chiediamo di diffondere il più’ possibile la notizia sulla situazione e chiediamo la vostra solidarietà’, in qualsiasi modo vi e’ possibile.


Per i compagni dei mezzi di comunicazione indipendenti Gustavo Ruiz Lizarraga e  Pavel Alejandro Primo Noriega, il numero di conto è:


Banco Santander Serfín 

Brenda Anaid Piña Burgoa 

CONTO 56591607217 

CHIAVE 014180565916072175 

SWIFT 021000021



Per gli altri detenuti:



Banamex sucursal 

Jose de Jesús Maldonado Alva

Numero di conto 28770771 

Chiave 002180700628770710

RADIOCANE: TORINO PEZZI DI CITTA'-PARTE 3



E´ normale una città dove per mesi ci sono barricate per impedire gli 
sfratti ?
Dove gli ufficiali giudiziari hanno una “vita d’inferno” ? Dove la 
repressione “perde terreno” sul campo ?

In questa terza e ultima parte il racconto di un anno vissuto 
pericolosamente “on the road” nei quartieri di Porta Palazzo e Barriera 
a Torino tra occupazioni, picchetti con barricate, pratiche di 
resistenza e pratiche di repressione.

Fuori dalle dinamiche di “lotta per la casa “, dai suoi sportelli e dal 
suo ceto politico, tra esplosioni di autonomia e in mezzo a mille forti 
contraddizioni emerge con forza la ricerca insistente della 
sperimentazione di un metodo di lotta nelle strade, insieme agli 
sfruttati.



Indice della terza parte :



0’00” - una potenza nascosta ?
1’12” - confini mobili ovvero cose che cambiano e il senso del 
possibile
3’53” - prendere coraggio: usi e costumi
6’55” - tra autonomia e opportunismo, dinamiche da movimento reale
11’37” – intrecci, comportamenti e l’arte della manutenzione del 
lavandino
15’59” - il proletariato non ha nazione ?
18’12” - Piccoli Proprietari : una faccia, una razza
20’35” - tanto tuonò che piovve : breve storia di una repressione
25’14” - alcune questioni di metodo


ascolta il contributo:


http://www.radiocane.info/torino-pezzi-di-citta-parte-3/

FORLI: SOSPESI TUTTI E 4 I FOGLI DI VIA PER I/LE COMPAGN*


FORLI: SOSPESI TUTTI E 4 I FOGLI DI VIA PER I COMPAGNI! 
riceviamo e diffondiamo:
 A giugno di quest'anno 51 persone ricevevano altrettanti avvisi di fine 
indagine con la contestazione di diversi reati per l'occupazione a Forlì 
del MaceriA occupato e del GiardinOccupato nonché per diverse 
manifestazioni contro lo sgombero del MaceriA ed altre antifasciste.
Per 4 di questi compagni il Questore, Salvatore Sanna, emise i ben noti 
fogli di via dal comune di Forlì.
A due mesi di distanza, ad agosto, i 4 fogli di via, con buona pace del 
Questore, sono stati tutti sospesi: 3 dal Prefetto di Forlì ed 1 dal TAR 
dell'Emilia-Romagna.
Per i 3 sospesi dal Prefetto la motivazione è che il periodo di tre anni 
di allontanamento sarebbe troppo lungo e “pesante” rispetto alle accuse 
contestate (la partecipazione a manifestazioni autorizzate e non), con 
ciò non rispettando il criterio di proporzionalità.
É più facile credere, guardando oltre le motivazioni ufficiali, che la 
mobilitazione pubblica contro i fogli di via abbia sortito qualche 
effetto. Fin da subito, infatti, le iniziative organizzate dai compagni 
dei colpiti contro questi provvedimenti fascisti (e che palesano la 
natura autoritaria anche della signora democrazia) si sono susseguite in 
città, ottenendo il risultato di spezzare la logica dell'isolamento a 
cui mirava (e sempre mira) la repressione questurina e statale.
Quel che è certo è che l'episodio rappresenta certamente un raro 
precedente.
Per quanto riguarda invece il quarto foglio di via, quello sospeso dal 
TAR, la motivazione del Tribunale Amministrativo dell'Emilia Romagna è 
quello di “carenza motivazionale”. In pratica, il TAR mette in dubbio 
l'accertamento da parte della Questura della pericolosità sociale.
Quest'ultimo foglio di via, lo ricordiamo, è quello che interessava un 
compagno che al momento della notifica dello stesso era già residente a 
Forlì, da qui quindi l'assurdità di voler allontanare una persona dalla 
città in cui abita solamente perché anarchico e attivo nelle lotte.
A fine gennaio il TAR prenderà la decisione definitiva. Intanto 
l'avvocatura dello Stato, che difende l'operato della Questura di Forlì, 
con sue memorie presentate al TAR sta tentando di sollecitare i giudici 
a eliminare una supposta “indulgenza” ed “impunità” di cui - viene 
scritto - il compagno e i gruppi “radicali” godrebbero, anche per colpa, 
si dice testualmente nella memoria stessa (delirante quanto esilarante 
da capo a coda!), della “non particolare solerzia con cui una parte 
della magistratura persegue determinati reati”. Se volevamo un'altra 
prova della natura politica di questi provvedimenti, eccola qua!