12 settembre 2013

LA MIGLIOR DIFESA E' L'ATTACCO: AZIONE IN VAL SUSA

Apprendiamo di un nuovo attacco al cantiere dell'alta velocità in val di susa.
Obbiettivo la cava di Susa di proprietà della Italcoge ("nel giugno 2011 - tra le altre cose - aveva costruito le recinzioni dell’area di Chiomonte appena sgomberata dal presidio No Tav, la «Libera Repubblica della Maddalena». oltre ad essere una delle aziende principali che lavorano alla linea ferroviaria Torino-Lione ), danneggiata una pala meccanica ed un container è stato dato alle fiamme. Sono stati riportati ai propietari bossoli di lacrimogeni e lasciate scritte no tav.
A presto nuove info.

La miglior difesa è l'attacco!
NO TAV 
Nero*Veleno

11 settembre 2013

CALENDARIO DELLE INIZIATIVE PER LA MOBILITAZIONE CONTRO IL CARCERE 10-30 SETTEMBRE




  • Forlì, dal 10 al 30 settembre
Rispondendo all’appello nazionale lanciato dal coordinamento dei detenuti per le giornate di solidarietà anticarceraria dal 10 al 30 settembre a Forlì si sono organizzate alcune iniziative sotto all’infame casa circondariale di Via della Rocca 4
Martedì 10 (primo giorno di mobilitazione)
dalle 18:30 alle 21:00 -
GIù MURA GIù BOX davanti al carcere di Forlì
Venerdì 13 alle 9:30 -
Piazza Saffi presidio anticarcerario sul
tema “società carcerizzata” e
solidarietà coi detenuti in lotta
Lunedì 16 dalle 18:30 alle 21:00 – GIù MURA GIù BOX
davanti al carcere
Lunedì 30 dalle 18:30 alle 21:00 – GIù MURA GIù BOX
con
videoproiezioni su evasioni,
rivolte e mobilitazioni anticarcerarie in Italia e non solo.
  • Nuoro, 13 settembre
Serata infomativa su carcere e repressione
venerdì 13 settembre 2013 ore 19
circolo marx via giusti 17 nuoro

proiezione dei filmati:
lotta al 41 bis “non c’è lotta al capitalismo senza lotta contro il carcere”
nato 2020 un mondo a misura di banchiere
a seguire discussione aperta
all’interno esposizione di pannelli sulle nuove carceri sarde
banchetti di materiale di kontroinformazione su carcere e repressione
  • Cremona, 14 settembre
Presidio sotto il carcere
SOLIDARIETA’ CON I PRIGIONIERI IN LOTTA
Il “coordinamento dei detenuti” nato in maniera spontanea alla vigilia della manifestazione nazionale di Parma del 25 maggio 2013 è intenzionato a portare avanti la mobilitazione contro le condizioni disumane e tutte le barbarie del sistema penitenziario italiano(…).
Abbiamo deciso pertanto di proclamare una mobilitazione nazionale per il mese di settembre, che avrà inizio il giorno 10 e fine il giorno 30 dello stesso mese. E’ nostra intenzione far sentire la nostra voce e protestare contro la situazione esplosiva delle carceri italiane, la quale vede un sovraffollamento intollerabile con detenuti ammassati in celle lager, in condizioni igieniche e strutturali al limite dell’indecenza, speculazioni sui prezzi della mercede, sfruttamento vero e proprio nei confronti dei detenuti cosiddetti “lavoranti”, trattamenti inumani di ogni sorta, abusi di qualsiasi genere e troppo, troppo altro ancora(…).
Non possiamo inoltre esimerci dal protestare contro tutte quelle forme di tortura legalizzata in cui versano gli internati nei regimi di 41bis, 14bis e Alta Sorveglianza, che vengono quotidianamente uccisi, psicologicamente e fisicamente(…).
Queste sono alcune frasi riportate dall’appello lanciato dai prigionieri di molti carceri sparse nella penisola. Ci sembra importante riportare gran parte del loro comunicato per lanciare:
SABATO 14 SETTEMBRE DALLE ORE 9,00 FINO ALLE ORE 12,00 UN PRESIDIO SOTTO LE MURA DEL CARCERE DI CREMONA CA’ DEL FERRO (VIA PALOSCA 2), IN SOLIDARIETÀ CON TUTTI I DETENUTI IN LOTTA
Dal Buoncammino di Cagliari a Tolmezzo, da Terni a Saluzzo, da Viterbo a Padova, da Spini di Gardolo fino ad arrivare a
Cremona, carcere che fra «suicidi di Stato», tentate evasioni e costruzioni di nuovi padiglioni vive un momento di
fermento, di fianco a chi lotta per abbattere il muro del silenzio, nemici di ogni galera e il mondo che le produce.
Il primo passo per spezzare queste catene è rompere il muro dell’indifferenza. La solidarietà è un’arma, usiamola.

Solidali di Crema e di Cremona


scarica e diffondi il volantino dell’iniziativa
  • Monza, 14 settembre
Presidio sotto il carcere
IN SUPPORTO ALLA LOTTA DEI DETENUTI
Il “coordinamento dei detenuti” nato in maniera spontanea alla vigilia della
manifestazione nazionale di Parma del 25 maggio 2013 è intenzionato a portare avanti la
mobilitazione contro le condizioni disumane e tutte le barbarie del sistema penitenziario
italiano(…).
Abbiamo deciso pertanto di proclamare una mobilitazione nazionale per il mese di
settembre, che avrà inizio il giorno 10 e fine il giorno 30 dello stesso mese. E’ nostra
intenzione far sentire la nostra voce e protestare contro la situazione esplosiva delle
carceri italiane, la quale vede un sovraffollamento intollerabile con detenuti ammassati
in celle lager, in condizioni igieniche e strutturali al limite dell’indecenza, speculazioni
sui prezzi della mercede, sfruttamento vero e proprio nei confronti dei detenuti cosiddetti
“lavoranti”, trattamenti inumani di ogni sorta, abusi di qualsiasi genere e troppo, troppo
altro ancora(…).
Non possiamo inoltre esimerci dal protestare contro tutte quelle forme di tortura
legalizzata in cui versano gli internati nei regimi di 41bis, 14bis e Alta Sorveglianza, che
vengono quotidianamente uccisi, psicologicamente e fisicamente(…).
Queste sono alcune frasi estratte da un comunicato scritto da detenuti di varie carceri d’Italia. Il carcere monzese non fa eccezione alcuna e si allinea perfettamente al degrado descritto nelle righe precedenti, degrado comune a tutte le carceri d’Italia.
Una situazione di abusi e vessazioni, di sfruttamento generalizzato e condizioni inumane. A luglio Francesco, un ragazzo di 22 anni è morto per cause ancora da accertare anche se non abbiamo alcuna difficoltà a capire chi è il vero omicida del ragazzo, ennesimo morto di carcere.
Per lui e per tutti gli altri detenuti uccisi dallo Stato oltre che per tutti coloro che si trovano rinchiusi, per supportare adeguatamente il mese di lotta indetto dai detenuti faremo il
SABATO 14 SETTEMBRE DALLE ORE 11 FINO ALLE ORE 15,00 UN PRESIDIO SOTTO LE MURA DEL CARCERE DI MONZA  (VIA
SANQUIRICO 6), IN SOLIDARIETÀ CON I DETENUTI IN LOTTA.
Nello stesso giorno ci saranno altri presidi sotto le mura di altri carceri d’Italia.
Ovviamente spingiamo perché anche da dentro ci si organizzi per un’adeguata risposta e per una larga adesione alla mobilitazione, al fine di rompere l’isolamento che volutamente viene creato nei confronti di chi finisce rinchiuso.
Il primo passo per spezzare queste catene è distruggere il muro dell’indifferenza.
Vi aspettiamo numerosi per urlare la vostra rabbia e il vostro disgusto nei confronti del carcere e della società che lo crea.
CordaTesa
cordatesa@autistici.org
cordatesa.noblogs.org
  • Padova, 14 settembre
Iniziativa di controinformazione sul carcere
Raccogliendo l’appello lanciato dal “coordinamento dei detenuti” per una mobilitazione generale contro il carcere dal 10 al 30 settembre, come compagni di Padova facenti parte dell’Assemblea di lotta “Uniti contro la repressione” abbiamo deciso di sostenere e dare voce a questa lotta attraverso alcune iniziative:
Sosteniamo la lotta dei detenuti dal 10 al 30 settembre!
Dalle carceri si leva un grido di protesta che squarcia le mura contro le condizioni intollerabili di vita all’interno: trattamenti punitivi, trasferimenti, isolamento e art. 14 bis, differenziazione, tortura dell’art. 41bis e sezioni di Alta sorveglianza. Oggi, di fronte al continuo peggiorare delle condizioni di vita a causa della crisi economica, il carcere è lo strumento più usato dai padroni per rinchiudere chiunque scelga di lottare e quanti, costretti alla marginalità, vivono di stenti. Rafforzare il filo rosso della solidarietà di classe vuol dire stringersi al fianco di chi vive le medesime condizioni di miseria e repressione per avanzare uniti nella lotta, contro la società capitalista basata solo su sfruttamento e guerra.
Diamo voce ai detenuti in lotta!
Sabato 14 settembre ore 16 Piazza dei Signori
Iniziativa di controinformazione con esposizione di mostre e materiali informativi sul carcere, lettura e diffusione di lettere e documenti scritti dai detenuti, musica e aperitivo solidale
La solidarietà è un’arma, usiamola!
Partecipa e diffondi!
  • Udine, 14 settembre
Presidio sotto il carcere
In solidarietà ai detenuti in lotta, il Coordinamento contro il Carcere e la Repressione di Udine convoca due presidi:
SABATO 14 SETTEMBRE ore 18
Presidio sotto il carcere di UDINE
  • Castrogno, 14 settembre
Presidio sotto il carcere
Dalle 14 in poi Presidio solidare sotto le mura del carcere di Castrogno, Teramo
Microfono aperto a chiunque voglia comunicare al di là del muro
Per un mondo senza autorità, senza gabbie ne galere
  • Tolmezzo, 20 settembre
Presidio sotto il carcere
In solidarietà ai detenuti in lotta, il Coordinamento contro il Carcere e la Repressione di Udine convoca due presidi:

VENERDÌ 20 SETTEMBRE ore 20
Presidio sotto il carcere di TOLMEZZO
  • Padova, 21 settembre
Presidio sotto il carcere
Raccogliendo l’appello lanciato dal “coordinamento dei detenuti” per una mobilitazione generale contro il carcere dal 10 al 30 settembre, come compagni di Padova facenti parte dell’Assemblea di lotta “Uniti contro la repressione” abbiamo deciso di sostenere e dare voce a questa lotta attraverso alcune iniziative:
Sosteniamo la lotta dei detenuti dal 10 al 30 settembre!
Dalle carceri si leva un grido di protesta che squarcia le mura contro le condizioni intollerabili di vita all’interno: trattamenti punitivi, trasferimenti, isolamento e art. 14 bis, differenziazione, tortura dell’art. 41bis e sezioni di Alta sorveglianza. Oggi, di fronte al continuo peggiorare delle condizioni di vita a causa della crisi economica, il carcere è lo strumento più usato dai padroni per rinchiudere chiunque scelga di lottare e quanti, costretti alla marginalità, vivono di stenti. Rafforzare il filo rosso della solidarietà di classe vuol dire stringersi al fianco di chi vive le medesime condizioni di miseria e repressione per avanzare uniti nella lotta, contro la società capitalista basata solo su sfruttamento e guerra.
Spezziamo le catene, rompiamo il muro dell’indifferenza!
Sabato 21 settembre ore 16
presidio di solidarietà alla Casa Circondariale  Due Palazzi – Padova
Sovraffollamento, mancanza di cure mediche, pessime condizioni igieniche, detenuti costretti a dormire con i guanti in inverno, prezzi altissimi del sopravvitto …. fino ad arrivare alle morti da carcere, come accaduto lo scorso 15 agosto! Questa è la quotidianità dei detenuti di Padova, che sfata le illusioni del Due Palazzi come carcere modello orientato alla “rieducazione”.
Sosteniamo la mobilitazione dei detenuti! Solo la lotta paga!
La solidarietà è un’arma, usiamola!
Partecipa e diffondi!

NO TAV: PERQUISIZIONI E TRE NO TAV AI DOMICILIARI

da radioblackout.org

Questa mattina la polizia ha arrestato e perquisito le abitazioni di tre No Tav.  Il Gip li accusa di violenza privata per un episodio avvenuto il 10 agosto alla partenza della marcia degli over 50 in Clarea. Secondo i PM Padalino e Rinaudo una ventina di persone avrebbero allontanato Erica De Blasi, una giornalista di “la Repubblica”, che avrebbe successivamente riconosciuto Giuliano di Avigliana, Maurizio di Torino, redattore di radio Blackout, e Giobbe della provincia di Varese.
Tutti e tre si trovano ai domiciliari con tutte le restrizioni.
Con Silvia, una No Tav del varesotto, abbiamo fatto un primo approfondimento sulla vicenda.

Ascolta le dirette da Radio Blackout

CONTRIBUTI DI SILVIA GUERINI E COSTANTINO RAGUSA PER IL IX INCONTRO DI LIBERAZIONE ANIMALE

Riceviamo e diffondiamo due contributi di Silvia Guerini e Costantino Ragusa per il IX incontro di Liberazione Animale tenutosi  al presidio No Tav di Venaus dal 6 all'8 settembre 2013

ACCENNO SULLE AZIENDE PRODUTTRICI DI ARMI COMPLICI DELLA GUERRA IN EGITTO


Apprendiamo dai media  informazioni interessanti riguardanti le aziende produttrici di armi nella bergamasca e non,su esportazione per la guerra in Egitto. Tra tutte spicca la pluri famosa ditta Beretta, in dotazione ci sono i loro fucili d'assalto.Vengono esportati anche i bossoli della "Munizioni Fiocchi Spa di Lecco" che inoltre possiede uno stabilimento anche a Zanica (provincia di Bergamo).Fucili d'assalto e lanciagranate della Beretta, munizioni della Fiocchi Spa, bombe per carri armati della Simmel, centraliper componenti di tiro della Rheinnmetall e blindati della Iveco. (alle apparecchiature specializzate per l'addestramento militare.)

Che la fantasia abbia il suo corso!


10 settembre 2013

NO TAV: UN BEL TACER NON FU MAI SCRITTO - SULL'INCENDIO DEI MEZZI DELLA GEOMONT IN VALSUSA IL 30 AGOSTO

Pubblichiamo e condividiamo vivacemente un articolo in risposta ad uno scritto codardemente apparso su notav.info (http://www.notav.info/post/e-se-lincendio-al-capannone-te-lo-paga-lassicurazione/)
O agisci, o taci.
*NeroVeleno*


riceviamo e diffondiamo:


Un bel tacer non fu mai scritto
Sull’incendio dei mezzi della Geomont in Valsusa il 30 agosto


E se qualcuno avesse deciso di attaccare la Geomont per la sua partecipazione alla devastazione della Valsusa?
Di certo sarà rimasto attonito e nauseato dal comunicato “ricevuto e pubblicato” sul sito notav.info all’indomani dell’incendio nel capannone della ditta di Bussoleno. Anche perché tra le suggestive ipotesi elencate come possibili verità di quel fatto, danneggiamento volontario del proprietario e attacco mafioso, manca proprio quella che qualcuno abbia in piena coscienza e volontà deciso di attaccare uno dei tanti che ha partecipato allo scempio della Valle.
Negli anni, purtroppo, è spesso successo che atti individuali e di piccoli gruppi in appoggio alla lotta contro il TAV venissero stigmatizzati, anche attraverso notav.info, come provocazioni o, peggio ancora, come gesti di chi “non è della valle né del movimento notav”.
È strano dopo tanti anni di lotta dover ancora tirare fuori queste questioni.
Il movimento notav è enorme e complesso. È la gente della Valsusa. Sono tutte le migliaia di persone che da anni attraversano per brevi e lunghi periodi il territorio donando le proprie energie, il proprio tempo e spesso la propria libertà. È la gente che in Italia e nel mondo appoggia e dà forza alla lotta con atti di solidarietà e complicità.
E quindi chi decide, all’interno di una realtà così variegata chi ha o non ha il diritto di mettere il proprio mattone per costruire la strada verso la liberazione della Valle?
Ma qui forse si affronta un discorso già superato. Non è forse vero che da un po’ il sabotaggio, pratica adottata da sempre nelle lotte popolari, è stato accolto e assunto in Valsusa e che da qualche tempo nessuno si permette più di censurare o condannare quei gesti che colpiscono i responsabili materiali della costruzione del famigerato tunnel? Forse non è un varco facile da attraversare, e molti tra quelli che vivono e che guardano questa lotta ci stanno ancora facendo i conti. Ma se dimentichiamo questo storico passaggio, e permettiamo dei passi indietro lungo la crescita collettiva del movimento notav, lasciamo spazio alla repressione e alla paura. Il sabotaggio come mezzo di lotta, la distanza tra giusto e legale,  la necessità della difesa e dell’attacco, la differenza tra una vita presa a morsi e la sopravvivenza passiva. Tutte cose che molti di noi hanno imparato lottando. E che vanno difese come le montagne.
Come è possibile accogliere su uno dei siti più letti come voce notav un comunicato che scrive “sappiamo che il movimento notav non ha appiccato il fuoco”? Forse chi lo ha stilato conosce tutti i notav del mondo, le loro pulsioni e azioni, le loro priorità e obiettivi? E se anche si prova una ineludibile ed epica tensione democratica (del tipo non sono d’accordo con quello che dici ma morirò per fartelo dire) come è possibile lasciare che scritti come questo cadano in un indifferente ed assordante silenzio? 
Le ipotesi proposte dal comunicato sono quelle che si potrebbero fare sempre dopo un attacco incendiario. Anche se la ditta non è in fallimento, potrebbe voler rinnovare i macchinari o cose simili. Anche le ritorsioni di stampo mafioso, specie in questi ambiti, sono sempre dietro l’angolo. Oltre che provare un sano disprezzo per la dietrologia e il complottismo e tenerli lontani dalle nostre bocche e dai nostri cuori, non dovrebbe venirci più naturale trovare il posto per questo episodio tra tutti gli altri simili che da qualche mese illuminano le notti della Valsusa? Anziché rischiare di sminuire il gesto di qualche coraggioso notav, difendiamo pubblicamente dalla repressione i nostri compagni di lotta nell’unico modo dignitoso possibile. Rivendicando qualunque gesto compiuto contro l’avanzare del mostro TAV come patrimonio di tutti noi.

GRECIA: NUOVE INDAGINI CONTRO I/LE COMPAGN* DELLA COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO


A metà Luglio 2013, sono stati convocati per testimoniare davanti ai giudici i 10 membri della CCF-FAI/FRI (Olga Ekonomidou, Damianos Bolano, Charis Chatzimichelakis, Giorgos Polydoros, Panagiotis Argirou, Theofilos Mavropoulos, Christos Tsakalos, Gerasimos Tsakalos, Giorgos Nikolopoulos, Michalis Nikolopoulos), accusati/e di “istigazione” per 4 attacchi avvenuti nel contesto del “Progetto Fenice”.
Il “Progetto Fenice” è una campagna d’attacchi guerriglieri iniziata dalla CCF con l’esplosione del veicolo personale della direttrice del carcere di Koridallos, seguita poi da altre 3 azioni fatte da nuclei della FAI/FRI in Grecia e Indonesia. I membri della CCF si sono rifiutati di andare all’interrogatorio, disprezzando le leggi e il diritto democratico di testimoniare. Pertanto è stato disposto un nuovo periodo di custodia preventiva.
Occorre segnalare che, nella campagna del “Progetto Fenice”, sono avvenuti altri due attacchi, uno realizzato da un nucleo FAI/FRI in Indonesia e un altro dalla CCF in Grecia (invio di un pacco bomba al procuratore D. Mokkas, incaricato in alcuni casi riguardanti la CCF).

Solidali con l’Internazionale Nera

OPERAZIONE ARDIRE: SCARCERATI STEFANO ED ELISA




Fonte
Apprendiamo da sabato 7 settembre 2013 che i compagni Stefano Gabriele Fosco ed Elisa di Bernardo, arrestati il 13 Giugno 2012 per la cosiddetta "Operazione Ardire" e redattori del blog Culmine, sono stati scarcerati in data odierna a seguito di una richiesta per decorrenza termini. I compagni, cosi come Giuseppe ed Alessandro scarcerati a metà giugno scorso, sono sottoposti ad obbligo di firma e di dimora. Sergio Stefani, al momento, resta ancora in custodia preventiva ed é l'ultimo dei prigionieri di tale operazione repressiva.

RADIOCANE: DIARI SONORI - ESTATE 013


Riflessi di sabotaggio in acqua di colonia. Profumi di vitigno
valsusino
e gas libico. Dolce al timpano con amaro retrorumore di rappresaglia.
Diario sonoro di un'estate.

Note: A volte è una questione di ritmo e l'orchestra funziona anche
senza spartito.
Cos'ì è stato in quelle notti di tarda primavera in cui anonimi
amanti
della libertà hanno attraversato i boschi ed eseguito assoli ben
fatti.
Ma le fanfare della retorica coloniale non tollerano le
improvvisazioni
e sopportano soltanto il rumore delle ruspe e il rombo dei blindati.
In
Val Susa, come altrove, i fiati della paura devono soffocare ogni nota
di ribellione. Per tenere il passo e non cedere allo scoramento
occorre
cogliere il cambio di ritmo senza farsi sorprendere dal controcanto.

Ascoltalo qui:

http://www.radiocane.info/diari-sonori-estate-2013/
[1]

MESSICO: SUGLI ARRESTI DEL PRIMO SETTEMBRE E SOLIDARIETA' URGENTE

riceviamo e diffondiamo:


MESSICO: sugli arresti del primo settembre e  su come supportare gli arrestati.

Domenica 1 settembre, durante le mobilitazioni contro la riforma educativa e la presentazione del primo rapporto del governo illegittimo di Enrique Peña Nieto a Città del Messico, sono state arrestate arbitrariamente sedici persone, alcune delle quali fanno parte di collettivi libertari e di comunicazione alternativa.

Per neutralizzare le azioni di solidarietà’ per i/le detenuti/e, la strategia del Governo del DF (Distretto Federale) ha sparpagliato questi ultimi in quattro diversi ministeri pubblici, situati lontano dal centro della città’, dove hanno avuto luogo gli arresti. Rendendo cosi’ più’ complicato per i compagni ricevere consulenza legale. 

I reati di cui sono accusati sono diversi: attacchi contro la pace pubblica (utilizzo di sostanze tossiche, incendio, inondazione o violenza estrema), resistenza all’arresto, possesso di oggetti atti ad attaccare, impedimento del legittimo esercizio dell’autorità e oltraggio all’autorità. 

Esistono video e foto che dimostrano che gli arresti sono avvenuti senza che ci fosse flagranza di delitto e che tutte le accuse che vengono mosse sono chiaramente false.



I delitti per cui sono stati accusati non sono considerati gravi, così che nella giornata di martedì 3 settembre nove dei e delle detenute sono stati liberati in seguito al pagamento di una cauzione. Tuttavia il processo nei loro confronti resta aperto.

I nove sono:
1.- Ana Berenice de la Cruz Cortés – Studente di Comunicazione
2.- Estela Morales – Locutrice di Regeneracion Radio
3.- Alejandro Amado Frausto - Giornalista indipendente
4.- Silvia Colmenaro - Poeta e studente di Filosofia e Lettere
5.- Ángel Francisco Hernández Lezama - Minorenne
6.- Jesús Uriel López Ramírez - Minorenne
7.- José Eduardo Alonso Vigueras-  di 21 anni
8.- Marco García Alatorre – Studente di 22 anni
9.- José Luis García Arce 



Per i restanti sette le cose vanno diversamente: il pomeriggio del 3 settembre amici e familiari riescono a  raccogliere il denaro necessario e viene pagata una cauzione di 23,500 pesos messicani (oltre 1300 euro) per 4 degli arrestati: Julián Humberto Luna Guzmán, Gustavo Ruiz Lizarraga, Pavel Alejandro Primo Noriega, Juan Daniel Velázquez. 



Nonostante l’effettuato pagamento della cauzione, l’incompetenza e la mancata volontà’ delle autorità’ giudiziarie di liberare i detenuti provoca il trasferimento di quest’ultimi dal Ministero Pubblico di Milpa Alta al Reclusorio Sur.


Mercoledì 4 settembre la cauzione per  Gustavo Ruiz Lizárraga (Flux) e Juan Daniel Velazquez Peguero viene aumentata da 23,500 a 126,476 pesos messicani (oltre 7000 euro) e probabilmente la stessa sorte toccherà a tutti quelli che sono stati arrestati.



I sette che sono stati trasferiti al Reclusorio Sur sono:

1.- Jesse Alejandro Montaña Sánchez "Jamspa" 
2.- Omar Berinstain Montiel, 19 anni
3.- Gabriel Carrión Soto, 19 anni
4.- Gonzalo Amozurrutia Nava
5.- Gustavo Ruiz Lizárraga, dell'Agenzia Indipendente SubVersiones
6.- Pavel Alejandro Primo Noriega, di Multimedios Cronopios
7.- Juan Daniel Velazquez Peguero



Dopo le giornate del 1 dicembre 2012 e del 10 giugno 2013, caratterizzate da un gran numero di arresti arbitrari, gli avvenimenti del primo di settembre confermano che è iniziata una nuova battaglia da parte di Enrique Peña Nieto e del governo di Città del Messico per eliminare il diritto all'informazione e alla libertà di espressione, in cui media liberi e giornalisti indipendenti vengono presi di mira come fossero criminali.

Vi chiediamo di diffondere il più’ possibile la notizia sulla situazione e chiediamo la vostra solidarietà’, in qualsiasi modo vi e’ possibile.


Per i compagni dei mezzi di comunicazione indipendenti Gustavo Ruiz Lizarraga e  Pavel Alejandro Primo Noriega, il numero di conto è:


Banco Santander Serfín 

Brenda Anaid Piña Burgoa 

CONTO 56591607217 

CHIAVE 014180565916072175 

SWIFT 021000021



Per gli altri detenuti:



Banamex sucursal 

Jose de Jesús Maldonado Alva

Numero di conto 28770771 

Chiave 002180700628770710

RADIOCANE: TORINO PEZZI DI CITTA'-PARTE 3



E´ normale una città dove per mesi ci sono barricate per impedire gli 
sfratti ?
Dove gli ufficiali giudiziari hanno una “vita d’inferno” ? Dove la 
repressione “perde terreno” sul campo ?

In questa terza e ultima parte il racconto di un anno vissuto 
pericolosamente “on the road” nei quartieri di Porta Palazzo e Barriera 
a Torino tra occupazioni, picchetti con barricate, pratiche di 
resistenza e pratiche di repressione.

Fuori dalle dinamiche di “lotta per la casa “, dai suoi sportelli e dal 
suo ceto politico, tra esplosioni di autonomia e in mezzo a mille forti 
contraddizioni emerge con forza la ricerca insistente della 
sperimentazione di un metodo di lotta nelle strade, insieme agli 
sfruttati.



Indice della terza parte :



0’00” - una potenza nascosta ?
1’12” - confini mobili ovvero cose che cambiano e il senso del 
possibile
3’53” - prendere coraggio: usi e costumi
6’55” - tra autonomia e opportunismo, dinamiche da movimento reale
11’37” – intrecci, comportamenti e l’arte della manutenzione del 
lavandino
15’59” - il proletariato non ha nazione ?
18’12” - Piccoli Proprietari : una faccia, una razza
20’35” - tanto tuonò che piovve : breve storia di una repressione
25’14” - alcune questioni di metodo


ascolta il contributo:


http://www.radiocane.info/torino-pezzi-di-citta-parte-3/

FORLI: SOSPESI TUTTI E 4 I FOGLI DI VIA PER I/LE COMPAGN*


FORLI: SOSPESI TUTTI E 4 I FOGLI DI VIA PER I COMPAGNI! 
riceviamo e diffondiamo:
 A giugno di quest'anno 51 persone ricevevano altrettanti avvisi di fine 
indagine con la contestazione di diversi reati per l'occupazione a Forlì 
del MaceriA occupato e del GiardinOccupato nonché per diverse 
manifestazioni contro lo sgombero del MaceriA ed altre antifasciste.
Per 4 di questi compagni il Questore, Salvatore Sanna, emise i ben noti 
fogli di via dal comune di Forlì.
A due mesi di distanza, ad agosto, i 4 fogli di via, con buona pace del 
Questore, sono stati tutti sospesi: 3 dal Prefetto di Forlì ed 1 dal TAR 
dell'Emilia-Romagna.
Per i 3 sospesi dal Prefetto la motivazione è che il periodo di tre anni 
di allontanamento sarebbe troppo lungo e “pesante” rispetto alle accuse 
contestate (la partecipazione a manifestazioni autorizzate e non), con 
ciò non rispettando il criterio di proporzionalità.
É più facile credere, guardando oltre le motivazioni ufficiali, che la 
mobilitazione pubblica contro i fogli di via abbia sortito qualche 
effetto. Fin da subito, infatti, le iniziative organizzate dai compagni 
dei colpiti contro questi provvedimenti fascisti (e che palesano la 
natura autoritaria anche della signora democrazia) si sono susseguite in 
città, ottenendo il risultato di spezzare la logica dell'isolamento a 
cui mirava (e sempre mira) la repressione questurina e statale.
Quel che è certo è che l'episodio rappresenta certamente un raro 
precedente.
Per quanto riguarda invece il quarto foglio di via, quello sospeso dal 
TAR, la motivazione del Tribunale Amministrativo dell'Emilia Romagna è 
quello di “carenza motivazionale”. In pratica, il TAR mette in dubbio 
l'accertamento da parte della Questura della pericolosità sociale.
Quest'ultimo foglio di via, lo ricordiamo, è quello che interessava un 
compagno che al momento della notifica dello stesso era già residente a 
Forlì, da qui quindi l'assurdità di voler allontanare una persona dalla 
città in cui abita solamente perché anarchico e attivo nelle lotte.
A fine gennaio il TAR prenderà la decisione definitiva. Intanto 
l'avvocatura dello Stato, che difende l'operato della Questura di Forlì, 
con sue memorie presentate al TAR sta tentando di sollecitare i giudici 
a eliminare una supposta “indulgenza” ed “impunità” di cui - viene 
scritto - il compagno e i gruppi “radicali” godrebbero, anche per colpa, 
si dice testualmente nella memoria stessa (delirante quanto esilarante 
da capo a coda!), della “non particolare solerzia con cui una parte 
della magistratura persegue determinati reati”. Se volevamo un'altra 
prova della natura politica di questi provvedimenti, eccola qua!

30 agosto 2013

INTERVISTA DI CONTRA INFO AI MEMBRI DELLA COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO: 10 COMPAGN* ATTUALMENTE RINCHIUS* IN GRECIA


Fonte


Clicca sull’immagine per il pdf.

INDONESIA:ICR-FAI-IRF RIVENDICA INCENDIO DI UN'ACCADEMIA DI POLIZIA


Breve Messaggio ai nemici (PROGETTO “FENICE” – ATTO QUINTO)

Non parleremo di “ingiuste persecuzioni”, o del “clima di terrore contro quelli che lottano”, né del “nuovo totalitarismo” e cose cosi. Questo perché sappiamo che nulla di tutto ciò è nuovo. Questi sono semplici istantanee della antica guerra tra due mondi incompatibili: da un lato c’è il disgustoso mondo dell’Autorità, della massa assoggettata e della cloaca sociale e dall’altro, gli anarchici insorti, i combattenti insubordinati del Negativo, quelli che non si inchinano davanti a nessuno.
Non parleremo nemmeno degli altri. Quelli che in questi giorni si sentono segretamente contenti e sollevati. Adesso non è né il tempo né il luogo per farlo. Dovrebbero comunque sapere che, comunque, arriverà il momento di parlare di queste cose.
- Libertà per i lupi del nord
Quando diciamo che “nulla è finito”, non sono solo parole. Le nostre minacce diventano azione, volta per volta, ogni secondo in cui possiamo. E ogni volta porteremo le nostre azioni più vicino alla vostra faccia.
Direttamente davanti alle vostre pistole, uniformi e prigioni – gli strumenti repressivi che sono spesso usati per sequestrare i nostri compagni rivoluzionari. Non vi lasceremo mai dormire tranquilli perché la nostra guerra non è ancora finita.
Con questo comunicato rivendichiamo l’attacco incendiario contro l’accademia di polizia in Sudirman St, Balikpapan, il 24 Agosto 2013.
Abbiamo collocato un dispositivo incendiario con timor davanti a questa accademia e lasciato che il fuoco facesse il resto. Abbiamo scelto questo obiettivo dopo aver saputo che i porci greci hanno invaso lo squat Nadir e sequestrato due compagni a causa di vari attacchi di diverse cellule FAI/FRI. La nostra azione è una diretta vendetta contro questi maiali ovunque, non solo in Grecia.
Salutiamo col fuoco i nostri due fratelli accusati di far parte del nostro internazionale progetto di vendetta : Fenice
Non abbiamo altro da dirvi, perché lasceremo parlare il fuoco. E per ogni passo oltre che invade la nostra libertà, vi colpiremo ancora più forte di prima.
Questa azione è anche un saluto ai nostri compagni: la cellula dei prigionieri membri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, i nostri cari Alfredo Cospito e Nicola Gai, Hans Niemeyer, Juan, Marcelo e Freddy, ai 4 di Kozani, e ai prigionieri di guerra in Italia (operazioni Ardire, Shadow, Thor ecc) e in Cile. Perché ogni compagno è nei nostri cuori neri.
Cospirazione Internazionale per la Vendetta FAI-FRI 
Cellula Free Mandylas e Tsavdaridis

27 agosto 2013

LETTERA DI FRANCESCO - AI DOMICILIARI PER I FATTI DEL 15 OTTOBRE

riceviamo e diffondiamo

Ciao a tutti,

Sono Francesco mi trovo agli arresti domiciliari da ormai 9 mesi per i fatti accaduti a Roma il 15 ottobre 2011,durante le più o meno lunghe giornate trascorse tra le mura di casa ho potuto fare molti ragionamenti sulla repressione e comprendere maggiormente quanto sia importante la solidarietà e quanto basti poco per attuarla.

Anche solo due righe su un foglietto da parte di un amico o di uno sconosciuto o un saluto dal vicolo sotto casa riempiono il cuore e danno la forza di andare avanti e resistere, per questo voglio ringraziare tutti coloro che  mi sono stati e sono vicini senza i quali non so davvero come avrei potuto fare.

Sono già parecchie le condanne inflitte per quella giornata e a settembre ripartirà il processo, derivante dal terzo filone d'indagini, nel quale con altre 17 persone siamo inputati con l'accusa di devastazione e saccheggio per tutti,  resistenza e tentato omicidio per alcuni.

Con pene che vanno dagli 8 ai 15 anni di reclusione, lo stato vuol renderci dei veri e propri spaventa passeri, degli esempi di cosa succede a chi osa alzare la testa e ribellarsi in questo sistema marcio e infame. Così  succede anche in Val Susa con perquisizioni, fogli di via e arresti mirati a  valligiani e  compagni più presenti e attivi, operazioni che tendono  a smorzare la forza d'animo di un movimento popolare che vive da più di vent'anni.

Ebbene io non voglio essere uno spaventa passeri per nessuno, anzi...convinto del fatto che la miglior difesa sia l'attacco e che bisogna rispondere colpo su colpo alla repressione la giusta reazione  è continuare a lottare con più determinazione e rabbia ad ogni arresto, e pensare ai prigionieri come compagni da liberare e non come esempi di quello che può succedere lottando...essere consapevoli dei rischi vuol dire accettarli,con timore magari, ma non averne paura!

Questa mia situazione attuale di detenzione la vivo come una fase, un periodo di rafforzamento interiore contro il sistema  a cui mi oppongo cercando di continuare a combattere come posso, non sono certo il rimorso o il pentimento  che mi pervadono, anzi la rabbia e la determinazione a continuare a lottare.

Un pensiero particolare va al mio amico e compagno Albe anche lui costretto agli arresti domiciliari per essersi opposto alla devastazione, al saccheggio e alla militarizzazione della Val Susa, speriamo di rivederci presto tra i vicoli e i sentieri!!

tutta la mia solidarietà va ai prigionieri nelle case,nelle carceri e nei cie,

ai detenuti in lotta, e a chi continua a ribellarsi nelle strade, valli e città...

non c’è miglior solidarietà dell'azione diretta.

Ogni giorno 15 ottobre.

Fra