24 novembre 2015

RADIOCANE: SOTTO L'ACRONIMO - LE DIVERSE RAZIONALITA' DELLE POLITICHE MIGRATORIE

riceviamo e diffondiamo:

L’universo concentrazionario italiano è ormai prossimo alla maggiore età. Allestito sul finire degli anni ’90, è sempre stato luogo di abiezione e collaborazionismo, nonché di poderose rivolte distruttive e di spericolate evasioni.
Da qualche tempo, esso è al centro di una vasta operazione di ripensamento organizzativo sulla base di “differenti razionalità” gestionali. Così, al fianco dei “vecchi” C.I.E., ristrutturati e rimodernati, con la loro funzione deterrente e repressiva, è sorto un più ampio circuito di C.A.R.A. (i cosidetti centri per richiedenti asilo) e il sistema SPRAR (protezione richiedenti asilo). Acronimi dietro i quali si cela un gigantesco apparato di schedatura e profilazione di massa e, attraverso i mille rivoli della cooperazione e dello sfruttamento, una complessiva messa a valore del corpo degli “ospiti”.
Significativo di questa nuova gestione è il fatto che le conseguenze dei possenti flussi migratori che hanno coinvolto il sud Italia vengono governate come un vero e proprio apparato di logistica, adottando financo la terminologia tecnica del transito merci (Hot Spot e Hub).
Insieme a due estensori di un interessante opuscolo sulla faccenda, facciamo il punto sull’attuale situazione della detenzione amministrativa in Italia (primo file audio) e su alcune delle ultime produzioni giuridiche a riguardo (secondo file audio).

ascolta:
http://www.radiocane.info/sotto_acronimo/

SABOTATO VEICOLO CON ARRESTATI E INDAGATI PER 1° MAGGIO A MILANO

riceviamo da mail anonima e diffondiamo:
"Genova (Area Porto Antico): Incendiato lato guida di gru cingolata della
ditta MARINI, leader nella devastazione della Terra. Solidarietà a tutti
gli arrestati e indagati x la rivolta del primo Maggio milanese. Contro
chi da quella manifestazione si è dissociato considerandola troppo
chiassosa ed incontrollata, e contro chi, da milano a cremona, da torino a
genova si è dissociato da sabotaggi avvenuti su "suolo
italico". Nonostante i fatti di Parigi e l'ovvio intensificarsi degli
sbirri in città, io ho agito e agirò con la stessa tensione, passione, paura
che mi contraddistingue dalle masse.
Un Anarchico"

FUOCO AL CIE - RIVOLTA AL CIE DI CORSO BRUNELLESCHI

Fuoco al Cie
Ieri sabato 14 novembre i reclusi del Cie di Corso Brunelleschi hanno di nuovo dato vita a una rivolta che ha distrutto gran parte del Centro. La scintilla è stata il rifuto dei colloqui a un recluso con la moglie anche se, in realtà, l’aria all’interno del Cie è tesa a causa di settimane in cui frequenti sono state le espulsioni violente. Così ieri sera i reclusi si sono organizzati per protestare contro le condizioni di reclusione e hanno dato fuoco a dei vestiti mettendo fuori uso l’area rossa e l’unica stanza aperta della gialla; dell’area bianca rimangono aperte solo due stanze.

Da poco erano riniziati i lavori di ristrutturazione all’interno della struttura per riportare la capienza agli effettivi 180 posti.

Rinnoviamo l’invito a partecipare questo pomeriggio alle 16 al presidio sotto le mura del Cie in Corso Brunelleschi per dare la nostra solidarietà a chi ancora è rinchiuso là dentro.

Seguiranno aggiornamenti. 


da Macerie

MARCO CAMENISCH TRASFERITO AL "CARCERE APERTO" DI SAXERRIET

riceviamo e diffondiamo:

Marco Camenish è stato trasferito al carcere’ aperto’ di Saxerriet .Il suo nuovo indirizzo è:
Marco Camenisch
POSTFACH 1
9465 Salez
Switzerland - CH

Libertà per Marco!

RADIOCANE: DAL FRONTE INTERNO - DISTRUZIONE DEL WELFARE E LEGISLAZIONE ANTITERRORISMO

riceviamo e diffondiamo:
 
Furono le torri gemelle e seguì un pacchetto antiterrorismo. Furono gli attentati di Londra e Madrid e seguì un altro pacchetto antiterrorismo (la cui applicazione è stata e ancora sarà tentata nel quadro del processo “compressore”). Dopo l’attacco a Charlie Hebdo, il legislatore non si fece sfuggire l’occasione: e via con un quarto aggiustamento, approvato dal Senato lo scorso aprile. In attesa di vedere come declineranno l’ultima e più recente “emergenza terrorismo”, l’avvocato Giuseppe Pelazza legge le più recenti novità in materia collocandole in stretta relazione con il processo di smantellamento dello Stato sociale.
 
ascolta:
 

23 novembre 2015

FORLI' - UNA RISPOSTA DI PIAZZA AI FASCISTI

riceviamo e diffondiamo:
Venerdì 13 novembre diverse/i antifasciste/i e antirazziste/i sono scese/i in strada a Forlì per opporsi all'ennesimo gruppo fascista che si è costituito negli ultimi mesi. Il gruppo in questione si chiama "Forlì ai forlivesi". Un nome che non deve trarre in inganno: "Forlì ai forlivesi" solo nominalmente si richiama ad un comitato cittadino, aperto e apartitico, ma nella realtà è animato da esponenti che si ispirano al nazional-socialismo tedesco (seguono in calce le informazioni sul loro fondatore-portavoce). Nazisti, razzisti e xenofobi! Una sorta di coordinamento a livello territoriale tra Forza Nuova, Casa Pound e il Movimento Idea Sociale, ovvero le forze di destra radicale attive nel forlivese.

Una cinquantina di questi soggetti alle ore 20:00 di venerdì 13 si sono dati appuntamento, preannunciandolo sugli organi di informazione e sui social network, all'inizio di via Mazzini, vicino al centro storico, per cercare di raggiungere la piazza centrale ma la forte presenza degli antifascisti, tra cui anche immigrati, ha fatto sì che il corteo dei fasci subisse ritardi e deviazioni di percorso. In piazza i fasci non ci sono mai arrivati, limitandosi a percorrere vie secondarie, scortati passo a passo da un dispiegameno enorme di forze dell'ordine - circa 300 agenti in antisommossa e ben 9 blindati - intonando grugniti contro gli immigrati e in difesa dell'italianità...poi tutti a casa, nuovamente scortati fino al parcheggio anch'esso blindato.

Le forze dell'ordine, apparse molto agitate, in un primo tempo hanno cercato di chiudere un gruppo di antifascisti in via Mazzini, bloccandoli da due lati poi, facendoli passare spingendoli fino in piazza. Hanno pensato bene di fermare alcuni di loro, identificandoli e facendo la voce grossa. A tre ragazze un fomentato carabiniere in antisommossa ha fatto sapere che "sarebbe bello se ci fosse ancora uno come il Duce, così a voi vi sparerebbe in testa!". Tutto ciò per permettere a 45 nazisti di vomitare per due ore il loro odio nei confronti dei migranti!

Da un po' di tempo a Forlì queste provocazioni sono palesemente appoggiate dalla questura, che oltre a garantire agibilità pubblica a queste merdacce, quest'estate ha emesso nuovamente alcuni fogli di via per 4 antifasciste/i che si erano opposte/i nell'inverno scorso a due manifestazioni di Forza Nuova e Casa Pound. I fascisti possono aprofittare anche dell'appoggio di banche (l'ultima uscita di Casa Pound era stata la presentazione di Sovranità proprio nella saletta della Banca di Forlì di via Bruni 2 e lo stesso portavoce di "Forlì ai forlivesi" ha a che fare coi banchieri) e partiti istituzionali come i razzisti della Lega Nord, sdoganatori ufficiali degli squadristi del terzo millennio, che a Forlì possono anche vantare la loro sede romagnola (il "Barbanera" di via Donizzetti, aperta da Casa Pound Forlì nel maggio 2014).

Questa convergenza di interessi tra neofascisti- partiti populisti della destra liberista-forze dell'ordine-potentati economici sta cercando di esprimersi attraverso una nuova campagna comune anti-immigrati, di cui la nascita di comitati come "Forlì ai folivesi". Risulta infatti che altri comitati come questo siano nati o stiano nascendo anche in altre città ("Bologna ai bolognesi"; "Verona ai veronesi", etc...). La stretegia peraltro sembra cercare di ripetere a livello nazionale l'esperienza di due anni fa del "coordinamento 9 dicembre" (ovvero il movimento dei cosiddetti "forconi") riunendo le forze di estrema destra e alcune categorie della classe media e del lavoro autonomo ma attorno a poche (ma chiare) parole d'ordine: no agli immigrati, prima gli italiani, rilancio dell'economia locale tartassata da tasse e competizione globale. Non stupirebbe se nei prossimi mesi si assistesse a manifestazioni sbandierate come "spontanee" ma invece pilotate ad arte da questi gruppi, nel cercare di creare un "caso" mediatico a livello nazionale come appunto accaduto per i "forconi" due anni fa o ancora per il movimento anti-immigrazione  tedesco "Pegida". Tenendo pure in conto che il clima generale di caccia alle streghe contro gli immigrati, amplificato dai recenti fatti francesi, può essere un facile vettore di propagazione, come abbiamo potuto vedere lo scorso anno in occasione delle violente mobilitazioni dei fascisti a Roma, a Treviso e in altre città contro rifugiati e richiedenti asilo, che sono forse da considerare come una prova generale.

Monitorare le attività di questi gruppi e cercare di individuarne preventivamente le mosse può essere un utile passatempo. In ogni caso, combattere sempre i fascisti ovunque si trovino!



Qualche informazione su "Forlì ai forlivesi" e il suo fondatore

Da qualche mese è nato un nuovo comitato fascista a Forlì, si chiama "Forlì ai forlivesi" ed è animato da esponenti e simpatizzanti di Forza Nuova o fuoriusciti da questo stesso partito neofascista.

 Si definiscono "apartitici" ma il loro programma parla chiaro: lotta all'immigrazione, rilancio e "riqualificazione" del centro storico ad uso e consumo dei bottegai (tra l'altro hanno elogiato la riqualificazione dei monumenti e dell'arghitettura del ventennio operata dalla giunta comunale di centro-sinistra), primato nazionale nell'erogazione dei servizi e del walfare (il vecchio "prima gli italiani!", insomma).

 Il fondatore di questa accozzaglia di fasci si chiama Fabrizio Fiorini, 39 anni, pescarese di origine ma residente da qualche anno in città.
 Fiorini è il direttore responsabile della rivista "L'Uomo Libero", che da più di trent'anni pubblica scritti razzisti, antisemiti e negatori della shoah e dei campi di sterminio nazisti. Il vecchio direttore era Piero Sella, noto negazionista e simpatizzante del terzo reich.
 L'Uomo Libero possiede anche una omonima casa editrice, fondata nel 1979, che pubblica anch'essa libri sulla storia della RSI mussoliniana e negazionisti dello sterminio degli ebrei: gli stessi libri di Piero Sella e di Sergio Gozzoli, collaboratore storico della rivista, ex RSI e poi nel MSI, razzista e antisemita viscerale, in passato incriminato ed incarcerato per un assalto ad una sede milanese del Partito radicale (nel 1960) e per violazione della legge in materia di razzismo (nel 1996 nell'inchiesta contro "Azione Skinhead" di Milano) e indicato come l'ideologo di punta del movimento skinhead di destra, di "base autonoma" (gruppo disciolto per istigazione al razzismo) e di Forza Nuova.

 Oltre a Fiorini, l'odierno direttore editoriale della rivista "L'Uomo Libero" è tal Mario Consoli, noto teorico negazionista, nonché avvocato difensore di molti revisionisti e negazionisti storici.
 Fabrizio Fiorini, invece, oltre che responsabile del comitato forlivese e della rivista "L'Uomo Libero" è anche uno dei responsabili della Lega Nazionale, ovvero il tentativo e l'embrione di sviluppare la Lega Nord sull'intero territorio nazionale, sull'esempio del Front National francese della Le Pen.
 Alla lega Nazionale aderiscono diverse riviste e siti d'area neofascista, quali "L'Uomo Libero", "Rinascita", "Italia Sociale" ed altre.

 A tal proposito vi è stato un convegno, a Roma, il 21 aprile 2015, intitolato "Verso una Lega Nazionale", in cui oltre a Fiorini e allo stesso segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, partecipava il gota del neofascismo italiano: Mario Borghezio (Lega Nord, ex Ordine nuovo e Jeune Europe), Ugo Gaudenzi (direttore di Rinascita ed ex fondatore di Lotta di Popolo), Robero Jonghi Lavarini (Destra per milano, ex MSI ed ora Salviniano convinto), Aymeric Chauprade (europarlamentare del Front national), Lorenzo Fiato (portavoce di Generatione Identitaria, epigoni italiani di un'omonima compagine francese fascioleghista) e con l'adesione anche di Aleksandr Dughin, ideologo dell'eurasiatismo e consulente del presidente russo Putin.

 Fiorini, collaboratore della rivista "Rinascita" di Gaudenzi, in passato ha collaborato con Forza Nuova: nel marzo 2012 a Bologna, alla sala dell'Angelo nel quartiere Santo Stefano, partecipò ad un convegno contro la cittadinanza ai figli degli immigrati residenti in Italia, assieme a Maurizio Rossi delle "Edizioni AR" (quelle che pubblicano gli scritti di Hitler, casa editoriale di proprietà di Franco Freda, il celebre neonazista riconosciuto colpevole della strage di Piazza Fontana ma non più processabile, nonché fondatore di quel Fronte Nazionale sciolto per istigazione al razzismo e ricostituzione del partito fascista) organizzato da Forza Nuova Bologna, evento che creò una mobilitazione delle forze antifasciste cittadine; nell'estate 2014 è intervenuto come relatore al raduno neofascista "ritorno al campo Hobbit" di Russi a Ravenna (in via Santa Rosa a Cortina, di Russi, su terreno e casolare privato), che riprendeva sin dal nome l'esempio dei campi Hobbit organizzati negli anni 70 dal Fronte della Gioventù del MSI. Al raduno, organizzato all'ex forzanovista Raffaello Mariani, si svolsero corsi di arti marziali e concerti di musica nazi-rock, con tanto di bandiere con la croce celtica in bella evidenza. Più recentemente ha partecipato come relatore ad un "campo comunitario" di Forza Nuova il 18/19 luglio a Lido di Dante-Ravenna (in via Candianazzo, su un'area messa a disposizione da un privato) che ha visto la partecipazione di neofascisti da varie parti d'Italia, banchetti di materiale fascista e concerti di gruppi nazi-rock come Legittima Offesa, Linea del Fronte e Hobbit.

 La conferenza a cui partecipava Fiorini si intitolava "la dittatura dell'ideologia gender" e vedeva oltre a lui, il neofascista Adolfo Morganti (presidente dell'Ass. Identità Europea) e Desideria Raggi, responsabile di Forza Nuova Faenza e dell'Ass. Evita Peron.
 Fiorini a Forlì il 16 maggio 2014 è intervenuto ad un dibattito pubblico sulla sovranità monetaria organizzato dalla lovale sezione del movimento "Idea Sociale" fondato dal defunto Pino rauti, ex RSI, fondatore di Ordine Nuovo e neonazista convinto.
 In rete circolano numerosi scritti di Fiorini, in prevalenza contro l'immigrazione, negazionisti della shoah e simpatizzanti con lo stato creato dai nazionalsocialisti tedeschi e antiamericani.

17 novembre 2015

CHI SONO I TERRORISTI?

  
da non-fides
Le condizioni di vita sempre più insopportabili che ci sono imposte si poggiano sulla paura. Paura di non avere lavoro e di non arrivare alla fine del mese. Paura della polizia, paura della prigione. Perché, fondamentalmente, il manganello e la sua accettazione sono ciò che garantisce i rapporti sociali.

In questo mondo al rovescio, il terrorismo non è costringere miliardi di essere umani a sopravvivere in condizioni inaccettabili, non è avvelenare la terra. Non è continuare una ricerca scientifica e tecnologica che sottomette ogni giorno di più le nostre vite, penetra i nostri corpi e modifica la natura in modo irreversibile. Non è rinchiudere e deportare degli esseri umani perché sono sprovvisti di piccoli pezzi di carta adeguati. Non è ucciderci e mutilarci al lavoro affinché i padroni si arricchiscano all’infinito. Non è neanche bombardare delle intere popolazioni. Tutto questo lo chiamano economia, civilizzazione, democrazia, progresso, ordine pubblico.
La politica è, in realtà, l’arte di camuffare i fatti cambiando le parole. La loro “guerra al terrorismo” su scala planetaria non è che un’arma di propaganda per legittimare tutte le aggressioni militari all’esterno e ogni repressione dei ribelli all’interno. In un gioco di specchi, lo Stato vorrebbe obbligare tutti noi ad essere il riflesso del suo sporco muso autoritario. Amicizie, affinità e condividere una stessa idea di libertà divengono un “associazione sovversiva con fini terroristici”. Relazioni tessute all’interno delle lotte divengono un “movimento anarco-autonomo”. Un fumogeno diviene una bomba.
Tuttavia organizzarsi non è necessariamente costituire una Organizzazione, così come uno sciopero non è un prendere in ostaggio. L’attacco ad una banca, ad una prigione, ad un ANPE, una sede politica, ad un centro di reclusione (CPT), il sabotaggio della circolazione dei treni o delle macchine in una fabbrica, non sono “terrorismo”. Un abisso separa chi insorge per liberarsi e quelli che colpiscono nel mucchio per difendere, consolidare o conquistare il potere, cioè gli Stati e i loro concorrenti, i padroni, i loro mercenari e i loro laboratori di morte.
In questa guerra sociale che si svolge al lavoro come per strada, di giorno come di notte, il nemico è ogni individuo che ostacola la marcia radiosa del capitale.
Che ciascuno, nel modo che ritiene più adeguato, si opponga al terrorismo di Stato e al totalitarismo democratico.
Noi non subiremo questa dichiarazione di guerra abbassando la testa

CHE CREPI IL MIGLIORE DEI MONDI !



APPELLO PROCESSO NO TAV - SOLIDARIETA' DIFFUSA OVUNQUE

Dopo il rinvio del 15 ottobre scorso, il 30 novembre dovrebbe iniziare l’appello del processo che vede imputati Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò per il sabotaggio al cantiere di Chiomonte del 13 maggio 2013. Da quella notte la lotta contro il treno veloce è andata avanti, tra alti e bassi, ribadendo con costanza quel deciso No attorno a cui si è sviluppata e diffusa in tutti questi anni. E anche gli arresti del 9 dicembre 2013 e dell’11 luglio dell’anno successivo di Francesco, Lucio e Graziano sono stati affrontati come un’occasione per tentar di dare nuovo slancio alla lotta.
http://www.autistici.org/macerie/?p=31697
L’inizio del secondo grado si avvicina e si sa che il processo d’appello sarà breve. Qui e sotto troverete un appello da leggere e far girare.
Appello per una solidarietà ovunque
La lotta al treno veloce in Val Susa ha messo chi governa di fronte ad un problema molto più grosso della mera realizzazione dell’opera: la partita in gioco è di ben altra portata.
Chi ha deciso di lottare, con ostinazione e con la capacità di dotarsi degli strumenti necessari, ha stravolto i piani di chi voleva costruire quella linea ferroviaria. In discussione c’è la capacità dello Stato di controllare un pezzo di territorio e una popolazione ostile a una decisione calata dall’alto, che minaccia valli, montagne e le vite di chi le abita.

Per far sì che ritorni l’ordine, con la gente contraria chiusa in casa e i lavori al cantiere indisturbati, chi amministra e gestisce si è dotato nel tempo di svariati dispositivi per meglio punire, controllare e prevenire. Così, mentre la Valle viene militarizzata, in Tribunale si accumulano fascicoli a carico dei “facinorosi No Tav” e i Pubblici Ministeri studiano nuove strategie per sfiancare chi lotta: dalle ingenti pene pecuniarie alle condanne penali esemplari.
La mossa indiscutibilmente più audace è stata l’accusa di terrorismo contro Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò e successivamente contro Francesco, Graziano e Lucio per un sabotaggio al cantiere di Chiomonte nella notte del 13 Maggio 2013.
Questo paradigma accusatorio, già rigettato in Corte di Cassazione e nel primo grado di giudizio, verrà probabilmente riproposto nel processo d’appello a carico dei primi quattro che riprenderà il 30 novembre. A sostenerne la validità, dopo Rinaudo e Padalino, scenderà in campo il Procuratore Generale Marcello Maddalena, ormai sull’orlo della pensione. L’accusa si basa principalmente su un articolo del codice penale, il 270 sexies che proclama, tra le altre cose, che è terroristica l’azione che intende costringere fattivamente “i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto”.
Non c’è bisogno di essere dei giuristi per capire le implicazioni di un simile articolo di legge: ogni lotta che scelga di oltrepassare i recinti del dissenso consentito e di intralciare praticamente un progetto di Stato e gli interessi particolari di cui si compone, si espone ora non solo a scudi, manganelli, ruspe e denunce ordinarie, ma anche alla minaccia di queste norme anti-terrorismo.
Per questo motivo la logica accusatoria alla base dei processi per “terrorismo” non minaccia unicamente la libertà dei sette inquisiti e dell’intera lotta No Tav, ma quella di tutti coloro che non hanno intenzione di rinunciare a lottare, in Valle come altrove.
Come reagire? Di certo non tornandosene tutti a casa in buon ordine. Come le reti si possono tagliare, gli scudi rompere, i mezzi sabotare, anche il dispositivo del “terrorismo” non è inattaccabile. L’enorme solidarietà che si è diffusa all’indomani degli arresti ce lo ricorda. Non è stato una semplice reazione in difesa di sette compagni, ma un’energica spinta propositiva talvolta in grado di non perdere la volontà di mettere i bastoni tra le ruote ai responsabili dell’opera, ognuno con i propri mezzi. I lavori al cantiere hanno continuato ad essere disturbati, i macchinari delle ditte sono spesso stati sabotati, i principali finanziatori e sostenitori della Torino-Lione, come il PD e le agenzie dell’Intesa – San Paolo, sono stati in vario modo attaccati, così come l’Alta Velocità in tante sue arterie ha subito blocchi ed intoppi, mostrandoci, una volta di più, la capillarità delle infrastrutture e la loro vulnerabilità.
Il processo di appello ricomincerà il 30 novembre e non durerà che qualche settimana. In questo periodo, torniamo a discutere e organizzare la solidarietà a Chiara, Mattia, Claudio, Niccolò, e a Graziano, Francesco, Lucio, in valle come in città. Diamo vita a iniziative, benefit, azioni di informazione e di disturbo, ognuno secondo le proprie possibilità, ognuno dove abita e lotta.


Compagni e solidali degli imputati
macerie @ Novembre 14, 2015

INCONTRO SOLIDALE IN VISTA DEL PROCESSO A BILLY, SILVIA E COSTA - RIPRENDIAMO LE OSTILITA' ALLE TECNO-SCIENZE


riceviamo e diffondiamo:

INCONTRO SOLIDALE IN VISTA DEL PROCESSO A BILLY SILVIA COSTA
RIPRENDIAMO LE OSTILITA' ALLE TECNO-SCIENZE

Lanciamo un momento solidale in vista del processo che si svolgerà a Torino il 13 Gennaio. Billy Silvia e Costa sono accusati di possesso, trasporto e ricettazione di esplosivo, e per il tentativo di attacco al centro di ricerche nanotecnologiche IBM a Zurigo. Questo si collega al 15 Aprile 2010 quando vennero fermati e arrestati dalla polizia elvetica che, perquisendo la loro auto, aveva trovato materiali esplosivi e incendiari e dei volantini che rivendicavano un imminente attacco esplosivo a firma “Earth Liberation Front Switzerland” (Fronte di liberazione della Terra) contro il centro di ricerche all'epoca in fase di realizzazione.
Processati, erano stati condannati a pene detentive dai 3 anni e 4 mesi ai 3 anni e 8 mesi.
Nel mentre la procura di Torino aveva aperto un'indagine anche nel tentativo di imbastire  un'associazione sovversiva tra numerose situazioni impegnate in lotte ecologiste ed anarchiche e che avevano creato una rete solidale attorno a Billy, Silvia e Costa. Di fatto questo tentativo, caduto dopo anni, è servito per un forte monitoraggio e controllo di queste situazioni.
Vorremmo partire dal senso che è stato espresso dalla solidarietà negli anni della carcerazione in Svizzera, per riportare nuovamente un'attenzione verso gli sviluppi delle tecno-scienze e sulla necessità di opporvisi. Su quel percorso, che non è iniziato in Svizzera e che non si è mai interrotto,   ci piacerebbe incontrare altri pensieri per costruire progettualità comuni, per non fermarsi sul  momento repressivo, ma trasformarlo in nuove possibilità di critica e lotta.

DOMENICA 29 NOVEMBRE
ORE 17 PRESSO RADIO BLACKOUT, VIA ANTONIO CECCHI 21/A
TORINO

E' USCITO IL N°6 DI FENRIR


riceviamo e diffondiamo:

E' disponibile il numero 6 di FENRIR, pubblicazione anarchica ecologista di supporto ai/le prigionierx, azione diretta, aggiornamenti e analisi sulle lotte anarchiche e di liberazione animale, umana e della terra in tutto il mondo. 84 pagine formato A4.

In questo numero trovate:

-⁠ Editoriale
-⁠ Se non ora quando? Azioni dirette antiautoritarie nel mondo
- Max Stirner “La forza del singolo”
- Sversamenti di petrolio, disastri industriali
- Il sistema tecnico secondo Jacques Ellul
- La paura della libertà. Le nuove frontiere della connivenza cittadina
- Devastazione ecologica e scontro con il potere
- Visioni dal presente. La robotica applicata alla guerra
- Intervista a Sosyal Savas, collettivo anarchico dalla Turchia
- Esercizi di memoria rivoluzionaria: Ravachol
- Da Santiago ad Atene. Intervista inedita alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco
- Lettere dal carcere
- Notizie dal necromondo
- Aggiornamenti sui/le prigionierx e sulla repressione di stato
- Letture consigliate

Per ricevere una o più copie scrivici: fenrir@riseup.net

Aiutaci a distribuire “Fenrir”, se hai una distro o vuoi un po’ di copie, contattaci!

Il costo è di 3 euro a copia, oppure di 2 euro per ordini di 5 o più copie.

RADIOCANE: TEULADA E DINTORNI - CONTRO TRIDENT JUNCTURE IN SARDEGNA

riceviamo e diffondiamo:

Una giornata straordinaria, lo scorso 3 novembre 2015, a Teulada, in Sardegna, quando alcune centinaia di manifestanti, armati di passione e determinazione, sono riusciti a bloccare un segmento della più grande esercitazione militare degli ultimi anni, la Trident Juncture 2015. Un ulteriore momento del rilancio della lotta antimilitarista in terra sarda.
Di quella giornata, delle sue premesse e delle novità che eventualmente schiude, ci siamo fatti raccontare da un compagno e una compagna della rete No basi né qui né altrove.
ascolta:
http://www.radiocane.info/teulada-dintorni/

COMUNICATO DEI COMPAGNI GRECI COLPITI DA RICHIESTA DI ESTRADIZIONE PER IL CORTEO DEL 1°MAGGIO


Fonte
traduzione da atenecalling - fonte: indymedia athens

Il 1/5/2015, durante un viaggio in Italia, abbiamo partecipato al corteo del 1 maggio a Milano e alla contestazione della Fiera Internazionale Expo 2015, che avrebbe avuto luogo nella città, e che creava un clima economico e sociale asfissiante per gli strati sociali più bassi di Milano.

Il 2/5/2015, il giorno dopo la manifestazione, siamo stati fermati dalla polizia italiana nell’ambito di un’operazione di fermi di massa, solo perché stavamo uscendo da un centro sociale occupato. Dopo essere stati fermati per molte ore e senza la presenza di un interprete, siamo stati rimessi in libertà senza alcuna accusa.

Giovedì 12/11/2015 le autorità greche hanno fatto irruzione nelle nostre case e ci hanno arrestato con un mandato di cattura europeo, rilasciato dalla Procura di Milano, con cui veniva richiesto il nostro arresto e la nostra estradizione in Italia per aver partecipato alla manifestazione. Secondo quanto riportato nel mandato «siamo stati visti» partecipare agli scontri.

La solidarietà concreta del movimento è riuscita ad evitare la nostra carcerazione, ma è ancora in pendenza la decisione del Consiglio Giudiziario che dovrà stabilire se autorizzare la nostra estradizione in Italia, dove non dovremo nemmeno scontare un periodo minimo di carcerazione fino allo svolgimento del processo. Da quando è stato istituito il Mandato di Cattura Europeo, è la prima volta che viene richiesta l’estradizione di cittadini da uno stato membro ad un altro per motivi attinenti alla loro attività politica.

Come studenti che partecipano al movimento studentesco e alle sue lotte, alle assemblee di quartiere, alle rivendicazioni dei lavoratori, rivolgiamo un appello a tutto il movimento antagonista affinché si opponga alla nostra estradizione in Italia, che è un rischio concreto. Quando i movimenti “dal basso” scelgono di unirsi contro le politiche internazionali di austerità, allora gli stati scelgono di collaborare contro di loro per reprimere le lotte, perseguendo l’attività politica. Il risultato è questa situazione inaudita, che oltrepassa i confini nazionali e crea un precedente pericoloso per ogni militante.

BLOCCHIAMO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE L’ESTRADIZIONE IN ITALIA

I cinque studenti ricercati dalle autorità italiane

Atene, 14/11/2015

16 novembre 2015

BOLOGNA: SABOTAGGIO FERROVIARIO IN OCCASIONE DEL COMINIZIO DELLA LEGA


riceviamo e diffondiamo:

"Nella notte tra il 7 e l'8 novembre abbiamo sabotato le linee ferroviarie AV Bologna-Milano, Bologna-Piacenza e Bologna-Verona  incendiando i fasci di fibre ottiche che corrono nelle canaline parallele ai binari,causando notevoli ritardi al traffico ferroviario del nodo bolognese.
L'8 novembre a Bologna si sarebbe tenuta la manifestazione nazionale della Lega Nord e ci sembrava giusto fare qualcosa quantomeno per ostacolarla.
Con il sabotaggio delle linee abbiamo cercato di impedire o perlomeno rallentare l'arrivo dei leghisti che avrebbero usato i treni e di complicare
il lavoro degli sbirri che hanno blindato la città per difenderli.
Non volevamo che tutto andasse secondo i piani di chi ha militarizzato le strade.

Abbiamo scelto di compiere quest'azione in occasione del comizio della Lega Nord, sottolineiamo però che Salvini e i razzisti che lo seguono sono solo una delle tante facce del medesimo sistema, un sistema marcio e ingiusto fin dalle radici e che per questo non può che dover essere distrutto. Uno dei modi per cominciare può essere quello di incepparlo,bloccarlo e non per forza si deve stare alle scadenze imposte ma si può agire anche decidendo i propri tempi.
Le possibilità esistono e sono varie nonostante il continuo progresso tecnologico delle tecniche di controllo e repressione.
Proprio per il fatto che questo sistema diviene sempre più complesso e pervasivo fa sì che debba necessariamente basarsi su una serie
di infrastrutture che per loro natura non possono essere costantemente controllate ed hanno nodi piuttosto delicati.
Individuarli e colpirli non è impossibile, bastano un po' di ragionamento e a volte anche solo semplici straccetti imbevuti di volgare benzina."

12 novembre 2015

AGGIORNAMENTO SUGLI ARRESTI DI STAMATTINA PER IL CORTEO DEL 1° MAGGIO A MILANO

Da informa-azione.info

Alle 6.30 del mattino del 12 novembre è scattata un'operazione repressiva per i fatti del 1° maggio No Expo. Attualmente è difficile effettuare un bilancio completo, vista la presenza di filoni di indagine differenti e l'estensione dell'operazione anche all'estero. Si registrano diverse abitazioni perquisite, 5 misure cautelari in carcere di cui quattro effettuate a Milano e una non riuscita vista l'irreperibilità dell'accusato, 5 arresti in Grecia e 3 indagati a piede libero.
L'operazione, condotta dalla digos, siè concentrata nella fase di indagine sull'utilizzo di filmati e campioni di DNA, che stanno cercando di prelevare ai fermati di questa mattina, mentre è ipotizzabile la collaborazione dell'agenzia repressiva europea Eurojust per gli arresti oltre confine.

Per oggi pomeriggio alle 14.30 è stata indetta un'assemblea cittadina al Brancaleone.

Invitiamo chi avesse maggiori informazioni a comunicarcele alla mail:
informa-a@autistici.org

10 ARRESTI E DENUNCE TRA MILANO, GRECIA E COMO PER IL CORTEO DEL 1°MAGGIO A MILANO

Apprendiamo che questa mattina sono scattati gli arresti per il corteo No Expo del 1°Maggio a Milano: 5 arresti a Milano e 5 in Grecia e numerose denunce a piede libero tra Como, Milano e Grecia.
a breve aggiornamenti
LIBER* TUTT*