20 giugno 2013

FORLI': COMUNICATO CONTRO LA REPRESSIONE - alla luce degl'ultimi avvenimenti repressivi


Riceviamo e diffondiamo:
Di seguito vi mandiamo un comunicato sui recenti procedimenti
repressivi che hanno coinvolto compagni e compagne di Forlì di diverso
orientamento politico ma accomunati dalla comune sensibilità
anti-capitalista e anti-fascista.(anarchici, militanti di Rifondazione
Comunista, del PCL e del Comitato Difesa Sociale di Cesena).
Facciamo notare agli amici NO-TAV che denunce, fogli di via ed avvisi
orali sono stati redatti e sottoscritti da quel tal Salvatore Sanna,
già distintosi come vicequestore di Torino ai tempi dello sgombero del
presidio della Libea repubblica della Maddalena, ed ora Questore di
Forlì.
Stranamente però i fogli di via - di cui si è a conoscenza per ora di
4, di cui 3 già notificati - hanno colpito solamente i/le compagni/e
anarchici/che, forse perchè considerati i soggetti più attaccabili
poichè creduti i più isolati e senza solidarietà da parte degli altri
gruppi. Facciamogli capire che si sbagliano.
Invitiamo tutti a mandare comunicati, mail e fax di protesta
indirizzate al prefetto di Forlì (i contatti sono alla fine del
comunicato) o ai giornali locali di Forlì, per richiedere a gran voce
la revoca di questi procedimenti fascisti e discriminatori, di natura
prettamente politica, e l'accoglimento dei ricorsi dei/delle
compagni/e.

Si prega di far girare la notizia.

LA SOLIDARIETÀ È UN ARMA - SEMPRE NO-TAV - SEMPRE CONTRO TUTTI I
VECCHI E NUOVI FASCISMI!
..............................
.....................

COMUNICATO:

VIA I FOGLI DI VIA, VIA IL FASCISMO DALLE NOSTRE VITE: VOGLIAMO IL
RITORNO DEI NOSTRI COMPAGNI!

4 fogli di via, 3 avvisi orali, una perquisizione e 47 avvisi di
garanzia (più 4 a minorenni) per l'occupazione del Maceria e
manifestazioni antifasciste a Forlì.


Nelle ultime settimane ad alcuni/e nostri/e compagni/e è stato
notificato il tristemente famigerato “foglio di via” dalla città di
Forlì per la durata di 3 anni, sono partite indagini e recapitati
avvisi orali, oltre a una sgradevolissima visita di carabinieri a casa
di alcunX di noi...

Le motivazioni per giustificare i suddetti provvedimenti repressivi
sono riconducibili a due occupazioni avvenute rispettivamente in
novembre e febbraio, all’aver partecipato a pubblici presidi e
manifestazioni (alcune non preavvisate, altre autorizzate), aver
protestato per la mancanza di spazi sociali e abitativi, aver esposto
striscioni (tutte iniziative pericolosissime, come no!) e in
conclusione professare idee anarchiche e libertarie. Questa volontà di
processare le idee è evidente dal momento che nel contestate la
partecipazione a una manifestazione non preavvisata, in occasione
dello sgombero del Maceria Occupato (lo stabile comunale di via Maceri
a Forlì abbandonato dal Comune per sei anni e fatto rivivere per un
mese e mezzo da un gruppo di volenterosi), la questura abbia emesso
fogli di via che colpiscono esclusivamente degli anarchici quando a
quella manifestazione erano presenti molte persone di diversa
appartenenza politica. È vero anche però che questa misura repressiva
interessa un numero di persone sconvolgentemente alto (il numero di
fogli di via è infatti in drastico e rapido aumento, a Forlì nel solo
2012 ne sono stati messi ben 243 a fronte dei 34 del 2010) ma sempre
più questi provvedimenti oltre a colpire i vari soggetti
“indesiderabili” (poveri, senzatetto, migranti “irregolari”, venditori
ambulanti, questuanti…) vengono adoperati per allontanare da un
determinato contesto fisico chi si impegna in qualche forma di lotta
nel sociale che da fastidio. È evidente quindi che in questo caso le
finalità del foglio di via sono prettamente politiche. Così come
politica è la volontà di annichilire un movimento di protesta in città
facendo partire un indagine contro 51 persone, 4 delle quali
minorenni, per reati di occupazioni, danneggiamenti, imbrattamenti,
violenze, istigazioni a delinquere e altre amenità (includendo anche
persone che nemmeno erano presenti fisicamente nei giorni delle
iniziative prese di mira!) riguardanti l’occupazione del Maceria,
dell’ex bar Giardino (occupazione avvenuta a fine febbraio, come
azione diretta simbolica contro la delega elettorale) e il corteo
antifascista promosso contro la riqualificazione del ventennio
mussoliniano portata avanti dalle istituzioni forlivesi.

Come se non bastasse parallelamente a queste misure repressive
giustificate solo dalla volontà di spacciare per “pericoloso” chi
lotta per cambiare le cose, si assiste a una persecuzione ferrea di
chi professa e agisce per portare avanti l’antifascismo (mentre
dall’altra parte si tutela la presenza pubblica dei neofascisti come
Casa Pound, Forza Nuova o Azione Universitaria).
A seguito di una banchetto di Casa Pound Italia contestato in Piazza
Saffi partivano 8 denunce per violenza privata e violazione delle
libertà morali; per una bandiera di Azione Universitaria (gruppo
studentesco costola del vecchio partito Alleanza Nazionale) sottratta
ad un banchetto è stata effettuata una perquisizione domiciliare ai
danni di due compagni con tanto di sequestro dell’auto del padre di
uno di loro (l'auto è ancora sotto sequestro mentre scriviamo). Non si
è assistito però a indagini così solerti per trovare i due naziskin
che hanno pestato un ragazzo omosessuale nella periferia di Forlì nel
2011, non abbiamo nemmeno sentito grida sperticate di indignazione
quando a una ragazza, impegnata nell’elaborazione di una mostra sul
gruppo partigiano “Giustizia e Libertà” è stata devastata la macchina
da svastiche incise col coltello e con lo spray sotto casa sua e
nemmeno dopo il danneggiamento di una targa commemorativa alla memoria
dei partigiani forlivesi.
Ovviamente non è nostro intento chiedere alla sbirraglia di indagare
anche i fascisti o di "sbatterne in cella" qualcuno, delle galere
volgiamo vedere solo macerie (...e magari sotto le macerie divise e
fasci) ma rendere pubblica in città l'evidenza dell'utilità della
legge: tutelare l'oppressione e i suoi scagnozzi, colpire i ribelli e
ghigliottinare le lotte sociali.
Insomma appare tragicamente evidente che nella Forlì delle mostre sul
ventennio, nella Forlì che spende centinaia di migliaia di euro per
riqualificare i palazzi del regime mussoliniano e lascia i poveri a
dormire per strada, nella Forlì in cui urlare uno slogan contro le
camicie nere equivale ad “apologia di reato di omicidio e incendio” le
forze di polizia, carabinieri e magistratura sono saldamente alleati
nell’affossare la lotta antifascista.
Non sarà allora questione di malizia se ci pare che nel nostro
territorio (Forlì e Predappio in primis) vi sia una certa attenzione
per lusingare il turismo nero vestito e zittire chi invece questa
laida e pericolosa marmaglia la vuole vedere confinata nelle brutte
pagine di storia.
Oggi toccano agli anarchici denunce ed esilio, domani potrebbe
capitare a qualsiasi altra persone che lotta per un presente e un
domani migliori o anche solo a chi non è benvoluto in città: la crisi
economica-sociale ha infatti “generato” tanti nuovi poveri e tante
nuove leggi che rendono illegale ciò che prima era consuetudine.
Riteniamo che quando in una città si applicano sistematicamente
denunce e pressioni contro gli antifascisti, quando alle istanze di
una larga parte della città si risponde con celerini che blindano un
quartiere e sgomberano con la forza un luogo liberato, quando si
agisce con gli strumenti legali del Ventennio fascista (il nostro
codice penale, infatti, è lo stesso codice Rocco usato dalla dittatura
e misure amministrative come i fogli di via e gli avvisi orali
appartengono al "Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza" del
1931, arrivato fino ai nostri giorni sostanzialmente identico ad
allora se si eccettuano poche modifiche irrilevanti), quando si
manifestano atteggiamenti paurosamente xenofobi, omofobi e
discriminatori liquidati con superficialità il problema coinvolga la
città tutta.

Alla luce di questa situazione chiediamo perciò a tutti coloro che nei
mesi passati hanno condiviso, e che condividono tutt’ora, lo spirito
che ha animato le mobilitazioni a Forlì - dall’impegno per la
liberazione degli spazi sociali alla critica delle politiche
abitative, dai presidi e cortei antifascisti alla critica dello spreco
consumistico con momenti di distribuzione di cibo recuperato
altrimenti buttato, dall’attivismo per la libertà dallo sfruttamento
di tutti gli animali e per la difesa della Terra da ogni nocività fino
alla solidarietà ai reclusi nella casa circondariale attraverso un po’
di musica e calore umano per alleviare grigie giornate e spezzare
l’isolamento sociale – chiediamo, dicevamo, di unire la loro voce e le
loro azioni alla nostra protesta. Così come invitiamo tutte le
individualità, associazioni, i circoli e le forze politiche, sociali e
culturali che in passato hanno espresso la loro solidarietà allo
Spazio Maceria o anche chi soltanto reputi inaccettabile il vivere in
una città in cui il dissenso politico è considerato “pericoloso” a
mobilitarsi pubblicamente su quanto è accaduto e sta accadendo, ognuno
magari coi propri mezzi e modalità, per chiedere a gran voce il ritiro
immediato delle misure repressive, contro ogni fascismo, per città
libere dall'oppressione e dalle discriminazioni.

- Innamorati/innamorate della libertà -


...

Di seguito l'appello da inviare al prefetto per l'accoglimento dei
ricorsi dei/delle compagni/e colpiti/e dai fogli di via (e ai giornali
locali perchè ne diano informazione) che ogni singolo, associazione,
comitato, gruppo politico, sociale e culturale, se vuole, può
sottoscrivere mandandone notizia alla seguente mail:
almaceriatutte@canaglie.org

Per chi lo volesse si può anche riprendere il seguente testo,
firmarlo, e mandarlo autonomamente all'indirizzo della prefettura:

Prefetto di Forlì-Cesena
Dott.ssa Erminia Rosa CESARI
Piazza Ordelaffi, 2 - 47100 Forlì
Tel. 0543 719111
Fax 0543 719666
Email: prefettura.forlicesena@interno.it
Gabinetto del prefetto - michele.truppi@interno.it
Vicario del prefetto - darco.pellos@interno.it

Per chi è interessato, inoltre, sulla pagina della prefettura di Forlì
vi è anche una sezione "scrivi al Prefetto"
http://www.prefettura.it/forlicesena/index.php?f=Spages&s=scrivici.php&id_sito=1185&nodo=6254&nodo_padre=6252&tt=ok

....

TESTO DELL'APPELLO:

"Al signor Prefetto della Provincia di Forlì-Cesena,

Diverse persone, nell'ultimo mese, sono state colpite da alcuni
provvedimenti di rimpatrio nei propri comuni di residenza emessi dal
Questore, tramite "foglio di via" dal comune di Forlì della durata di
tre anni.
Queste persone sono state colpite non perchè sia dimostrata una
effettiva probabilità di "pericolosità sociale" ma esclusivamente
sulla base della partecipazione ad alcune iniziative pubbliche nella
città di Forlì, reclamanti maggiori spazi sociali e culturali per
giovani e non, ed in fattispecie iniziative critiche verso le odierne
politiche abitative dell'amministrazione comunale e manifestazioni
pubbliche per una maggiore giustizia sociale e molte a carattere
antifascista.
Ciò denota la natura chiaramente politica delle misure repressive di
cui sopra e la volontà di colpire assieme alle singole persone anche i
percorsi pubblici e le lotte sociali portate avanti in questi lunghi
mesi.
Il provvedimento di "foglio di via", come saprà, è d'altronde uno
spiacevole ricordo del ventennio fascista approvato con Regio Decreto
n. 773 il 18 giugno 1931. Questo articolo del T.U.L.P.S., il Testo
unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, che non prevede nessun
intervento di un Giudice ma solamente un atto arbitrario del capo
della Polizia, è rimasto tale e quale a quello emanato dal regime di
Benito Mussolini, sena nessuna modifica intervenuta.
Che si colpiscano gli odierni antifascisti con i vecchi codici
fascisti, per allontanarli dal loro contesto di lotta e dai rapporti
sociali instauratisi col tempo, è ancora più inaccettabile. Quale
giustificazione può avere la Democrazia per ricorrere a misure
escogitate per essere funzionali durante una dittatura spietata come
quella fascista? E ancora, può una misura repressiva come quella dei
"fogli di via", pensata per schiacciare la dissidenza politica di
allora, essere adoperata anche oggi con le stesse motivazione e per le
stesse finalità?
Inoltre vi è pure da ricordare che il "foglio di via" non è una
semplice misura limitante la mobilità di chi ne è colpito, va ad
inficiare infatti anche altri aspetti basilari ed inalienabili della
vita quotidiana che interessano, per esempio, anche il campo affettivo
(legami di amicizia e di amore), oltre come detto quello politico,
denotandosi quindi come un vero e proprio attentato contro la libertà
individuale della persona.
Per questo chiediamo che vengano al più presto tolti e annullati tutti
i "fogli di via" che hanno colpito queste persone - colpite
politicamente, lo sottolineiamo nuovamente - e dunque che i ricorsi
gerarchici di queste ultime rivolti alla Sua persona vengano accolti
senza indugio, per ristabilire quella libertà di dissenso politico che
queste misure mettono a repentaglio".

19 giugno 2013

SUGLI ARRESTI DEI COMPAGNI MODENESI: SOLIDARIETA' E COMPLICITA' CON GABRIELE, SABBO E ANDREA

Nel tardo pomeriggio di ieri (domenica 16 giugno) a Modena è stata fermata una macchina con quattro compagni a bordo e tre di loro sono stati arrestati.
Gli sbirri li accusano di danneggiamento, incendio doloso e lancio di materiale esplodente, in relazione a delle fiamme che si sarebbero sviluppate lungo la siepe della recinzione esterna del Cie, e che avrebbero danneggiato uno dei gabbiotti dei militari di guardia.
Le merde in divisa sostengono di essere state avvertite da un passante che ha segnalato una ventina di persone nei pressi del Cie. Una pattuglia della guardia di finanza accorsa ha fermato una delle macchine che a suo dire si stavano allontanando, e raggiunta da una volante della polizia, ha controllato i documenti e perquisito la vettura. Pur non avendo trovato nulla di rilevante, l’auto è stata sequestrata e i compagni portati in questura e chiusi in quattro celle separate, lasciati senz’acqua nonostante le ripetute richieste.
Dopo oltre un’ora (!) gli sbirri si sono accorti che uno dei compagni era minorenne e che quindi non avrebbe potuto essere trattenuto in cella. Quest’ultimo è stato rilasciato a piede libero. Per gli altri inizialmente si è fissato il processo per direttissima questa mattina (lunedì 17), in seguito questo è stato annullato e si attende entro 72 ore dal fermo la convalida o meno degli arresti.

Gli indirizzi per scrivere telegrammi sono:

Andreana Gabriele, Soru Salvatore, Vaccari Andrea
Casa Circondariale via S.Anna 370
41122 Modena
Libertà per Andrea, Gabriele e Sabbo! Libertà per tutti!
Basta Cie, basta galere, basta gabbie!
Seguiranno aggiornamenti.

MASSIMA SOLIDARIETA' e COMPLICITA' A GABRIELE, SABBO E ANDREA!
SOLIDARIETA’ A TUTTI I COMBATTENTI ANARCHICI DENTRO E FUORI LE MURA

18 giugno 2013

IN TURCHIA CONTINUANO LE PROTESTE E LA REPRESSIONE


Da RadioBlackout
Dopo il brutale sgombero di Gezi Park gli scontri non si sono mai fermati. E contro i manifestanti sono scese in campo anche le squadracce del partito di governo, che hanno anche tentato l’assalto a una sede dell’opposizione. Solo ieri 600 arresti.
Viale Istiklal, Cihangir, Besiktas, il ponte sul Bosforo, Gazi e tanti altri quartieri di Istanbul sono stati teatro ininterrottamente fino alle prime luci dell’alba di scontri tra manifestanti e polizia, così come la capitale Ankara e Adana, nel sud del paese, a poca distanza dal confine con la Siria. Ormai le principali città turche sono zone di guerra. I manifestanti bloccano le strade e le autostrade, erigono barricate e lanciano sassi. Dall’altra parte il regime di Erdogan ha mobilitato migliaia di poliziotti e per la prima volta anche la polizia militare per blindare piazza Taksim e impedire che fosse occupata dalla folla che ne chiede le dimissioni, contro la quale gli idranti corazzati sparano acqua a pressione mescolata con agenti chimici urticanti.  La rivolta è scattata di nuovo generalizzata, per denunciare il brutale assalto di sabato notte a Gezi Park e a coloro che lo occupavano. Un attacco feroce, che ha fatto 800 feriti, fra cui bambini colpiti da proiettili di gomma, decine di persone ‘bruciate’ dal Jenix mischiato all’acqua degli idranti o soffocate dalle nuvole di gas lacrimogeni. Mentre le forze antisommossa arrestavano i medici che avevano curato i manifestanti feriti, rompevano il braccio a un deputato dell’opposizione, arrestavano avvocati e giornalisti, anche stranieri.
La diretta con Luca di Insu-tv appena rientrato dalla Turchia
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E quella con Walter della redazione di Nunatak sugli effetti della capseicina contenuta nelle acque degli idranti usate contro i manifestanti 
VmP
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16 giugno 2013

REPRESSIONE COLPISCE ANCORA-ROMAGNA: PERQUISIZIONE, PROCEDIMENTI, FOGLI DI VIA


Riceviamo e diffondiamo


In questi giorni in Romagna una serie di misure repressive colpisce un grande numero di compagni di diverse città, in particolare Forlì, Cesena, Lugo.

1 perquisizione, 4 fogli di via dalla città di Forlì, 3 avvisi orali, 47 procedimenti di indagine (più altri 4 a carico di minorenni) per fatti relativi all'occupazione del Maceria e del GiardinOccupato, a manifestazioni antifasciste ed in solidarietà allo sgombero del Maceria che hanno avuto luogo a Forlì durante l'inverno passato, oltre a singoli episodi specifici avvenuti nel corso delle sopracitate mobilitazioni.

a breve maggiori informazioni.

APPELLO DELLA COMPAGNA DI FRANCESCO PUGLISI

Apprendiamo da RadioAzione
Ciao, sono Paola la ragazza di Gimmy, Francesco Puglisi, arrestato da poco a Barcellona per i fatti del G8 di Genova e volevo comunicare un fatto importante. Innanzitutto ho visto il vostro articolo su Gimmy e come normale e bene che fate ne state parlando. volevo aggiungere che in questi giorni Gimmy riesce a chiamarmi per pochi minuti dal carcere di Madrid e mi ha comunicato che sta in condizioni difficilissime, dove vive malissimo la situazione perché é stato inserito in una sezione antiterrorismo in isolamento totale, sezione con quelli di Alcaida e Eta. Mi comunica che sta malissimo ed é depresso che fa fatica a mangiare, in poche parole sta molto male. Mi ha detto che la mia presenza é l’unica cosa che lo faccia stare meglio o comunque sono l’unico appiglio positivo in tutta questa situazione. Mi ha detto che sabato 22 giugno posso andare a trovarlo, me lo farebbero vedere, ma il problema qui é economico poiché gli unici treni che fanno tratta Barcellona/Madrid sono treni di lusso, molto cari mi hanno parlato conoscenti che andata e ritorno verrebbe a costare all incirca un 150 euro. Io non posso permettermi questa spesa perché ho la pensione di invalidità che é di 280 euro ma li ho dati tutti il primo di giugno per pagare la stanza (quando all’epoca c’era pure Gimmi con me).
Chiedo disperatamente aiuto a tutti per farmi avere questi soldi sia perché voglio vederlo ma non tanto per me ma quanto per la situazione precaria e delicata fisica e psichica che vive Gimmy dove per aiutarlo veramente bisogna che vada a fare questo colloquio per sollevarlo di morale per quanto possa aiutarlo la mia visita che sicuramente per lui é fondamentale e vitale.
Ci sarebbe l’opzione bus che é economica ma purtroppo é da scartare a priori perché sono 8 ore di viaggio da fare la notte e avendo dei “ferri”, sostegni chirurgici alla colonna vertebrale, non posso dormire in posizioni scomode sull’autobus, non me lo posso permettere, anche perché ad aggravare la situazione ci sarebbe il fatto che dopo questo viaggio di andata e dopo il colloquio, dovrei rifarmi questa odissea la stessa notte oppure dormire in un albergo per riprendermi dal viaggio ma anche quello ha dei costi e quindi siamo punto d’accapo. in poche parole fisicamente non posso permettermelo.
Quindi per cui vi lascio sia il conto bancario dove versare i soldi che arriveranno direttamente a Gimmy, sia la mia carta di credito Postepay dove versare i soldi che serviranno per fare il biglietto del treno.
per sostenere e aiutare Gimmy:
Banco Santander 00490633882610067276
per il mio viaggio, Paola:
codice carta Postepay:
4023 6005 9058 7608
codice fiscale: FRLPLA82L69i754O l’ultima cifra è una lettera(nome e cognome) intestata a: Paola Ferla
Grazie infinite in ogni caso, saluti, Paola.


SOLIDARIETA' E TOTALE COMPLICITA'  DA PARTE DEL NEROVELENO, A GIMMY E A TUTT* I/LE COMPAGN* RINCHIUS* IN TUTTO IL MONDO
 - FUOCO ALLE GALERE -


LIBERI E SELVATICI - FOTO DEL CORTEO DELL'8 GIUGNO A BERGAMO

Pubblichiamo qui di seguito le foto del corteo contro gli allevamenti di visoni e contro ogni forma di sfruttamento che si è svolto sabato 8 giugno a Bergamo.

Per maggiori info su corteo e sul coordinamento Liber*Selvadec: www.selvadec.webnode.it












15 giugno 2013

RADIOCANE: UN ITALIANO SUL BOSFORO



Una rivolta improvvisa.
Una partenza altrettanto improvvisa. E così un italiano si trova nel 
pieno della battaglia di piazza Taksim. Intorno a lui cortei infiniti, 
barricate monumentali e una coltre di nebbia lacrimogena che neanche sul 
naviglio d’inverno.

Nella sua testimonianza diretta le distanze si accorciano e scopriamo 
che raccontare Istanbul, in fondo, é raccontare le nostre città, e 
ascoltare la rivolta possibile che si cela imprevista dietro l’angolo.


ascolta:


http://www.radiocane.info/italiano-sul-bosforo/

13 giugno 2013

LETTERA DI MARCO CAMENISCH IN MEMORIA DI MAURICIO MORALES



AGGIORNAMENTI SU NICOLA E ALFREDO - RIMANDATA L'UDIENZA PRELIMINARE

Riceviamo e diffondiamo:
 
12 giugno- l'udienza preliminare per Nicola e Alfredo, a porte chiuse e in assenza degli imputati,  è stata rinviata al 5 luglio. Il GIP ha accolto la richiesta di rinvio della difesa, vista la tardiva acquisizione dell'ultimo blocco di trascrizioni delle intercettazioni ambientali, depositate solo la scorsa settimana.

SCARCERATI ALESSANDRO, GIUSEPPE E PAOLA, GIULIA LIBERE DAI DOMICILIARI


riceviamo e diffondiamo:

Stamattina 12 giugno, Alessandro e Giuseppe sono stati rilasciati dal carcere di Ferrara, hanno l’obbligo di dimora rispettivamente a Montegabbione (TR) e Catania, le firme dalla polizia e l’avviso orale. Alessandro ha le firme due volte al giorno.

La scarcerazione è avvenuta in seguito al rifiuto da parte del giudice dei 6 mesi di proroga proposti dalla procura di Milano, che dall’autunno del 2012 ha assunto la competenza dell’indagine.

In seguito al riconoscimento dell’incompetenza della procura di Perugia a procedere con l’iter giudiziario Alessandro e Giuseppe sono stati rilasciati, per loro due infatti è stata la procura di Perugia stessa a dichiararsi incompetente, per gli altri invece l’attribuzione di incompetenza è avvenuta per decreto di un giudice. Questa semplice differenza burocratica ha determinato che i termini della scarcerazione di Sergio, Elisa e Stefano decorrano dal momento in cui la procura di Miliano ha assunto la competenza dell’indagine.

Anche Paola e Giulia sono libere dai domiciliari e non hanno più restrizioni.

In attesa di ulteriori aggiornamenti.

Cassa di solidarietà AracnidE


Fonte

INDIRIZZO CARCERE PER FRANCESCO PUGLISI - JIMMY

Diffondiamo l'indirizzo per scrivere a Francesco "Jimmy" Puglisi, arrestato a Barcellona per i fatti del G8 di Genova 2001.
Appena avremo maggiori informazioni sulla sua estradizione le comunicheremo.

Per scrivere al compagno:

Francesco Puglisi
MADRID V (Soto del Real)
Centro Penitenciario
Carretera Comarcal 611
28791 Soto del Real (Madrid)


Fonte

CONTESTATO CONVEGNO SUL CARCERE A TRENTO


riceviamo e diffondiamo:
Venerdì 8 giugno, presso la Facoltà di Sociologia di Trento, si è svolto un convegno dal titolo indicativo: “Dal detenuto all’uomo”, a cui hanno partecipato volontari, responsabili delle cooperative che fanno lavorare i prigionieri, alcuni ex detenuti e… due secondini (tra cui il comandante delle guardie del carcere di Trento). Una decina di anarchici ha voluto disturbare rumorosamente tale ripugnante dibattito, scuotendo il normale torpore universitario. Striscione (“Il carcere umano non esiste. Le guardie pestano, torturano, uccidono”), volantini (che riproducevano, sotto il titolo “L’uomo finisce dove comincia il secondino”, la testimonianza di un ragazzo pestato nel carcere di Bolzano e in quello di Trento in seguito alla rivolta scoppiata nella prigione altoatesina nel gennaio del 2012) e megafono hanno impedito che il convegno – le cui parole sono state coperte per un’ora dai nostri slogan – si svolgesse come se nulla fosse. Il minimo, per ribadire la nostra solidarietà ai detenuti che lottano e il nostro odio per i loro aguzzini. Il vero ruolo delle guardie è stato impresso per sempre sul corpo di Stefano Cucchi, con una violenza che nessuna sentenza di tribunale – infame quanto scontata – riuscirà mai a cancellare.    


compagne e compagni

12 giugno 2013

TURCHIA: SGOMBERO PIAZZA TAKSIM E SCONTRI CON LA POLIZIA

Seguiranno aggiornamenti e comunicati











ATENE: ANNUNCIO DEI MEMBRI IMPRIGIONATI DELLA CCF PER L'ATTACCO ESPLOSIVO CONTRO LA DIRETTRICE DEL CARCERE MASCHILE DI KORIDALLO



Questo testo è stato letto dai membri della CCF il 10/6 al tribunale all’inizio del processo
Vogliamo ricambiare, da parte nostra da qui dentro, il segnale di guerriglia ai fratelli della collaborazione della Cospirazione delle Cellule di Fuoco e delle Bande di Coscienza e salutare il fronte comune di tutti gli anarchici della prassi che sostengono la rete internazionale della FAI-FRI. COMPAGNI, con questo attacco ci siamo incontrati di nuovo. Avete cancellato lo stato della nostra prigionia. Ci avete offerto momenti di vera libertà. Siamo trovati insieme intorno allo stesso tavolo, di nuovo. Abbiamo discusso, abbiamo scelto il bersaglio, abbiamo progettato l’operazione, abbiamo attaccato, abbiamo rivendicato la responsabilità…
Tutti insieme complici nel rinascimento della NOSTRA Cospirazione, tutti insieme coerenti con la promessa che abbiamo fatto che questo è solo l’inizio. La Cospirazione delle Cellule di Fuoco rimane libera nei nostri cuori, nei nostri sorrisi, nelle pallottole dei nostri armi fino alla fine, per sempre…
VIVA LA COSPIRAZIONE DELLE CELLULE DI FUOCO / BANDE DI COSCIENZA
Nucleo Sole – Baleno.

VIVA L’INTERNAZIONALE NERA DEGLI ANARCHICI DELLA PRASSI.

Fonte

11 giugno 2013

CILE: ATTACCO INCENDIARIO CONTRO UNA PALESTRA DI SECONDINI


“Qualcuno direbbe, quindi, che la forza ha lo scopo di imporre l’organizzazione di un certo ordine sociale in cui una minoranza governa, mentre la violenza tende a distruggere questo ordine. La borghesia ha usato la forza fin dall’alba dei tempi fino ai tempi moderni, mentre il proletariato reagisce al presente, attraverso la violenza, contro di essa e contro lo stato” – George Sorel
LA GANG È FURIOSA:
In questo momento, il peso della storia cade sulle nostre spalle, la memoria dei combattenti, dei/le compagnx cadutx e vittoriosx in una lotta fin dalle origini dell’umanità, che varia solo in termini materiali e quantitativi. Come affrontare una bestia corporale con una forza storica senza precedenti; la società di classe è un materiale e anche un’idea, un’essenza e un fenomeno presenti nella coscienza individuale e collettiva dell’umanità. Lo stato, la proprietà privata, le sue forze armate, i modi di produzione e la permanente continua complicità di un’umanità soggetta alle decisioni di un’onnipresente autorità.
Immersi nella tipica freddezza dell’anniversario della morte del compagno Mauricio Morales, andiamo avanti, risoluti e felici di impiegare la nostra azione diretta, probabilmente analizzata come qualcosa di minimale in termini di danno materiale, la rivendichiamo come un’esperienza di azione diretta inquadrata in questa guerra sociale, assumendoci il compito di continuare a perfezionare le tecniche di attacco e sovversione. In un modo o nell’altro, l’incertezza della fortuna, la repressione, e l’obiettivo scompaiono e si trasformano in libertà.
Riguardo alla violenza individualista di tipo insurrezionale, criticata da quelli che o definiscono altre priorità politiche oppure semplicemente non osano colpire il potere, la nostra posizione è chiara, la nostra prospettiva rivoluzionaria viene da una considerazione fondamentale: le masse fanno le rivoluzioni, e le fanno perchè si trovano in una certa situazione di sfruttamento, di alienazione e di progressiva eliminazione degli aspetti positivi della vita. Se la rivoluzione è infatti un atto collettivo, delle masse, questo non significa che gruppi di individui, con affinità politica (teoria/prassi) tra di loro, non possano esercitare la violenza individualista contro il potere. Per quanto i mezzi di comunicazione di massa, lo stato, e i suoi meccanismi di repressione possano volgarizzare le nostre azioni e usare categorie borghesi per definirle (atti criminali), la nostra violenza è politica in sé e per sé, nello specifico a causa del fatto che la politica e le sue relazioni sociali sono assi fondamentali nello sviluppo degli interessi umani.
Infine, ricordiamo la vita, le idee e le azioni del compagno Mauricio Morales, caduto mentre stava realizzando un’azione diretta, e tuttx i/le compagnx imprigionatx e perseguitx da tutti gli stati del mondo. E salutiamo il compagno Diego Rios nel suo prendersi gioco delle autorità.
ABBASSO I SISTEMI DI DOMINIO POLIZIESCO/LEGALE/CARCERARIO
E FUOCO A TUTTE LE GUARDIE
CON TUTTI I MEZZI E GLI STRUMENTI,
ATTACCHIAMO OGNI FORMA DI AUTORITA’ E COMPLICITA’!!!
Gang Anarchica della Furia (B.A.C.)