31 agosto 2015

CALCIDICA: QUANDO PER LO STATO NON VA TUTTO LISCIO..

riceviamo e diffondiamo:

AGGIORNAMENTI DA SKOURIES, CALCIDICA :
QUANDO PER LO STATO NON VA TUTTO LISCIO…
 

In questo momento in cui i territori vengono dissanguati sempre piú, in nome del profitto di chi si trova ai piani alti della societá capitalistica, diverse lotte autoorganizzate e dal basso sono nate e cresciute in contrasto a questi progetti devastatori.
La lotta contro la miniera d’oro a Skouries è stata da anni caratterizzata dalla sperimentazione di nuove tecniche di controllo e repressione, come il prelievo del DNA, a volte con l'uso della violenza, le restrizioni come quella di stare ad almeno a 4 km di distanza dal cantiere o come il rastrellamento dei MAT nel villaggio di Ierissos nella primavera 2013.
Il 23 Agosto si è avuta una manifestazione nelle montagne di Skouries con una presenza massiccia e numerosa che ha portato a lunghi tentativi di avvicinarsi al cantiere difeso da centinaia di divise. Al termine del corteo, un pullman che era appena partito per tornare al campeggio di Ierissos è stato bloccato dalle forze dell’ordine, che ancora una volta hanno confermato il loro ruolo sbattendo per terta una manifestante e rompendogli una gamba a manganellate. Dopodiche' ci hanno sottoposto a tutti e 78 presenti allo stato di fermo, portandoci tutti in questura e rilasciando uno ad uno i 74 dopo avergli scattato foto segnaletiche, dopo avergli preso le impronte digitali e dopo avergli notificato la denuncia per aver partecipato a un corteo violento.
Avendo rifiutato di dare le impronte digitali in 4 tra i fermati e in 2 anche le generalitá, siamo stati tratti definitivamente in arresto, in attesa della direttissima del giorno seguente.
La giornata di resistenza del 23 Agosto sulle montagne di Skouries sono momenti di lotta che mettono in discussione i piani capitalistici di multinazionali e padroni che arricchiscono le loro tasche distruggendo i territori; questo tipo di proggetti hanno un'importanza cosí vitale per il capitalismo che chiunque oppone resistenza dal basso viene punito in maniera forte e decisa.
Allo stesso modo lo stato ha pugno duro contro chi si ribella alla societá di controllo, come quando per esempio ci si rifuta a dare le impronte digitali e il DNA.
È in questo contesto che rientra la sentenza di oggi, 24 Agosto, per direttissima dove il giudice ci ha dato 17 mesi di riclusione con pena sospesa e le due detenute 18 mesi di reclusione, al quale poi si é aggiunta la richiesta della polizia per applicarci la deportazione e interdizione di territorio per tutti e 4.
Abbiamo deciso di non dare le nostre impronte digitali perché rifiutiamo lo schedamento che il sistema vorrebbe applicarci e non vogliamo sottometterci ai loro procedimenti di controllo.
Combattiamo contro questo sistema che espelle tanto coloro che non sono utili per il raggiungimento dei suoi scopi, quanto chi non sottomette la sua vita al capitale e alle sue regole.
Soliedarietá a tutti quelli lottano, che sono rinchiusi al confine o in qualsiasi luogo in attesa di espulsione.
Che i momenti di ribellione e di resistenza possano moltiplicarsi ovunque.

Due compagni anarchici, stazione di polizia di Polygyros,24 agosto 2015

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