15 aprile 2016

AGGIORNAMENTI DALLA FRANCIA IN MERITO ALLA RESISTENZA CONTRO LE LINEE AD ALTISSIMA TENSIONE - NO THT

riceviamo e diffondiamo:
In vista della manifestazione contro le linee ad Altissima Tensione che si terrà nella Haute Durance (a qualche decina di kilometri dopo il colle del Monginevro) il prossimo Primo maggio, traduciamo e diffondiamo un comunicato stampa diffuso dal movimento No THT in merito ai fatti accaduti la scorsa settimana durante l'occupazione degli uffici RTE (la filiale della EDF, impresa elettrica francese, che si occupa della costruzione delle nuove linee) a St. Crépin.

La manifestazione del Primo maggio, che inizierà alle ore 11 dal parking sulla Strada Nazionale 94 a L'Argentière La Bessée e di cui si allega il manifesto, sarà un'occasione importante per portare la nostra solidarietà alle/ai militanti impegnati nella mobilitazione contro quest'ennesimo progetto inquinante e per ribadire che le lotte contro le nocività non conoscono frontiere!

Alpi Libere




Sulla giornata del 29 marzo 2016: rifiutiamo che la Haute Durance diventi un nuovo Sivens.

Ieri, una cinquantina di militanti No THT hanno occupato per tutto il giorno, in maniera pacifica e tranquilla, i locali della RTE a St. Crépin (Hautes Alpes). Accompagnati dalla loro musica hanno manifestato nuovamente la loro opposizione alla costruzione di due linee ad Altissima Tensione nella valle della Durance. Mentre alcuni militanti rimanevano di fronte all'entrata dell'edificio, una decina di loro hanno preso possesso del tetto dello stesso.

Quest'occupazione simbolica ci ha permesso di innalzare con fierezza i colori delle nostre bandiere sul tetto degli uffici, occupati abitualmente dai tecnici che si stanno occupando del progetto.

Nonostante una cospicua presenza di polizia durante tutta la giornata, l'ambiente era disteso, e i militanti si sono attardati sul posto. Da notare la presenza del PSIG (Plotone di Sorveglianza e Intervento della Gendarmerie) di Embrun fin dal tardo pomeriggio, che si è dato da fare davanti all'edificio per garantire, a loro detta, la sicurezza dei militanti piazzati sul tetto. Di un'altezza di nove metri, questo tetto è circondato da ringhiere che si reggono grazie a dei contrappesi.

La sera abbiamo deciso di continuare l'occupazione, alcuni restando sul tetto e gli altri in basso assicurando l'approvvigionamento con lanci di pacchi di dolci, frutta e pane. In seguito si è installata una tirolina per far passare coperte e sacchi a pelo per la notte. Questo ha provocato un movimento esagerato, pericoloso e violento da parte dei gendarmi. Quattro di loro sono saliti sul tetto coltello alla mano (per tagliare la corda della tirolina) nella totale oscurità e sono piombati sui militanti che si erano raggruppati e appesi all'esterno delle ringhiere. Diversi militanti sono stati colpiti, presi per il collo, mentre uno dei gendarmi urlava "ho un coltello, ho un coltello". Quest'intervento ha provocato attimi di panico e una persona terrorizzata da questa violenza è saltata giù dal tetto ed è caduta su una terrazza a mezza altezza prima di schiantarsi a terra. Ancora oggi è in ospedale.

Noi denunciamo

- l'azione sconsiderata dei gendarmi del PSIG, visto che la giornata era calma e tranquilla.

- il fatto che lo PSIG ha volontariamente creato, senza che vi fosse alcuna necessità, una situazione di violenza immotivata contro militanti che cercavano di organizzarsi per proteggersi dal freddo ricevendo sacchi a pelo e coperte.

- il fatto che quattro gendarmi del PSIG (con le telecamere personali abbassate, mentre fino a quel momento avevano ripreso tutto) si sono gettati sui manifestanti (che cercavano di recuperare uno zaino) coltello alla mano.

- il fatto che, nonostante fosse buio i militanti fossero appesi all'esterno della ringhiera, i gendarmi non hanno esitato a prenderli a pugni e a strozzarli brandendo un coltello.

Una persona presa dal panico durante l'intervento ha cercato di sfuggire a tanta violenza ed è saltata dal tetto senza che qualcuno se ne accorgesse, né dal nostro lato né da quello delle forze dell'ordine. I gendarmi hanno tagliato la corda e si sono ritirati gridando "saluti e baci". Nello stesso momento un elemento dello PSIG e alcune guardie giurate erano davanti all'edificio, e pure loro non hanno visto niente... La persona ferita è riuscita a gran fatica a raggiungere il parcheggio dove qualcuno l'ha prortata all'ospedale. La prognosi è ancora riservata, si è ferita alle vertebre e al gomito.

Qui come altrove, l'intervento delle forze dell'ordine nel contesto delle lotte sociali e ambientali si salda con la messa in pericolo delle vite altrui.


da informa-azione.info

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