6 giugno 2013

IPOTETICI SVILUPPI REPRESSIVI ANTI*ANARCHICI: SUMMIT TRA GLI SPECIALIZZATI IN MATERIA

Riceviamo e diffondiamo


I magistrati che stanno indagando sugli attentati dalla Fai si riuniranno giovedì a Genova
Genova capitale nazionale della lotta all’anarchismo targati Fai/Fri(Federazione anarchica informale/Fronte rivoluzionario internazionale): i magistrati delle quattro procure italiane che stanno indagando su attentati anarchici rivendicati dalla Fai si riuniranno giovedì nel capoluogo ligure per un summit. Saranno presenti i magistrati genovesi specializzati in eversione: l’aggiunto Nicola Piacente ed i sostituti Federico Manotti e Silvio Franz. Colleghi magistrati arriveranno da Napoli, Milano e Torino. Da Napoli, parteciperanno al summit l’aggiunto Fausto Zuccarelli ed i sostituti Luigi Alberto Cannavale, Giovanni Corona e Alessandro Milita; da Torino giungeranno l’aggiunto Sandro Ausiello ed il sostituto Roberto Sparagna; da Milano è atteso l’aggiunto Maurizio Romanelli.


Recente articolo apparso su di un quotidiano genovese.

SI COME COLUI CHE LEGGERISSIMO ERA: ALCUNE VOCI DALLO SGOMBERO DELL'ARDITA PIZZERIA DEL POPOLO (RADIOCANE)


Milano, 4 giugno 2013. Per l’ennesima volta gli anfibi della
polizia, con tutta la loro pesantezza, percorrono scale, stanze,
cortile di una casa amica. Ma, presi per la punta, i nasi dei digotti
sono costretti a guardare in alto. Su un cielo azzurro si stagliano
due compagni saliti sul tetto. Anzi tre. E poi, altri due su una gru.

Alcune voci dallo sgombero dell’ardita pizzeria del popolo.


http://www.radiocane.info/sullo-sgombero-della-pizzeria-occupata-milano/

PER FARLA FINITA COL CULTO DELLA CAROGNA - LETTERA DI SERGIO IN RICORDO DI PUNKY MAURI

Ripubblichiamo qui di seguito la lettera di Sergio in ricordo di Mauricio Morales DUARTE nella versione integrale. 
(nel testo precedentemente pubblicato mancavano erroneamente poche righe).
riceviamo e diffondiamo

Per farla finita col culto della carogna

Quattro anni fa è morto Mauri ,mentre senza esitazione seguiva la traiettoria di lotta che aveva scelto .Al lampo dell' esplosione,che purtroppo ha colpito lui anziché quei nemici cui era riservata ,ha seguito il tuono che ha scosso lo spirito di tutti noi ,suoi fratelli e sorelle sparsi per il mondo ed animati dal medesimo desiderio di distruzione di quest'  esistente.La gioia che sempre si prova nello scoprire un cuore affine era smorzata dalla consapevolezza che quel cuore non avrebbe più pompato sangue e rabbia .Mauri non è stato il primo a morire per la sua scelta di non scindere mai il pensiero  dall' azione ,purtroppo non è neanche stato l' ultimo,ma non sono certo le lacrime il modo migliore per ricordarlo.In questi anni Mauri non è stato lasciato a marcire in una fossa , ma ha continuato a vivere e lottare in ogni attacco ,sia stato questo dedicato a lui o meno.Come le fiamme si propagano finché c'è combustibile , cosi' la sua gioia non potrà estinguersi finché continueremo a colpire il nemico e le azioni sono l' ossigeno che deve alimentare le fiamme,prima che le troppe parole le soffochino, le riducano al lumicino, le estinguano.
Non scadiamo nel culto della carogna , non schiacciamo i corpi dei nostri fratelli e sorelle sotto metri di terra e non confondiamo le effigi di marmo con cui qualcuno crede di onorarli con la loro vera carne ,ma, come Ravachol facciamoci profanatori di tombe e scoperchiamo i sepolcri per riprendere in mano i pugnali, i detonatori, le pistole e la polvere nera che possono ancora colpire il nemico anziché arrugginire ed ammuffire nel ricordo
.Sostituiamo al ricordo la furia iconoclasta.Smettiamo di attendere un futuro che non arriva mai e di celebrare un passato che già comincia a puzzare  come l' aria asfittica di un museo.C'è un presente da incendiare con la nostra passione. Che il ricordo di Mauri sia affidato  alle nostre mani anziché alle nostre bocche e nel boato che scuoterà il nemico sentiremo rieccheggiare la sua risata. Sergio  Stefani

5 giugno 2013

CONTRO RADAR E ANTENNE: AZIONE DIRETTA!

riceviamo e diffondiamo:

RADIOAZIONE: AGGIUNGETE ANCHE QUESTO AGLI ATTI



riceviamo e diffondiamo dai/dalle compagn* di RadioAzione

 AGGIUNGETE ANCHE QUESTO AGLI ATTI

 La controinformazione, non è una novità, è sempre stata uno degli obiettivi da colpire per la magistratura. Già in passato sono state varie le inchieste e gli indagati tra compagni che portavano avanti dei progetti come un giornale, un foglio, una radio o qualsiasi modo per fare controinformazione.
Nel 2006 l’eliminazione dal codice penale del reato c.p.272(propaganda sovversiva) ha solamente inasprito le accuse per chi aggiorna nel quotidiano, mensilmente o periodicamente, la controinformazione. Invece della “propaganda sovversiva” ora si viene accusati direttamente di “associazione sovversiva”; se fate il conto della durata delle misure cautelari per quest’ultimo reato rispetto a quell’altro vi è tutto più chiaro.
La “Operazione Ardire”, e in particolar modo con gli arresti di Stefano ed Elisa, ne sono il chiaro esempio.
Un articolo in più o un articolo in meno, nel codice penale, non ci cambia la vita come anarchici.
Le loro leggi del cazzo tanto meno ci interessano.
In quanto anarchici vorremmo vedere bruciare i loro tribunali, le loro leggi, le loro caserme, le loro carceri…e loro!
Quindi non si sta a dire “stavamo meglio quando si stava peggio”, ma solamente il perché, e con quale intenzione, è stato eliminato un reato che è defluito in un altro.
In quest’ultimo periodo la procura di Milano ha chiesto la proroga di ulteriori sei mesi di carcerazione preventiva  per Alessandro, Stefano, Sergio, Elisa e Peppe. Nella richiesta la procura specifica che nonostante la detenzione, i compagni, continuano a comunicare con appartenenti della medesima area all'esterno del carcere e promuovono "campagne di solidarietà" contro la "repressione" dai toni certamente allarmanti per l'esaltazione di atti improntati a violenza ,non solo verbale.
Poi spiega meglio questi concetti citando diversi comunicati tratti da: RadioAzione, Contra Info, e Informa-Azione.

Per quanto riguarda RadioAzione(definita dalla stessa procura “cassa di risonanza nell’aria anarchica nazionale”), vengono citati un po’ di comunicati apparsi sul blog, che altro non sono che scritti in solidarietà con i compagni detenuti in tutto il mondo, e molti nemmeno firmati RadioAzione. Ma questo non è un problema: Tutto quello che è pubblicato sul blog radioazione.noblogs.org è condiviso in tutto o almeno in buonissima parte.
Quindi l’obiettivo da abbattere per la magistratura è chi esprime, con i dovuti “toni” per loro “allarmanti”, solidarietà con i compagni detenuti e chi riporta la voce dei compagni che esprimono la loro solidarietà attraverso l’azione diretta.
Non è la prima volta, negli ultimi mesi, che accade una cosa del genere. Sta diventando, oramai, una pratica della magistratura quella di richiedere ulteriori proroghe di misure cautelari con queste motivazioni. Ricordiamo che a settembre, addirittura, è stato dato un nuovo mandato di arresto al compagno Nicola Gai(arrestato insieme all’altro compagno Alfredo Cospito ed accusati dell’azzoppamento del A.D. di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi) motivandolo con alcune intercettazioni ambientali all’interno del Centro Studi Libertari “Louise Michel” a Napoli.
La stessa procura, dopo mesi, ha fatto rallentare il procedimento per 280bis nei confronti di Alfredo e Nicola perché non riusciva a tradurre il dialetto napoletano di quelle stesse intercettazioni per cui era stato firmato un nuovo ordine di arresto per Nicola…bah!?!
Tutto ciò per capire il gioco di merda che sta facendo la magistratura con gli anarchici. Praticamente  richiede ulteriori mesi di carcerazione, per i compagni detenuti, perché mantengono i contatti con chi da fuori gli da voce.
Cercano, così, di creare delle fratture  che potrebbero portare, nella loro testa malata, all’isolamento di chi sta dietro le sbarre. Non avete capito un cazzo!
La maggior parte di noi, che la repressione la abbiamo subita negli anni in tutte le sue forme, abbiamo,  purtroppo per voi, le idee chiarissime sui vostri giochi. Quindi provatene un’altra!
Anche se, un per qualsiasi motivo(che non saranno sicuramente i vostri), si potrebbe arrivare ad una frattura tra individui, ricordatevi bene una cosa: Il nostro obiettivo è la distruzione di ogni forma di prigione e dello Stato-Capitale…quindi non dormireste sogni tranquilli lo stesso!
Le nostre idee vi sfondano i timpani e vi entrano nel cervello trascinandovi in una sorta di depressione, dovuta al non dormire tranquilli, che potete sfogare solo attraverso la vostra unica arma in vostro possesso: il carcere.
Ci potete imprigionare sempre nel corpo per un po’ di tempo…ma le idee sfondano qualsiasi tipo di mura fatto di sbarre e cemento armato.
RadioAzione ha messo sempre in conto tutto: rischi, pericoli e godurie!
Ma RadioAzione non ha mai pensato minimamente di mettere a tacere la voce dei compagni detenuti in tutto il mondo e il crepitio del fuoco che gli porta solidarietà attiva.
Infine RadioAzione sarà la cassa di risonanza che vi spaccherà i timpani sputandovi in faccia il vostro operato, lavoro ed viscido esistente attraverso le dirette radio e l’aggiornamento del blog.

SOLIDARIETA’ CON TUTTI I COMPAGNI DETENUTI NEL MONDO!
PER L’AZIONE DIRETTA!
MORTE ALLO STATO ED I SUOI AGUZZINI!
PER L’ANARCHIA!!!

RadioAzione

4 giugno 2013

MILANO: PIZZERIA OCCUPATA SOTTO SGOMBERO




E' in corso lo sgombero della Pizzeria Occupata in via cola di rienzo a Milano.

Diverse camionette della polizia e dei carabinieri bloccano l’ingresso della via a pochi metri dall’ingresso della palazzina, soffocata e rinchiusa da alcune auto della polizia locale. 
Due compagn* resistono sul tetto.
Alcune decine di compagn* sono radunat* all’imbocco di via Washington e in Piazza Napoli presidiati da polizia e carabinieri.
Chiunque possa, accorra a sostenere i/le compagn* e la resistenza in corso.
A presto aggiornamenti 

Anarchici e Anarchiche solidali

ANCORA TENSIONI NEL CIE DI TORINO


Lunedì un ragazzo dell’area rossa è stato male dopo aver mangiato una scatola di tranquillanti; tramortito e incosciente viene portato all’ospedale, mentre i suoi compagni cominciano a protestare bruciando materassi e lenzuola. I militari intervengono con gli idranti per spegnere l’incendio, e già che ci sono inondano d’acqua anche la tenda sul tetto, tra le proteste dei ragazzi che oramai da nove giorni vivono lì.
Come sempre però le proteste di un’area si diffondono velocemente anche nelle altre. In serata anche nell’area blu e nell’area bianca i reclusi fanno casino e bruciano materassi. Niente di troppo grosso, sembrerebbe. Le informazioni da dentro sono un po’ confuse e non si riescono ad avere notizie precise. L’unica cosa sicura è che dentro la misura è colma, la tensione alta, i militari e i poliziotti esausti e nervosi. Un bel modo per iniziare la stagione calda.
Ascolta un’intervista con un recluso nel Cie di Torino, oppure scarica il file mp3.
macerie @ Giugno 4, 2013

TUTT* IN PIAZZA CONTRO ERDOGAN!

da RadioBlackout

La protesta partita da Istanbul venerdì scorso in Piazza Taksim – iniziata con una serie di sgomberi molto violenti da parte della polizia contro decine di manifestanti che si oppongono alla distruzione del parco Gezi per far posto ad un centro commerciale e ad una moschea  – ha infiammato molte altre piazze del paese. Ankara brucia e anche qui sono stati registrati centinaia di feriti e arresti nelle utlime ore.
Il bilancio approssimativo di questi tre giorni di proteste e scontri in 67 città del Paese, conta circa 1.700 persone arrestate e il numero dei feriti totali è arrivato a quota 1500. Secondo l’Associazione dei medici turchi, sarebbero 484 i manifestanti soccorsi negli ospedali di Istanbul da venerdì scorso mentre non si hanno cifre esatte da Ankara e da altre città nelle quali gli scontri sono stati ferocissimi come Izmir o Adana. E’ di qualche ora fa purtroppo la conferma della “morte cerebrale” di un giovane colpito da un colpo d’arma da fuoco alla testa, sparato da un poliziotto a bruciapelo, durante le proteste anti-governative ad Ankara.
La situazione dei movimenti di opposizione in tutto il paese sembra volgere verso la convocazione di uno sciopero generale e verso nuove mobilitazioni per arrivare alla caduta di Erdogan e del suo governo. Da parte sua il governo (a maggioranza Akp – il partito di Erdogan di matrice liberal-islamista) non accenna a ridurre la repressione contro i manifestanti e Erdogan non cancella le visite previste e che, a partire da oggi, lo vedranno in Marocco. Inoltre anche i meccanismi di censura turchi e i media mainstream cercano di non mostrare quanto sta accadendo e la portata davvero imponente della partecipazione in moltissime città, una rivolta popolare e trasversale che si ribella in molti modi e con diversi linguaggi.
Di seguito gli aggiornamenti e l’analisi politica di Murat
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e il link dove potete ascoltare da Radio Onda Rossa la testimonianza di una ragazza da Piazza Taksim di sabato, quando la mobilitazione diventa diffusa e organizzata e racconta anche le iniziative per difendere Gezi Park iniziate ben prima di venerdì.
http://www.ondarossa.info/newsredazione/corrispondenza-da-istanbul

TURCHIA: DALLA LOTTA DEL TAKSIM GEZI PARK E DALLA RIVOLTA IN CORSO


Striscione sull’isola di Lesvos (vicino alle coste turche): “Solidarietà con i ribelli in Turchia”
Il 1° Giugno eravamo a Taksim circa alle 15:00. Dopo gli scontri che avevano iniziato in mattinata, la polizia è stata costretta a lasciare la zona. I poliziotti scomparsi per qualche ora. Per due ore non vi era alcuna presenza di polizia in qualsiasi area nel centro di Istanbul (parte europea). Le persone hanno occupato la piazza Taksim e Gezi Park. Il numero delle persone era enorme. Tutto il parco, la piazza e le strade che portano a questa zona erano pieni di gente. Tutte le barriere di costruzione che stavano chiudendo il lato ovest del parco sono state distrutte dai manifestanti. Alcune delle barriere della polizia sono state rimosse e sono state gettate giù per la strada che porta al tunnel sotterraneo di nuova costruzione. Altre sono state utilizzate nelle barricate costruite dai manifestanti. La capanna della polizia nel sud del parco che guardava la piazza è stata data alle fiamme ed anche il veicolo anti-sommossa lasciato lì dalla polizia è stato distrutto. Una macchina della polizia nello stesso luogo è stata girata e distrutta pure. Le persone erano pieni di gioia e stavano prendendo foto di ricordo davanti ai veicoli distrutti e davanti la costruzione. Al nord del parco si trova il Hyatt Regency Hotel e presso il giardino all’ingresso dell’hotel c’era una macchina della polizia gettata in piscina. Quattro autobus pubblici sono stati lasciati al bivio che si trova vicino e sono stati anche danneggiati.

Verso le 16:00 abbiamo saputo dai nostri compagni che gli scontri hanno cominciato a prendere posto in Beşiktaş, dove si trova l’ufficio / casa di Tayyip Erdogan. Le persone stavano attaccando da quattro direzioni: da Piazza del Beşiktaş (est), Via Dolmabahçe (ovest), Akaretler (nord-ovest) e Via Ortabahçe (a nord). La polizia è stata bloccata lì con quattro veicoli anti-sommossa con cannoni ad acqua e circa 150 agenti di polizia all’ingresso di Via Hayrettin İskelesi. In tutte le direzioni delle barricate sono state erette. Dopo alcune ore la polizia è stata in grado di spingere le persone, e le forze di repressione sono state ampliate. Nuove barricate sono state alzate alla Via Mumcu Bakka e la Via Süleyman Seba per evitare che le forze della polizia entrassero nel Çarşı, che è la zona del bazar di Beşiktaş dove le persone si raggruppano. La polizia ha usato proiettili di plastica quando gli attacchi del popolo si sono intensificati. Gli scontri sono continuati fino a circa le 01:30 (2/6). Infine la polizia ha usato una quantità eccessiva di bombe a gas per disperdere la folla, e la gente ha lasciato le barricate e è rifugiata nei negozi e nei bar intorno, o raggruppata nelle strade interne di Beşiktaş.
Nel frattempo i resistenti a Taksim hanno costruito enormi barricate sulle strade e le vie intorno alla piazza e al Gezi Park per tutta la notte. Inoltre, le persone hanno dato alle fiamme dei veicoli di costruzione. Autobus, autovetture, materiali da costruzione, le barriere della polizia, contenitori di spaziatura, ecc sono stati utilizzati come barricate.
Nei luoghi in cui siamo stati, in Istanbul, molti manifestanti hanno pensato due volte prima di distruggere obiettivi capitalisti che li circondavano, cauti su possibili manipolazioni dei media. Oltre a telecamere a circuito chiuso che sono state sabotate, abbiamo visto un solo bancomat danneggiato. Abbiamo trasferito diversi veicoli per usarli come barricate, ma non li abbiamo danneggiati (almeno non di proposito). Quindi, soprattutto i poliziotti sono quelli mirati in questi scontri. Ma, a Smirne, per esempio, sappiamo che i manifestanti hanno attaccato una banca e uno Starbucks, tra gli altri.
Spesso gli agenti di polizia portano con inganno vari individui verso strade che non dovrebbero andare, e gli detengono lì. Questo giorno solamente, soprattutto ad Istanbul, tutte le persone detenute a Taksim e Beşiktaş sono state riferite rilasciate. Quasi 80 di loro sono stati portati in tribunale e liberati dall’accusa, mentre quasi 100 di loro sono stati rilasciati senza essere portati al procuratore.
Il 2 Giugno (secondo) i mainstream media), 30.000 persone sono state raccolte a Taksim dalle 14:30. Un volantino a Gezi Park scriveva: “Iktidar hayati Hedef aldığında, Hayat direniş olur / Quando il Potere mira la vita, la vita diventa resistenza.”
Gli scontri sono iniziati nel Beşiktaş intorno alle 18:00, e delle barricate sono state ancora una volta costruite lungo le strade di questo quartiere. Le forze di polizia e la brutalità erano molto più pesanti della sera prima. Dopo poche ore la polizia ha usato un’eccessiva quantità di gas lacrimogeni ed ha spinto indietro la folla per le strade interne. Hanno gettato bombe a gas nelle strade interne e inseguirono i manifestanti in fuga. Inoltre hanno preso di mira case, negozi e caffetterie. I residenti ed i proprietari di negozi erano completamente in solidarietà con i manifestanti ed hanno aperto le loro case e le porte per i manifestanti che cercavano di sfuggire dalla polizia. Servizi sanitari sono stati forniti in diverse località segrete. Gli scontri sono diminuiti dopo le 01:00, ma continuarono fino allle 05:00. Ad un certo punto della notte, nei pressi dello Stadio İnönü nel quartiere di Beşiktaş, i rivoltosi hanno preso un grande escavatore e lo hanno utilizzato per cacciare un veicolo anti-sommossa. Verso le 03:00 ci fu un massiccio attacco della polizia di nuovo, e questa volta hanno arrestato molte persone.
Per aggiungere qualche slogan dalle strade: “Tayyip’in piçleri, yıldıramaz bizleri / bastardi di Tayyip, non ci potete spaventare”, “bu Daha Baslangic, mücadeleye devam / questo è solo l’inizio, continuare la lotta”, ma anche “hepimiz Mustafa Kemal’in askerleriyiz / tutti noi siamo soldati di Mustafa Kemal” (purtroppo molto spesso cantato dai patrioti / kemalisti ed altri).
Nella tarda serata del 2 Giugno, molti hanno stimato che le detenzioni potevano essere fino a 1.700 da 235 manifestazioni tenute in 67 città in tutta la Turchia. Più di 900 persone sono state segnalate detenuti ad Ankara (la maggior parte di loro sono state tenute in uno stadio comunale). In effetti, le proteste sono state diffuse in numerose città; Izmir è stata anche data al fuoco, ed Ankara ha visto scontri prolungati l’ultimo paio di giorni. Ad Ankara, sembra che la polizia ha usato proiettili veri (riprese video durante i momenti in cui un giovane uomo è stato colpito alla testa da poliziotti).
2.6
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C’è una grave carenza di sangue negli ospedali locali a causa delle centinaia dei feriti e gli interventi chirurgici che devono essere fatti, i resistenti quindi invitano le persone a fare donazioni di sangue.
Per fortuna, la giovane colpita alla testa da una bomba a gas il 31 Maggio non è morta. Durante la notte del 2 Giugno, abbiamo ricevuto la notizia che lei è in grado di muovere la mano, ma lei è ancora incosciente, il cranio è incrinato.
Sicuramente, è molto difficile tenere traccia degli atti di ribellione e delle situazioni repressive in tutto il territorio controllato dallo Stato Turco. Inoltre, non abbiamo alcun quadro chiaro della presenza delle fecce nazionaliste nelle varie folle. Per quanto riguarda gli agenti di polizia, hanno ampiamente usato proiettili di gomma, tutti i tipi di gas lacrimogeni e granate stordenti, attaccato con i manganelli e con cannoni ad acqua, e in varie occasioni con vere armi da fuoco. Inoltre, il governo turco ha scatenato un numero sempre crescente di forze anti-sommossa e distribuito teppisti parastatali e in borghese per le strade. I livelli di violenza della polizia sono stati raffigurati su riprese video dal 01/06, con un altro manifestante colpito da un panzer della polizia. Guardate questobombardamento di gas direttamente in una casa attraverso la finestra. Si può anche visitare Delilim var (“Ho delle prove”) per la documentazione della brutalità della polizia.
Secondo questo blog foto-reportage, “il liquido arancione / rosso è stato confermato da diverse fonti per essere CS mescolato con vernice arancione o rossa (differente in diverse zone della città) per etichettare i manifestanti per la successiva identificazione. Va chiarito che non era agente arancio, una voce che si diffuse molto. Agent Orange è incolore, prende il nome dalle strisce arancioni sulle canne in cui è stato spedito”.
Il liquido che stanno gettando con cannoni ad acqua è a volte giallognolo e talvolta di colore rossastro. Il giallo ha gli stessi effetti dei gas lacrimogeni, e la gente si sente il bruciore della pelle.
Tuttavia, i manifestanti resistono e combattono indietro (per esempio vederevideo in cui in pochi in un spontaneo contrattacco confiscano i scudi della polizia).
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Raduni di solidarietà hanno avuto luogo in tutto il mondo, in tutta la Germania, nei Paesi Bassi, il Regno Unito, Spagna, Francia, Grecia, a Cipro, da New York a Buenos Aires…
Qui ci sono alcuni slogan scanditi nella città di Ioannina (Grecia, il 02/06) durante un comizio di solidarietà: “In Grecia, in Turchia, in Albania, il nemico è alle banche ed ai ministeri. / In Svezia, Grecia, Turchia, i scontri si trasformano in realtà, non sono un’utopia. / Piazze della Turchia, montagne del Messico, rivolte saranno presto scoppiare ovunque. / Per noi le frontiere non significano qualcosa;, schiacciare il fascismo in Grecia e Turchia. / Sia in Grecia o in Turchia, le squadre antisommossa e la democrazia militare sono la stessa cosa. / Né con la polizia né con l’esercito, Taksim non diventerà un centro commerciale. / La ribellione non avviene per una piazza; i proiettili non possono uccidere la libertà. / La ribellione avverrà su ogni quadrato, la libertà non può essere uccisa dai proiettili”.
Nel frattempo, in Grecia, il 24enne Bulut Yayla (rifugiato politico dalla Turchia) è stato letteralmente rapito ad Atene da agenti di polizia e dei servizi segreti, ed è attualmente detenuto in custodia presso il dipartimento anti-terrorismo di Istanbul. Per tutti i dettagli in inglese qui (in greco qui).
Potete inviare volantini originali di resistenza, poster, o testi dai disordini in Turchia, se ne avete, a contrainfo[at]espiv.net. Dei file possono essere anche inviati a vari gruppi anarchici/libertari diversi di si può sapere, per essere stampati ed incollati sui muri di altre città.

OPERAZIONE ARDIRE: PROCURA DI MILANO CHIEDE ULTERIORE PROROGA DELLE MISURE CAUTELARI

La procura di Milano ha chiesto la proroga di ulteriori sei mesi dicarcerazione preventiva per Alessandro, Stefano, Sergio, Elisa e Peppe. Nella richiesta la procura specifica che nonostante la detenzione, i compagni, continuano a comunicare con appartenenti della medesima area all'esterno del carcere e promuovono "campagne di solidarietà" contro la "repressione" dai toni certamente allarmanti per l'esaltazione di atti improntati a violenza ,non solo verbale. Poi spiega meglio questi concetti citando diversi comunicati tratti da : RadioAzione, Contra Info, e Informa-Azione.  
Cita anche il comunicato di Stefano contro le carogne pseudo-nichiliste e tra le altra cose si dice : “La lettera di S. Fosco dall'AS di Ferrara è stata integralmente pubblicata dal sito RadioAzione che dopo la chiusura di Culmine ne ha di fatto sostituito il ruolo con l'intento  di svolgere la medesima funzione di "cassa di risonanza " nell'aria anarchica nazionale".
Finchè avrà vita questo blog la solidarietà e la complicità verso i compagni detenuti non verrà mai a mancare, come non verranno mai a mancare le azioni dirette che vengono fatte in solidarietà con gli stessi compagni detenuti o contro l'esistente in generale. Se a qualcuno i "toni" non piacciono...beh cazzi loro! Infine RadioAzione non ha preso l'eredità di Culmine, ma ha sempre voluto lanciare un messaggio chiaro ai persecutori: La controinformazione e la solidarietà non hanno sbarre che le possono imprigionare...potete imprigionarci nel corpo ma mai nelle idee!
MORTE ALLO STATO E AI SUOI SERVI!
PER L'AZIONE DIRETTA
SOLIDARIETA' E COMPLICITA' CON I COMPAGNI DETENUTI IN TUTTO IL MONDO!
RadioAzione

RADIOCANE: AUTOGOL OVVERO LE ILLUSIONI DEL PROGRESSO CALCISTICO 7



29 maggio 2013

1 GIUGNO: TORNA GIU' MURA GIUì BOX - FORLI'


Sabato 1 giugno…sotto il carcere di Forlì (in Via delle Averle) torna Giù Mura Giù Box (musica contro tutte le gabbie)

…dalle 8.00Biblioteca dell’Evasione; presentazione di “1/2 ora d’aria” (trasmissione anticarceraria)…dalle 14.00Presentazione di Aracnide (cassa anticarceraria), torneo di calcetto sotto le mura…per tutta la giornataLetture, musica, orti urbani, microfono aperto, stuzzicherie vegan

31 MAGGIO: PRESENTAZIONE DEL CORTEO DELL'8 GIUGNO (BG) @ TELOS SQUAT

Venerdì 31 Maggio -  Presentazione del corteo del 8/6 a Bergamo

@ Telos Squat
Venerdì 31 maggio ore 17:30 presentazione della manifestazione nazionale contro gli allevamenti di visoni e contro ogni forma di sfruttamento che si terrà Sabato 8 giugno a Bergamo. A seguire aperitivo vegan.
Qui le info per il corteo: http://selvadec.webnode.it/


27 maggio 2013

SIVIGLIA-ZARAGOZA (SPAGNA): PRESIDI SOLIDALI CON I/LE 5 COMPAGNX DETENUTX A BARCELLONA

SIVIGLIA:
I compagni del CSOA Sin Nombre convocano per il prossimo Lunedì, 27 maggio in Plaza Nueva alle 20:00 un presidio di solidarietà con i/le 5 compagni/e di Barcellona detenuti/e e falsamente accusati di integrare una organizzazione terroristica tra le altre accuse che nascono dalla manipolazione informativa dei media e dalle bugie intenzionali e ripetute della polizia.
I/le compagni/e sono di certo, incarcerati/e in prigione cautelare a Soto del Real (Madrid), dove si trovano ad affrontare né più né meno che ad un regime FIES di terzo grado. Tutto per aver espresso le loro opinioni in un social network e nelle strade, e per mobilitarsi contro un sistema che ruba la vita e la sostituisce per macchine e merci.
nel manifiesto:
PRESIDIO SOLIDALE
Yolanda, Juan,Silvia, Xabier, José, 5 anarchici/che detenutx a Barna
Lunedì, 27 maggio, Piazza Nueva, ore 20.00

Libertà per i/le cinque di Barcelona

Cinque anarchici di Barna in prigione cautelare per difendere la sua ideologia nelle reti sociali e nella strada.
ZARAGOZA:
Presidio per o/le 5 compas detenuti/e della provincia di Barna
Lunedì 27 maggio, ore 19.00
Piazza della magdalena