3 maggio 2015

CNA MEXICO: NUOVA SENTENZA PER ABRAHAM CORTES - CADE ACCUSA DI TENTATO OMICIDIO

riceviamo e diffondiamo:
 
Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto la notizia che al compagno Abraham Cortés è stata data una nuova sentenza per il giudizio che affronta dal 2 ottobre 2013. Ricordiamo che Abraham è l’unica persona che continua ad essere prigioniero per i fatti di quella giornata.
Abraham affrontava un’accusa di omicidio, con la supposizione di aver lanciato delle molotov verso gli schieramenti dei poliziotti antisommossa. Oltra ad un’altra accusa per attacco alla pace pubblica in gruppo.
Per queste accuse il compagno era stato sentenziato a 13 anni e 4 mesi di carcere; ma nei giorni scorsi arriva una nuova sentenza, in seguito al ricorso portato avanti.
La nuova sentenza del compagno è di 5 anni e 9 mesi per il reato di attacco alla pace pubblica in gruppo, venendo meno l’accusa di tentato omicidio.
Non c’è dubbio che si tratta di una buona notizia, però questo non significa che riconosciamo (nella sentenza) un’azione di giustizia del sistema giuridico-carcerario messicano. Sappiamo perfettamente che questo sistema non ci darà mai giustizia e se adesso mollano un poco la presa non dimentichiamo che il compagno continua ad essere prigioniero e intanto che lui ed altre migliaia di persone che attualmente popolano le prigioni continuano ad essere dietro queste mura, continueremo a combattere…
¡Per la libertà di tuttx!
¡Giù le mura delle prigioni!
Cruz Negra Anarquista México

RADIOCANE: MILANO ASPETTA EXPO - PULIZIE DI PRIMAVERA

riceviamo e diffondiamo:

30 aprile 2015. Nella febbrile attesa dell’expo, torme di poliziotti si aggirano per i quartieri di Milano già designati come luoghi di concentrazione di elementi pericolosi. Il clima è quello di una caccia al tesoro combattuta tra squadriglie di boyscout senza controllo alla festa di San Giorgio, ma si portano via in ostaggio una giovane compagna, Arianna (per scriverle: Arianna Natale, Casa Circondariale di Milano San Vittore, piazza Filangeri 2, 20123 Milano).

Lieti di annunciare che nessuno sgombero ha avuto luogo in piazza Prealpi e dintorni e che, come potete sentire, la voce di radiocane non è stata zittita.

Ciapa su e porta a ca’.

Ascolta il Contributo:

http://www.radiocane.info/pulizia-di-primavera/

30 aprile 2015

INCENDIATO VEICOLO DI AZIENDA COMPLICE NELLA CARCERAZIONE MINORILE IN SOLIDARIETA' CON LE RIVOLTE IN BALTIMORA (SEATTLE)


tradotto da anarchistsnews

SEATTLE - Nelle prime ore del mattino del 28 aprile, le fiamme hanno avvolto un veicolo all'interno di un cantiere adiacente il carcere minorile di King County sulla 12a Avenue. I lavori riguardano un nuovo progetto realizzato dalla Spectrum Development Solutions, azienda responsabile della gentrification della 12a Avenue e coinvolta nella costruzione del nuovo carcere minorile. Gli pneumatici del camion sono stati squartati, i tubi del carburante sono stati tranciati e il veicolo è stato completamente distrutto dal fuoco.

Ciò è stato fatto in solidarietà con i ribelli che combattono la polizia nelle strade di Baltimore. Nel destarsi della ribellione in quel di Ferguson lo scorso anno, anche Baltimore è esplosa in sommosse, scatenate anch'esse da un altro brutale assassinio da parte della polizia. Edifici e macchine fumanti, negozi saccheggiati, polizia e media attaccati ripetutamente, spesso costretti a fuggire per la propria incolumità. Il rinculo mediatico delle condanne orchestrate è palesemente una farsa agli occhi di coloro che trovano ispirazione e incoraggiamento in momenti come questi.

Talvolta i principi della società carceraria si manifestano nell'uccisione di giovani uomini neri nelle strade (Freddie Gray, Mike Brown, Eric Garner e tantissimi altri), ogni giorno si esplicita nell'imprigionamento di massa di persone di colore. A prescindere dal come, questa società prospera sulla morte. Si fotta la polizia razzista e assassina, si fottano i media, e si fotta chiunque contribuisca a costruire questa società galera.

NO TAV: RIVENDICAZIONE DEL FALSO COMUNICATO DI INTESA SANPAOLO


Riceviamo da mail anonima e diffondiamo:

"Buona notizia! Il gruppo bancario Intesa San Paolo è stato vittima di un falso comunicato stampa a suo nome che ha diffuso la falsa voce di uno scandalo finanziario riguardante i bilanci di Intesa San Paolo. In seguito alla rapida diffusione di questa bufala, le azioni di Intesa Sanpaolo sono precipitate. Intesa San Paolo è la principale banca che finanzia la TAV e ci guadagna profitti succulenti; oggi, come tante volte in passato, ha pagato caro per questa partecipazione. Come tante altre aziende, istituzioni e singoli che hanno portato avanti questo progetto distruttivo e messo in atto la repressione che serve a proteggerlo.

La Tav è ovunque. Chi vuole opporsi alla Tav lo può fare dappertutto; non occorre che vada in Piemonte. Anche con un sabotaggio dietro una tastiera, come in questo caso. Lo può fare da solo, o con persone di fiducia. Dove e quando vuole, basta un po’ d’immaginazione e di determinazione.Questa azione ci mostra anche che possiamo apprendere come una delle infinite possibilità che abbiamo per contrattaccare si colloca su un terreno che il potere crede essere di suo esclusivo dominio: il controllo del flusso d’informazione.
In basso il link un testo interessante che ci parla di questo metodo di lotta e ci dona qualche idea e tecnica su come diffondere bufale: http://foolcapitalism.espivblogs.net/files/2015/04/Prankthepranksterit.pdf

Solidali con Chiara, Niccolò, Claudio, Mattia, incarcerati per la loro opposizione alla TAV e a quasto mondo...
Dietro quelle barricate, in quei boschi, davanti a quelle recinzioni c'eravamo tutti!
Fuoco e fiamme ai progetti che distruggono la terra e a tutte le prigioni! "

Segue immagine del comunicato diffuso:



Sui media mainstream:

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2015/04/24/news/intesa_sanpaolo_falso_comunicato-112751049/

https://it.finance.yahoo.com/notizie/intesa-sanpaolo-valuta-azioni-legali-dopo-falso-comunicato-152620484.html


Da informa-azione.info

MILANO: PERQUISIZIONI, DENUNCE E ARRESTO IN AVVICINANZA AL PRIMO MAGGIO NO EXPO

FONTE
In attesa di eventuali contributi dalle realtà coinvolte, riportiamo quanto diffuso dai media di regime rispetto alle azioni repressive e preventive messe in campo per contrastare la manifestazione del 1° maggio No Expo a Milano.

Martedì 28 aprile, un compagno tedesco è stato fermato e tratto in arresto con l'accusa di stare trasportando materiale atto alla fabbricazione di bottiglie molotov; domani pomeriggio dovrebbe tenersi l'udienza di convalida.

Mercoledì 29 aprile, la Digos ha fatto irruzione in alcuni spazi e appartamenti occupati in zona Giambellino-Lorenteggio, sequestrando maschere antigas, petardi e altro materiale da corteo; nel corso dell'operazione 12 occupanti sono stati denunciati per invasione di edificio.

Come sempre brillanti e calzanti i commenti di Alfano: "nessun paese è a rischio zero (aveva ancora inserito il dischetto sull'ISIL), ma queste operazioni fanno chiaramente capire che lo Stato è più forte di chi lo vuole contrastare", riportando la questione sul mero piano muscolare... l'unico che riescono a esibire senza troppo imbarazzo.

Seguiranno aggiornamenti e invitiamo a inviarci contributi in merito.


29 aprile 2015

GENOVA: COMPAGNO PERQUISITO E DENUNCIATO PER AVER SCRITTO UN COMUNICATO

da informa-azione.info
Apprendiamo di questa operazione repressiva contro un compagno anarchico a causa di un contributo critico pubblicato su questo sito.
"Je suis Carlò!" diranno i difensori della libertà di espressione.
Contro ogni autorità, contro i frugatori di appartamenti col distintivo e i loro mandanti togati, contro i carcerieri dei corpi e delle menti, contro i distruttori del pianeta, contro un esistente di sfruttamento e predazione del vivente.

informa-azione

segue da RadioAzione


Questa mattina, alle ore 06:00 del 28 aprile, a Genova, i carabinieri del R.O.S. hanno effettuato una perquisizione a casa di un compagno anarchico genovese indagato per (come scritto da verbale) “pubblica istigazione a commettere atti di terrorismo nonché pubblica apologia di un delitto di terrorismo, segnatamente istigazione a compiere azioni dirette (ossia atti violenti con finalità di terrorismo) nonché apologia del delitto di lesioni aggravate dalla finalità di terrorismo consumato in danno di Roberto Adinolfi in data 7 maggio 2012, e rivendicata in data 11 maggio 2012 dal Nucleo Olga/FAI-FRI. In Genova il 15 maggio mediante redazione di un documento pubblicato sul sito web Informa-azione."
Lo scritto in questione era stato pubblicato sui siti e firmato dal compagno con il proprio nome dopo le dissociazioni che alcuni genovesi vollero prendere nei confronti di chi attaccò Adinolfi.

Nella perquisizione sono stati sequestrati al compagno 2 computer, 1 hard disk, 2 USB Stick e materiale cartaceo.

Non un passo indietro!

Solidarietà a Nicola e Alfredo!

Nota di RadioAzione: Lo scritto firmato dal compagno con il suo nome era una risposta a quello, purtroppo molto noto e schifoso, dal titolo “I puntini sulle i” redatto da un coglione (non genovese), e qualche sua pecorella, che hanno sentito l’esigenza di parlare a nome degli anarchici genovesi. Ora, quei quattro coglioni (chiamarli “dissociati” vorrebbe dire che almeno prima di una possibile dissociazione avevano un cervello), saranno ben lieti di sapere che c’è chi li difende dalla critica: La Procura di Genova.
Complimenti anarchici da quattro soldi!
Da oggi sapete che in caso di un’altra azione in cui metterete bocca con i vostri “puntini”, avete la responsabilità sugli atti giudiziari a carico dei compagni che vi risponderanno…

Il testo del compagno:

……..A chi non si dissocia…………

Leggendo quel tristissimo documento che è uscito fuori, ahime, proprio dalla città in cui vivo è opportuno fare qualche ulteriore precisazione, tanto per non finire , e parlo a titolo personale, nel pentolone dei dissociati genovesi.

Ciò che balza subito agli occhi e successivamente al cervellino è il motivo per cui dei pseudo-compagni abbiano l’esigenza di scrivere un documento che probabilmente neanche Don Gallo con tutta la comunità di San Benedetto sarebbe riuscito a partorire.

Un documento che prende in considerazione solo l’azione a quel pezzo di merda di Adinolfi, come se non si meritasse una pallottola in una gamba, e parla di qualche mortaretto spedito qua e la come il male assoluto.

Forse vi sentite toccati? La risposta è si, non penso che nessuno vi spii a parte i soliti diciamo, ma la paura di sentirsi giudicati è più forte di voi, forse siete voi i primi a pensare che non fate abbastanza, ma non lo volete ammettere, e per questo vi sentite chiamati in causa e con la coda in mezzo alle gambe cercate giustificazioni sul vostro essere anarchico.

Nostalgici!? Ma se oggi voi sputate bile verso chi compie un azione, condivisibile o meno, cosa avreste detto nel 1900 quando un certo Gaetano Bresci ammazzava il vostro tiranno: pistolero incallito? E cioè avreste preso la posizione di tanti “anarchici cooperativisti” che condannarono il gesto. Per non parlare di quel compagno che sparò a Errico Malatesta a un convegno negli Stati Uniti: subito alla forca, immagino.

Per voi le armi sono un tabù, ma come pensate di poter reagire a tutti i soprusi che quotidianamente vengono perpetrati da chi le armi le usa veramente e continuatamente?

Conoscendo alcuni di voi che hanno formulato quello schifo di documento, so che siete (almeno alcuni di voi) dei non giovani per non dire vecchi più o meno quanto me, ma la differenza tra me e voi, è che io penso in un futuro dove ste seghe mediatiche i compagni a venire non se le faranno più, perchè avranno da uscire realmente per strada, non come noi che aspettiamo la chiamata alla mobilitazione generale.

E poi……..ma perchè non mettere i nomi dei firmatari e non alcuni, forse, anarchici o forse libertari o forse individualità genovesi ?
Abbiate il coraggio delle vostre azioni perchè i compagnie le compagne genovesi non devono, ogni volta che escono da sta città del cazzo, dare spiegazioni su chi ha scritto quel documento o meno.

Penso che comunque il vostro obiettivo l’avete ottenuto, ed era quello di innescare un dibattito, ma secondo me, prima ancora di far partire una discussione di questo tipo, voi avete pensato a dissociarvi per pararvi il culo. In giornate come queste a Genova dove si vedono tipi loschi a ogni angolo di strada, dove i giornali pubblicano veline della questura, minacciano perquisizioni ovunque in città, uscire fuori con un documento di quel tipo vuol dire io non c’entro. Mi ricorda il gioco del buono e del cattivo……..da che parte della barricata state ? Forse come dite voi dall’altra !

Io non mi dissocio, avrei preferito dirglielo direttamente agli sbirri nel caso fossero venuti a casa per l’ennesima perquisizione, ma voi mi costringete a prendere una posizione ORA, per non essere confuso con gente che ha la coda di paglia e che magari parla di un occupazione come il massimo obiettivo da raggiungere.

Tanto e tanto altro bisognerebbe dire, ma penso sia chiara la mia posizione e quindi mi fermo qui.

INDIVIDUO
Carlo di Genova più o meno!

AGGIORNAMENTO SUL PROCESSO CONTRO BILLY, COSTA E SILVIA

riceviamo e diffondiamo:
AGGIORNAMENTO SUL PROCESSO CONTRO BILLY, COSTA E SILVIA

Il 23 aprile si è svolta presso il tribunale di Torino l’udienza preliminare che vede imputati Billy, Costa e Silvia con l’accusa di voler attaccare con esplosivo il centro di ricerche IBM a Zurigo.
L’udienza è stata rinviata all’11 Giugno per una mancanza di documentazione inerente alla sentenza definitiva svizzera che ha fatto già scontare anni di carcere per gli stessi reati per cui oggi la procura di Torino vuole procedere.

RILANCIAMO LA LOTTA ALLE NOCIVITA’

silviabillycostaliberi.noblogs.org
resistenzealnanomondo.org

CORSO DI SERIGRAFIA @LAB.ANARCHICO LA*ZONA (BG)

riceviamo e diffondiamo:

 Organizzato da Black Stage Serigrafia
SU ISCRIZIONE: a numero chiuso max 10 persone con sottoscrizione.

GIOVEDì M21/05, 28/05 E 4/06
dalle 18.30 alle 20.00

1°INCONTRO:
Introduzione alla serigrafia DIY - conosciamo insieme i materiali necessari ed impariamo a costruire un telaio e a prepararlo per la fotoincisione.

2°INCONTRO:
Approfindimento sulla fotoincisione, come incidere un telaio partendo dal disegno.

3°INCONTRO:
A telaio completato si inizia la fase di stampa - impariamo le tecniche, conosciamo i colori e le fasi dell'asciugatura.

Se hai possibilità porta: grembiule/vestiti brutti, sparapunti, sega e cacciavite a croce.

PER INFO E ISCRIZIONI SCRIVERE A:
lab.lazona@gmail.com

@Laboratorio Anarchico LA*ZONA
via bonomelli 9 Bg

23 aprile 2015

BERGAMO: 25 APRILE SPEZZONE ANTI-ISTITUZIONALE&AUTOGESTITO..DOPO TUTT* IN PIAZZA DANTE

riceviamo e diffondiamo:
25 APRILE 2015
Concentramento h.9.00 - piazzale stazione ffss
25 aprile, nulla è cambiato..
il fascismo mai se n'è andato!
noi lotteremo sempre di più..
li appenderemo tutti quanti a testa in giù!

SPEZZONE ANTI-ISTITUZIONE ED AUTOGESTITO
segui il jolly roger!
Laboratorio Anarchico LA*ZONA
via bonomelli 9 BG
lab.lazona@gmail.com
DOPO CI SPOSTIAMO TUTT* IN PIAZZA DANTE!
Pranzo a cura del COORDINAMENTO COLLETTIVI E STUDENTI BG
e  a seguire JAM:
freestyler, beatboxer, open mic & Dj!
SPIN THAT SHIT CLICK - rap autoctono
NO CHAPPI? BOURGEOIS!  -  rap delirante da Genova
Durante tutto il pomeriggio saranno presenti banchetti, materiale, beveraggio e bellaggente!


22 aprile 2015

LUCIO, FRA E GRAZIANO SPOSTATI AL CARCERE DELLE VALLETTE PER IL PROCESSO

riceviamo e diffondiamo:
 

Da lunedì 20/4 i tre compagni Lucio, Francesco e Graziano si trovano al carcere delle Vallette di Torino, dove giovedì 23 aprile alle 9.00 si svolgerà la prima udienza del processo a loro carico. L'udienza sarà a porte chiuse, tuttavia è indetto un presidio davanti al tribunale di Torino, per esprimere solidarietà a complicità ai compagni processati.

SABOTAGGIO COMPAGNO DI CHI LOTTA
(.pdf) Un breve testo che verrà distrubuito durante il presidio.

GIOVEDì 23 APRILE ALLE 9.00 AL TRIBUNALE DI TORINO: PRESIDIO IN SOLIDARIETA' A LUCIO, FRANCESCO E GRAZIANO.

LETTERA DI CARLOS LOPEZ "CHIVO" DALLA CLANDESTINITA'

riceviamo e diffondiamo:

Compagni, scrivo queste brevi righe con l’intenzione di far conoscere la mia attuale condizione di vita, che da una prospettiva molto particolare ho deciso portare avanti per via di una serie di situazioni che si sono venute a creare nel recente contesto della lotta individuale e/o sociale e la repressione contro quest’ultima.

C’è una lunga lista di compagni e compagne che sono stati pressati e investigati per l’attività anarchica degli ultimi tempi qui nel paese, in particolare nella zona centro e sud, facendoli pedinare per osservare i loro movimenti e la gente con la quale si organizzano, mandando fottute spie schifose per prendere informazioni, segnalando i compas stranieri di finanziare le lotte e una lunga serie di eccetera; anche quando avvenne la detenzione che mi ha portato in carcere insieme alle mie compagne d’affinità Amelie e Fallon, hanno cercato di vincolare molte persone dell’ambiente libertario/anarchico per legarle al nostro caso (5E), perquisendo alcune case per cercare delle “prove” (senza riuscirci) e così avere maggiori argomentazioni per dare un duro colpo all’interno del piccolo mondo acrata.

Tutto ciò portò al successivo arresto del compagno “Tripa” [1] (oltre alla persecuzione di altri compagni che dovettero allontanarsi) e fortunatamente in quel momento si è potuto contare sulla opportuna reazione dei compas del GASPA [2] per tirarlo fuori d’immediato visto che le accuse erano infondate. Subito dopo (Tripa) decise di fuggire e non è che avesse molta scelta visto che, accusandolo dei suoi precedenti “delittuosi”, cercavano di legarlo alle indagini di terrorismo, sabotaggio e altre stronzate che volevano accollarci, non gli restavano molte alternative che prendere quella decisione.

Per simili ovvietà e avendo la facoltà di scegliere liberamente, ho deciso prendere il cammino della fuga per varie ragioni, principalmente per la mia stessa sicurezza e quella degli altri compagni visto il tipo di persecuzioni che stanno prendendo il via. Non sarò né il primo ne l’ultimo a farlo, nell’aver scelto un percorso di lotta che in parte si accompagna con il riappropriarmi della mia stessa vita ma anche del lato violento, frontale e refrattario contro ogni autorità; per cui non è che sia cosa da eruditi capire che sarai nella mira di investigatori e pubblici ministeri che cercheranno di relazionarti/immischiarti in ogni caso di azione diretta che si generi nel campo di battaglia, e nel mio caso essendo uscito con la misura cautelare della firma è chiaro che mi avrebbero tenuto a disposizione per arrestarmi nuovamente quando gli venisse voglia, piacere che non voglio dargli, almeno nella misura delle mie possibilità.

Oltre a non avere la minima intenzione di collaborare con il fottuto teatrino giuridico che sarebbe venuto dopo la mia scarcerazione, è dal primo momento della mia liberazione fisica che ho deciso non essere la loro preda, per il fatto di tenermi controllato tramite la periodica visita al posto dove si suppone che dovrei andare per lì plasmare la mia orrenda firma per un altro anno e mezzo e per questo ho optato per non presentarmi il giorno dopo (la scarcerazione) davanti il giudice cercando di dare un taglio a questa che io interpreto come una forma di persecuzione.

Questo non vuol dire che mi allontani dalla lotta o che sia pentito di quello che devo vivere per portarla avanti, al contrario, continuerà ad essere il fattore personale principale che mi spingerà a questa facciata insurrezionale verso lo sconosciuto della libertà. Anche “dal di fuori” si può continuare la quotidianità dell’attacco permanente nelle sue ampie forme e contenuti, cercando di dar seguito ai miei progetti altrove ma con le stesse visioni, avendo chiaro che non è la pretenzione di portare avanti la mia lotta dalla clandestinità, né cercare una forma specializzata o superiore di attacco, ma sapendo che queste sono parte delle conseguenze che dobbiamo affrontare e mettere in conto nel transitare per questi sentieri del conflitto, nel fare le cose che crediamo e come lo crediamo possibile e necessario.

Ho sempre saputo che opponendomi ferreamente alle forme di subordinazione e contenuti ideologici che i tecnici della menzogna democratica utilizzano per mantenere i loro privilegi e lo stato di cose, avrebbe portato con sé circostanze avverse a quelle che qualsiasi persona “normale”vorrebbe per la propria vita, però visto che io non voglio essere questo tipo di persona normale e accettare di essere uno schiavo fra tanti, mi compiaccio di fare le cose in questa maniera, come farebbe qualsiasi irriducibile andando avanti partendo dalla sua maniera di percepire le cose.

Dal lato comodo, per me sarebbe stato molto meglio dopo essere uscito di prigione e aver calpestato la strada, vedere familiari, amici e stare al fianco della mia amata figlia; così come stare al fianco dei compagni, compagne e affini di diversa tendenza per continuare ad agire assieme; ma so che questo non è un gioco e che la lotta va portata avanti fino alle ultime conseguenze, è necessario darle la serietà richiesta per cui esistono occasioni in cui è necessario prendere decisioni che possono essere dolorose per via dell’allontanamento fisico con le persone amate. Ê per questo che vedo nella fuga non la unica via d’uscita però allo stesso tempo la più vicina alla visione che ho della situazione; tra le varie cose, ho ritenuto adeguato agire in questo modo per quello che ho già detto prima riguardo il non dare agio a persecuzioni e tentativi di vincolarmi in futuri atti violenti simili a quelli per cui sono stato prigioniero, e di conseguenza vincolare anche altri compagni e coloro che si incrocia sul cammino; è chiaro che sappiamo di cosa si avvale lo Stato e i suoi sbirri della legge e dell’ordine e (dico ciò) non per paura, bensì partendo dal fatto che prendersi cura dei e delle nostre (compagnx) è anch’esso un atto insurrezionalista.

Parte della mia insurrezione individuale consiste nella rottura con ogni forma di incatenamento e come parte preponderante è necessaria la costante distruzione di qualsiasi relazione personale/sociale emanata dall’odiato nemico Stato/Capitale e qualsiasi autorità dalla quale continuo a dichiararmi in guerra permanente nell’ambito delle mie possibilità; tali relazioni riflesse nella società alienata che riproduce solo quello che impara nei suoi istituti educativi e religiosi, nei mezzi d’informazione e di produzione economica/tecnologica, così come le sue forme di condotta negli aspetti quotidiani che conducono solo alla dominazione e, dovuto a ciò, la mia necessità di non partecipare nel gioco giuridico di essere un “buon cittadino” che possa dimostrare che il castigo usato tramite le leggi e i suoi mentori funzionano, vaffanculo!

Per questo, preferirei morire nel tentativo, prima di cercare qualche concessione, mediazione, aiuto o patto con lo stesso nemico che cerco di distruggere, intendendo che ognuno ha le proprie prospettive o maniere di fare le cose, rispettando ciò che ognuno faccia con le sue lotte e appoggiando quelle con cui mi sento in affinità o che almeno mostrino certa ostilità verso il nemico; però questa è la mia e a questa mi attengo.

Senza aggiungere altro, un forte abbraccio a chi arrivi a leggermi, in special modo alle mie amicizie, compagni e compagne di lotta, ai miei familiari e a tutti quelli che si identificano nella lotta contro il potere in tutte e ognuna delle sue sfaccettature. La lotta continua, non riconoscendo la situazione come premessa del finale ma solo la continuazione del libero agire.

¡PER LA LIBERTÀ DEI E DELLE PRIGIONIERX NEL MONDO!

¡PER LA SOLIDARIETÀ CON COMPAS IN FUGA, CHE IL VENTO CANCELLI LE VOSTRE TRACCE!

¡PER LA DISTRUZIONE DEL POTERE IN TUTTE LE SUE MANIFESTAZIONI!

¡SOLIDARIETÀ CON I COMPAS IN SCIOPERO DELLA FAME!

¡GUERRA SOCIALEOVUNQUE!

¡VIVA LA ANARCHIA!

Carlos López “Chivo”
Da qualche posto del mondo
5 aprile 2015




[1] In quel periodo Mario López (detto Tripa) era in libertà condizionale, per cui doveva recarsi ogni settimana a firmare presso un giudice. Il 20 gennaio 2014 dopo aver firmato, venne trattenuto su richiesta della PGR (Procura Generale della Repubblica) per una presunta indagine in corso. Successivamente viene arrestato per aver violato la Legge Federale su Armi e Esplosivi nel giugno 2012, reato per cui aveva passato circa sei mesi in carcere ed era stato fatto uscire pagando una cauzione. Mario viene scarcerato dopo una decina di giorni pagando una cauzione e in quel momento decide di darsi alla fuga (Qui una sua lettera dove spiega la sua presa di posizione: http://reporter.indivia.net/prima-lettera-pubblica-di-mario-lopez-el-tripa/)

[2] Gruppo di Avvocati Solidali con i Prigionieri Anarchici

RADIOCANE: IL SIGILLO (CHE NON C'E') SULL'AULA C

riceviamo e diffondiamo: 
 
Bologna, aprile 2015: procura, questura e rettorato decidono di porre 
fine all’esperienza dell’Aula C, dopo venticinque anni di vita. Un altro 
passo nel processo di azzeramento di ogni realtà autonoma nelle 
Università italiane, ma anche un ulteriore tassello nella dinamica di 
gentrificazione del centro bolognese.
 
ascolta:
 
 
http://www.radiocane.info/aula_c/

RADIOCANE: UN'AUTOSTRADA SULLA DIOSSINA-PEDEMONTANA


riceviamo e diffondiamo:
Seveso, nella toponomastica del disastro, è un nome che dovrebbe evocare immediatamente diossina, veleni dispersi nell’aria e depositati nei terreni, rischio salute per la popolazione. Non un incidente, l’esplosione dell’Icmesa di trentanove anni fa, ma un crimine, come ebbe a dire a suo tempo Maccaccaro, nonché l’oggetto di uno scientifico processo di rimozione collettiva. Oggi, su quel territorio gli architetti del sistema Pedemontana, particolare filamento della ragnatela infrastrutturale lombarda, vorrebbero costruire un pezzo di autostrada, mettendo a rischio per una seconda volta le popolazioni locali.
Anche in vista della manifestazione di sabato 18 aprile 2015, ci siamo fatti descrivere questo scellerato progetto da un compagno del Coordinamento No Pedemontana.

ascolta
http://www.radiocane.info/unautostrada-sulla-diossina/

20 aprile 2015

BERGAMO: LA ROTTA DEI PIRATI E DELLE PIRATESSE CONTINUA...

Bergamo:
in viale venezia la rotta dei pirati e delle piratesse continua!
Occupati altri 3 appartamenti..per un totale di 8 appartamenti liberati!
APRIRE UNA PORTA PER APRIRNE 1000!
 

APPELLO ALLA SOLIDARIETA' CON GLI/LE IMPUTAT* PER I FATTI DEL 15 OTT. 2011

riceviamo e diffondiamo:

Il 15 ottobre 2011 c'eravamo tutti e tutte

Sono passati tre anni e mezzo da quella giornata di rivolta che attraversò le vie centrali di Roma.
Il 15 Ottobre 2011 è stata una giornata di mobilitazione internazionale, composta da manifestazioni con caratteristiche diverse che si sono tenute in oltre 900 città del mondo. A Roma è stata una giornata di lotta in cui tanta rabbia quotidianamente accumulata per la miseria cui il sistema di sfruttamento capitalista vorrebbe costringerci, si è riconosciuta, ritrovata in piazza, ed è esplosa.

La minaccia di tanta spontanea e degna rabbia è suonata subito come un forte campanello di allarme per un potere che ha deciso di replicare scatenando nelle strade la risposta dei “tutori dell’ordine”: decine di persone sono state ferite e arrestate nel tentativo di fare da monito a tante altre, cercando di distribuire paura e rassegnazione.
Sin dalle prime ore in piazza, l’utilizzo in chiave delatoria di molte immagini che correvano sia sui media di regime che su internet, ha consentito di arrestare, processare e condannare molti manifestanti.
L’accusa utilizzata contro diversi manifestanti è stata quella di “devastazione e saccheggio”, la stessa messa in campo contro chi era nelle strade di Genova durante le giornate del Luglio 2001 e ormai applicata sistematicamente nella repressione delle lotte fino al corteo antifascista di Cremona.
Attraverso l’utilizzo del reato di “devastazione e saccheggio”, di fatto, si è già arrivati, oltre alle condanne per gli stessi fatti di Genova 2001 e di Milano nel 2006, a pesanti condanne nei confronti di tanti compagni nel primo appello del secondo filone processuale per la giornata del 15 Ottobre 2011 a Roma. Oggi, la stessa accusa viene replicata per gli accadimenti del 15 Ottobre 2011, contro altre 18 persone tuttora sotto processo, con 3 di loro accusate inoltre di tentato omicidio per la resistenza all’attacco militare dei blindati in piazza San Giovanni.

In questo contesto è necessario, come abbiamo fatto sino ad oggi, non far passare sotto silenzio ciò che sta accadendo nelle aule della loro “giustizia”.
Non possiamo lasciare e non lasceremo nell’isolamento nessuna delle persone colpite duramente dallo Stato. Dobbiamo costruire attorno ai compagni/e condannati e/o processati reti di solidarietà reale sempre più forti e capillari. Anche a partire da questa vicenda troviamo la capacità e la forza collettiva per portare nei territori, percorsi di autorganizzazione, lotta, ribellione e liberazione delle nostre vite sempre più estesi ed incisivi.
A breve si chiuderà, quindi, il primo grado del processo contro 18 di noi ed il rischio di condanne pesantissime e di richieste di risarcimenti ingenti è reale. Tra le 18 persone ancora sotto processo c’è anche Chucky, compagno di tante lotte suicidatosi lo scorso settembre, che non smetteremo mai di ricordare.

Invitiamo tutte e tutti ad impegnarsi nelle proprie città e a mobilitarsi, per non lasciare nessun@ sol@, perché pretendere la libertà di tutte e tutti i condannati e/o sotto processo è fondamentale per conquistare un presente ed un futuro migliore.

Mobilitiamoci durante le udienze dell’11 e 12 maggio, quando il Pm Minisci terrà la requisitoria con le richieste di condanna.

12 MAGGIO, ORE 11, PRESIDIO SOLIDALE A PIAZZALE CLODIO, DAVANTI IL TRIBUNALE DI ROMA.

COSTRUIAMO NELLE CITTA’ INIZIATIVE DI LOTTA DIFFUSE ED EFFICACI.

Sottoscriviamo alla cassa di solidarietà:

Bollettino di conto corrente postale
CCP n. 61804001
intestato a: Cooperativa Culturale Laboratorio 2001
Via dei Volsci 56 – 00185 Roma
Causale: “15 Ottobre”

Bonifico bancario intestato a:
Cooperativa Culturale Laboratorio 2001
Codice IBAN: IT15 D076 0103 2000 0006 1804 001

ll 15 ottobre 2011 c’eravamo tutti e tutte.
La solidarietà è necessaria.


Le compagne e i compagni di Roma