12 settembre 2015

SORVEGLIANZA SPECIALE E OBBLIGO DI SOGGIORNO PER CHIARA



È il Tribunale di Teramo il primo a rispondere positivamente all’appello lanciato negli ultimi mesi da diverse Questure italiane, isole comprese, sulla necessità di mettere sotto Sorveglianza speciale alcuni sovversivi, così da toglierseli una buona volta dalle scatole, e toglierli dalle strade.
Ad essere raggiunta in questi giorni dalla sentenza di applicazione della Sorveglianza speciale per diciotto mesi è stata Chiara, attualmente detenuta agli arresti domiciliari per l’attacco contro il cantiere del Tav di Chiomonte del maggio 2013.
Dopo l’udienza dello scorso 4 giugno in cui si è discusso della misura non si può certo dire che i giudici teramani abbiano avuto molta fretta nel certificare la pericolosità sociale di Chiara, e del resto nel suo caso non c’era proprio alcuna urgenza.
Essendo infatti Chiara agli arresti domiciliari, la Sorveglianza speciale rimane per ora chiusa in un cassetto e inizierà ad essere applicata solo quando terminerà la detenzione domiciliare.
Solo allora diventeranno quindi esecutive le prescrizioni che caratterizzano la “sua” Sorveglianza: obbligo di vivere onestamente; obbligo di restare in casa tra le 20 (o le 21 nei mesi di ora legale) e le 7 del mattino, e nelle restanti ore di comunicare all’Autorità locale di pubblica sicurezza ogni allontanamento dalla propria dimora; obbligo di presentarsi all’Autorità locale di pubblica sicurezza ogni qualvolta questa lo richieda, e di portare con sé una copia della Carta di permanenza in cui è attestato lo status di Sorvegliata speciale; divieto di frequentare persone che hanno subito condanne o sono sottoposte a misure di prevenzione o di sicurezza; divieto di partecipare a pubbliche riunioni e di detenere armi.
A questa misura è stato poi aggiunto l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza che, oltre a vietare di uscire dai confini del proprio comune, aggrava notevolmente le sanzioni previste per eventuali violazioni delle prescrizioni sopra elencate, fino a prevedere l’arresto in flagranza e una successiva condanna da uno a cinque anni di carcere.
Una misura niente male, insomma.
E pensare che per convincere i giudici della bontà della richiesta della Questura teramana non è che ci sia voluto poi molto: il giorno dell’udienza la procuratrice non ha proferito parola, limitandosi ad associarsi alle motivazioni questurine. I giudici dal canto loro non si sono sforzati granché nell’argomentare la loro decisione evincendo la pericolosità sociale «dall’appartenenza a frange estreme organizzate ideologicamente orientate e dalla tenuta di plurime condotte riconducibili a quelle tipiche dell’area di provenienza». La ciliegina sulla torta, naturalmente messa su un piano di assoluto rilievo, è l’attacco contro il cantiere di Chiomonte. Le tante pagine imbrattate dagli scribacchini di Questura e tribunale ruotano tutte, sostanzialmente, attorno a questi tre elementi: Chiara e il suo essere anarchica, i comportamenti “disdicevoli” - anche quelli non penalmente rilevanti - da lei tenuti nel corso delle varie lotte cui ha partecipato negli anni e l’azione di sabotaggio per cui si trova attualmente ristretta. Nel mescolare in vario modo questi tre ingredienti condendoli un po’ con tutte le salse gli inquirenti non rinunciano però a qualche invettiva e valutazione psicologica, infilandosi sopra la divisa l’abito talare e quello dello psicanalista dipingono Chiara come un «elemento di pessima condotta morale» che manifesta una «naturale e innata attitudine a delinquere» e una «perdurante insensibilità agli stimoli esterni virtuosi». Altro pezzo degno di nota, infine, quello in cui i giudici spiegano perché sia necessaria anche l’imposizione del soggiorno coatto nel Comune di residenza: «consentire un più vigile e penetrante controllo» al fine di «inibire la proliferazione del c.d. fenomeno di esportazione criminale». Una definizione, legnosa e contorta come solo le frasi in giuridichese sanno essere, che ripropone la tradizionale visione del mondo delle autorità. Quella secondo cui le lotte, con tutta la loro necessaria carica di illegalità, siano opera di untori: rinchiudendo, isolando e confinando questi la pace sociale tornerà quindi a regnare. Vana illusione. I conflitti sociali infatti, per quanto non siano inseriti in alcuna tabella degli alimenti ecosostenibili, sono prodotti rigorosamente a “km 0″.

macerie @ Settembre 8, 2015

ATTACCO INCENDIARIO CONTRO CENTRO UNIVERSITARIO DI RICERCA NANOTECH E CHIMICA IN BELGIO

Dai media locali del 28 agosto 2015 - via Cette Semaine




Belgio - Verso le 3.20 della notte, un incendio ha distrutto parte della facciata del centro di ricerca nanotecnologica e chimica dell'Université Catholique a Louvain, nella regione di Celestijnenlaan. L'attivazione dell'allarme anti-incendio ha favorito il rapido arrivo dei pompieri, tuttavia parte del rivestimento esterno è stato distrutto dalle fiamme, alte oltre 6 metri.

L'attacco è stato effettuato posizionando uno zaino contenente materiale infiammabile e innesco in prossimità della sala macchine della struttura.

8 settembre 2015

RADIOCANE: ROMA '74 - MEMORIE DI UNA BATTAGLIA

riceviamo e diffondiamo: 



Era l’inizio di Settembre. Uno spontaneo insieme di famiglie abitava da
mesi un palazzo occupato in un quartiere di periferia quando su 
decisione del governo la polizia arrivò in forze e buttò tutti per 
strada…
 
Così inizia questa storia così simile a tante altre di ieri e di oggi.
 
Quello che segue però è soprattutto il racconto di ciò che accadde dopo.
Il ricordo di una battaglia che tra il 5 e l’8 Settembre del ’74 
coinvolse l’intero quartiere di San Basilio, e non solo, in una dura 
lotta di strada contro governo e polizia. Un ricordo vivido nel suo 
significato più indimenticabile: fu una ribellione giusta in cui nessuno 
chinò la testa; e allo stesso tempo un ricordo cangiante rielaborato 
attorno a piccoli dettagli e aneddoti consegnati ad un’oralità 
fluttuante come la memoria.
 
L’intreccio di quattro voci in maniera diversa coinvolte nella battaglia 
– una madre occupante, una ragazza solidale, uno scassinatore dalle idee 
chiare, un compagno di Lotta Continua – restituisce quindi solo uno dei 
racconti possibili di quei giorni memorabili, ma non per questo meno 
vero di altri. La sua forza sta forse nella parola viva che richiama in 
campo il sommerso, il rimosso: la comunità spezzata; la morte di un 
ragazzo;la violenza subita. Ma anche: la comunanza possibile; la forza 
scatenabile; la gioia del battersi insieme.
Nonchè la necessità di autodifendere tutto questo.
 
In fondo è giusto così: non si può avere memoria unica di una battaglia. 
In quanto evento corale necessita di un racconto altrettanto corale.
L’epica minima delle classi subalterne non ha forma più propria che 
l’oralità collettiva.
 
Buon ascolto.
 
*Ringraziamo ProgettoSanBasilio per il prezioso lavoro di ricerca sul 
campo da cui abbiamo tratto le testimonianze audio e invitiamo chiunque 
volesse saperne di più a guardare il documentario La Battaglia 
presentato per la prima volta in questi giorni a Roma.
 
ascolta:
 
http://www.radiocane.info/roma-74-memorie-di-una-battaglia/

COPENHAGEN: A PROPOSITO DELLA RECENTE REPRESSIONE..

denmark
Alle 5.30 del mattino di giovedì 13 agosto il collettivo anti-autoritario Bumzen è stato attaccato da una banda di poliziotti mascherati dell’unità anticrimine. Erano seguiti da un esercito di poliziotti in tenuta antisommossa che hanno ammanettato tutt* i/le presenti nell’edificio in quel momento. La scusa fornita è che cercavano dei/lle partecipant* a una manifestazione selvaggia di *Riprendiamoci la strada* svoltasi il fine settimana precedente. Eppure per noi è evidente che si è trattata di un’operazione politica contro le infrastrutture del movimento radicale.
Nonostante durante l’irruzione fossero presenti circa 25 persone, a nessuna delle quali è stato permesso di sorvegliare la polizia mentre questa perquisiva a fondo le camere e le loro cose. La polizia ha scelto gli/le individui che hanno ufficialmente residenza a Bumzen, e li ha portati al commissato con accuse che rientrano nel paragrafo 134a, participazione a una sommossa.
Nella stessa mattinata ci sono state delle irruzioni in tre altri posti. Due diciassettenni sono stati arrestati e piazzati in custodia cautelare, accusati di aver sfasciato la vetrina di una banca a Østerbro, nonostate il fatto che siano minorenni e che l’accusa di vandalismo sia piuttosto grave.

Sabato 15 agosto si è svolta una manifestazione da Blågårds Plads fino a Bumzen, dove c’era la cucina. I fondi raccolti vengono donati ai prigionieri.
Contro la repressione e la violenza della polizia Solidarietà con i prigionieri

Fonte 

SPOSTAMENTO IN UN NUOVO SPAZIO DOPO LO SGOMBERO DEL BINARIO 68 OCCUPATO

riceviamo e diffondiamo:

A seguito dello sgombero del Binario68, l'occupazione dell'ex edificio postale sito in Via Leuca è stata la risposta immediata alla repressione scellerata della polizia.
In quei due giorni di occupazione dello stabile ci siamo confrontati cercando di immaginare uno spazio in cui costruire progettualità a lungo termine.
Accettando questi giorni come una fase transitoria, ci si è quindi sforzati di individuare un luogo adatto alle nostre esigenze ed a quelle della città. Sentiamo la necessità di dover rimanere vicini ad essa, per poter coinvolgere tutt* gli interessati, i solidali ed i curiosi. Per poter essere presenti sul territorio.
Abbiamo quindi individuato un nuovo spazio, anch'esso abbandonato da tempo e dimenticato. Si tratta dell'ex mattatoio sito in Via San Nicola, quella stessa struttura che suscitò indignazione per essere stata una vera e propria discarica a cielo aperto. È importante essere in tanti a collaborare per la sistemazione dello spazio, quindi invitiamo tutt* coloro che hanno voglia a portare solidarietà ed aiutare nei lavori. Per tutta la giornata ci saranno pulizie all'interno del posto. Alle 13.30 pranzo sociale. Alle 19.00 Assemblea Pubblica e dalle 21.00 in poi Dj set.
OCCUPIAMO ANCORA UNA VOLTA, IN CONTINUITÀ CON QUELLO CHE ABBIAMO SEMPRE FATTO CONTRO AUTORITÀ E REPRESSIONE. PER L'AUTOGESTIONE E PER LA LOTTA!

SABOTATO RIPETITORE WIND IN SOLIDARIETA' AI/LLE COMPAGN* COLPITI/E DALLA REPRESSIONE

riceviamo da mail anonima e diffondiamo:

2 settembre, Strada Saliceta: alcuni cavi di un ripetitore Wind vanno a fuoco.
Sabotiamo le strutture complici del controllo sbirresco.
Libertà per Pippo, Tommy e Andrea accusati di aver incendiato l'abitazione di un fascista.
Solidali con i compagni colpiti dalle richieste di sorveglianza speciale in Trentino e in Sardegna.
Fuoco agli ingranaggi dell'ordinaria repressione.

Fonte

NO TAV: 8 ARRESTI DURANTE UN'INIZIATIVA IN VAL CLAREA

Apprendiamo che sabato 5 settembre sono stati arrestati 8 compagni/e a seguito di un'iniziativa contro il della Val Clarea.Si tratta di due notav di Bologna, uno studente delle superiori di Torino, che attualmente si trova nel carcere minorile di Torino, altri 4 studenti universitari ed un ragazzo del centro sociale Askatasuna.

Seguiranno aggiornamenti.

Germania: un'altra poliziotta infiltrata a Rote Flora

poliziotta_infiltrataTra il 2000 e il 2006, una poliziotta si era infiltrata nello squat "Rote Flora" di Amburgo, il suo nome era Iris Plate ed era stata smascherata soltanto nel 2013 per caso.  I militanti di questo squat ci hanno messo otto anni per smascherare la loro falsa compagna che, dal 2000 al 2006 sotto il falso nome di Iris Schneider, si era distinta come una militante dura e pura, molto devota alla vita del centro. La talpa era anche riuscita a prendere le redini di un programma su FSK, una radio comunitaria vicina agli squatter. Come Mark Kennedy, l'ufficiale di Amburgo ha moltiplicato le scappatelle romantiche con i compagni che sorvegliava. Nel 2006, Iris si allontana dal Rote Flora per andare, a suo dire, negli Stati Uniti. Nel settembre 2013, una militante la incrocia per caso alla stazione di polizia: Iris Schneider si chiama in realtà Iris Plate e lavora ormai al "servizio di prevenzione contro l'estremismo islamico".È possibile visualizzare i dettagli di questa storia in questo articolo che abbiamo scritto l'anno scorso

Apprendiamo ora che un'altra poliziotta, Maria Böhmlichen (nome da infiltrata "Maria Block") si è infiltrata nel Rote Flora tra il 2009 e il 2012, al fianco di militanti anarchici e anticapitalisti. Ha partecipato a numerosi vertici e contro-vertici in Europa: COP15 a Copenaghen nel 2009, il No Border Camp a Lesbo nel 2009, il No Border Camp a Bruxelles nel 2010. Ha avuto rapporti di amicizia con diversi attivisti e almeno una relazione sessuale; si è servita di questa vicinanza per infiltrarsi ancora di più nel movimento. Ha inoltre partecipato a diverse azioni criminali e passibili di sanzioni penali.
Un manifesto con l'immagine di Maria Böhmlichen e il suo "cv" circola per evitare che si infiltri in altre strutture. Si può vedere questo manifesto in PDF qui.

Traduzione a cura della redazione  di Infoaut

5 settembre 2015


REPORT DI UN MESE DI GUERRIGLIA IN TURCHIA

riceviamo e diffondiamo:


L'ufficio stampa delle HPG (Unità di difesa del popolo) ha rilasciato il bilancio di guerra dell'ultimo mese in Kurdistan.
Le Hpg hanno sottolineato che Erdoğan e il governo dell'AKP hanno avviato una guerra contro le forze democratico rivoluzionarie del popolo del Kurdistan dopo la sospensione del processo di negoziazione, di fronte ai successi ottenuti dalle popolazioni del Kurdistan del nord nelle elezioni del 7 giugno.
Le HPG hanno dichiarato che questa concezione di guerra, che era già iniziata con l'isolamento aggravato del leader curdo Abdullah Öcalan, ha raggiunto una nuova dimensione con gli attacchi globali lanciati contro il movimento curdo a partire dal 24 luglio.
La dichiarazione ha sottolineato che gli attacchi aerei e le operazioni contro le forze di guerriglia nelle zone di difesa della Medya sono state condotte come parte della guerra più intensa di annientamento degli ultimi anni.
Ricordando che gli attacchi aerei hanno anche preso di mira molti insediamenti civili,a seguito dei quali 8 persone del posto sono state uccise nel villaggio di Qandil di Zergelê.
Le HPG hanno affermato che le forze di sicurezza turche d'altra parte hanno attaccato e assassinato giovani che hanno resistito a Silvan, Varto, Silopi and Cizre nel Kurdistan del nord.
Le HPG hanno dichiarato che i guerriglieri hanno risposto con azioni efficaci a questi massacri e attacchi che hanno preso di mira la volontà democratica delle popolazioni di Turchia e Kurdistan nel Kurdistan del nord,e i colpi di annientamento contro le zone della guerriglia nel Kurdistan del sud.
Le HPG hanno elencato i seguenti dati del bilancio di guerra dal 24 luglio.

Voli di ricognizione di veicoli aerei senza equipaggio: 44
Operazioni dell'esercito turco e scontri: 62
Attacchi con elicotteri di tipo Cobra:25
Attacchi con carri armati,obici e mortai:217
Attacchi aerei con caccia:87
,15 dei quali sono stati condotti nel Kurdistan del nord e 72 nelle zone di difesa della Medya.

Azioni delle forze della guerriglia:191
Soldati uccisi negli scontri:394
Soldati feriti nelle azioni e negli scontri: 142
Funzionari di polizia uccisi:16
Funzionari di polizia feriti:36
Membri di corpi speciali uccisi:61
Membri di corpi speciali feriti:33
Veicoli danneggiati:63 inclusi 10 elicotteri e 3 carri armati
Veicoli distrutti:50 inclusi due carri armati
Veicoli bruciati:74
Azioni di chiusura di strade:50

Le HPG hanno dichiarato che i guerriglieri hanno sequestrato una grande quantità di munizioni appartenenti all'esercito turco
Mentre non è stato possibile verificare i risultati di 54 azioni condotte dai guerriglieri,le azioni di sacrificio a Van, Adana, Ağrı-Bazid e di Istanbul non sono incluse nelle cifre annunciate nel bilancio.
Le HPG hanno dichiarato che 42 guerriglieri hanno pero la loro vita nel corso dell'ultimo mese,tra di essi 18 sono caduti in operazioni e scontri,16 negli attacchi aerei e 8 in azioni di auto sacrificio.
Il comunicato riporta che 32 civili hanno perso la loro vita negli attacchi dell'esercito turco nel Kurdistan del nord e nel massacro di Zergelê massacre nel Kurdistan del sud dal 24 luglio. 
 

TORINO: ARRESTI DOMICILIARI A MATTIA, DAMIANO, NICOLA E LUCA

riceviamo e diffondiamo:

Solidarietà agli arrestati
Ieri la procura di Torino ha emesso 6 misure cautelari. Francesca e Donato sono stati portati alle vallette mentre Mattia, Damiano, Nicola e Luca si trovano agli arresti domiciliari con restrizioni su comunicazioni e visite.
Essi sono accusati di aver partecipato al corteo del 28 marzo svoltosi a Torino contro Salvini e la Lega.
Quel giorno a Torino centinaia di persone cercarono di impedire il comizio di Salvini, protetto da decine di celerini e poliziotti.
Ci furono 8 fermi e un arresto e Salvini subito dopo il corteo chiese pubblicamente che le persone che quel giorno manifestarono fossero punite.
A distanza di 6 mesi é stato accontentato.
Noi del barocchio squat non possiamo che essere vicini e solidali con gli arrestati di ieri e opporci con fermezza alle politiche razziste e omofobe portate avanti dalla Lega nord e non solo.
Ricordiamo a tutti e tutte che domenica 6 settembre alle 19.00 ci sarà un presidio sotto il carcere delle Vallette in solidarietà con Francesca, Donato e tutti i reclusi!
Tutti e tutte liberi subito

Barocchio Squat

LECCE: NUOVA OCCUPAZIONE

A seguito dello sgombero del Binario68, l'occupazione dell'ex edificio postale sito in Via Leuca è stata la risposta immediata alla repressione scellerata della polizia. In quei due giorni di occupazione dello stabile ci siamo confrontati cercando di immaginare uno spazio in cui costruire progettualità a lungo termine. Accettando questi giorni come una fase transitoria, ci si è quindi sforzati di individuare un luogo adatto alle nostre esigenze ed a quelle della città. Sentiamo la necessità di dover rimanere vicini ad essa, per poter coinvolgere tutt* gli interessati, i solidali ed i curiosi. Per poter essere presenti sul territorio. Abbiamo quindi individuato un nuovo spazio, anch'esso abbandonato da tempo e dimenticato. Si tratta dell'ex mattatoio sito in Via San Nicola, quella stessa struttura che suscitò indignazione per essere stata una vera e propria discarica a cielo aperto. È importante essere in tanti a collaborare per la sistemazione dello spazio, quindi invitiamo tutt* coloro che hanno voglia a portare solidarietà ed aiutare nei lavori. Per tutta la giornata ci saranno pulizie all'interno del posto. Alle 13.30 pranzo sociale. Alle 19.00 Assemblea Pubblica e dalle 21.00 in poi Dj set. OCCUPIAMO ANCORA UNA VOLTA, IN CONTINUITÀ CON QUELLO CHE ABBIAMO SEMPRE FATTO CONTRO AUTORITÀ E REPRESSIONE. PER L'AUTOGESTIONE E PER LA LOTTA!
LECCE 02-09-2015 – I POSTI VANNO E VENGONO MA NOI RESTIAMO.

Dalle ore 23 circa, è stata occupata una nuova struttura in risposta allo sgombero, avvenuto questa mattina, del Binario 68 occupato. Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno espresso solidarietà moralmente e fisicamente in questa lunga giornata.
Dalle prime ore del mattino saremo operativi per risistemare il posto. Chiunque voglia apportare il proprio contributo è il benvenuto.

We`re coming back
(Via di Leuca - Tempi Nuovi) 

COMUNICATO IN SOLIDARIETA' CON GLI ANTIFASCISTI ARRESTATI A PARMA E MODENA

riceviamo e diffondiamo:


I covi dei fascisti si chiudono col fuoco...

solidarietà con Pippo, Andre e Tommi


Quante volte è risuonato nelle strade e nelle piazze questo slogan?

Ogni volta che un gruppo di fascisti ha inaugurato una nuova sede, ogni volta che i nostalgici del Duce hanno manifestato contro gli immigrati, ogni volta che questi servi dello Stato e del capitale hanno aggredito, accoltellato e assassinato un compagno, un migrante, un senza casa, un gay, una lesbica, un trans, un rom.

Spesso quelle parole hanno avuto il sapore amaro della retorica priva di conseguenze, di un collettivo "vorrei ma non posso".

Nella notte fra il 14 e il 15 aprile 2014, invece, ha imboccato la strada dell'azione diretta. Quella notte è andata a fuoco una villa sopra il borgo di Pellegrino Parmense, incendiata da mani anonime. Non una villa qualsiasi, ma un "avamposto", come lo chiamavano i militanti di Caspound, dove, dal 30 agosto al 1° settembre 2013, si era svolto un raduno neofascista a cui avevano partecipato circa duecento persone. Il proprietario della villa è un militante di Casapound.

Quell'angolo dell'Appennino è coperto di cippi che ricordano i tanti partigiani caduti. Persino Cgil e Anpi avevano urlato alla provocazione per quel raduno di camicie nere, invitando le autorità a intervenire. Retorica sui valori della Resistenza, fiducia nello Stato, e nulla più. Come al solito.

Ciò che l'antifascismo istituzionale non ha fatto (né in quei luoghi né altrove), lo hanno fatto un po' di benzina e di diavolina: chiudere un covo fascista.

Il 27 agosto, tre compagni - Filippo, Andrea e Lorenzo - sono stati posti agli arresti domiciliari tra Parma e Modena perché accusati di esseri i responsabili di quell'azione incendiaria.

Non ci interessa sapere se sono stati loro.

Ciò che sappiamo è che sono compagni che abbiamo avuto a fianco nelle lotte di questi anni.

Ciò che sappiamo è che un avamposto neofascista in meno rappresenta un po' più di libertà per tutti.

Da questo ricaviamo tutto quello che ci serve per essere solidali con i tre compagni.

Da questo si può e si deve partire per una mobilitazione che porti Pippo, Andre e Tommi di nuovo fra noi.

In fondo l'alternativa - resa ancora più netta dal clima di caccia all'immigrato che si respira ovunque e che fornisce ai fascisti un terreno ideale di propaganda e di organizzazione - è secca: o si smette di urlare certi slogan, o si assumono e si difendono le conseguenze cui chiamano.


compagne e compagni di Trento e Rovereto


Fonte

2 settembre 2015


LECCE: BINARIO 68 OCCUPATO SOTTO SGOMBERO


Alle sei di questa mattina il binario 68 è stato sgomberato. È accorso un gruppo di solidali che ha fatto sentire la sua voce agli occupanti esprimendo solidarietà e complicità all'occupazione. 

A breve nuovi aggiornamenti.

Stanno sgomberando il Binario 68 Occupato a Lecce. I/le compagn* stanno facendo resistenza sul tetto.

Seguiranno aggiornamenti.