14 maggio 2013

TRENTO: AZIONE SOLIDALE CON MARCO CAMENISCH


Riceviamo da mail anonima:

"TRENTO, VIA MILANO - NELLA NOTTE TRA 1 E 2 MAGGIO INFRANTA VETRINA DI UNA SEDE ALLIANZ LASCIATA SCRITTA: COLPIRE GLI SFRUTTATORI ELVETICI FINCHE' MARCO NON SARA LIBERO"

ASSALTATO IL CANTIERE-FORTINO IN CLAREA*NO TAV!

FONTE

Assaltato questa notte il cantiere-fortino della Clarea da una trentina di persone. Attorno alle 3 del mattino sono stati scagliati al di là delle recinzioni razzi e bengala. Il gruppo, che è riuscito a penetrare nel cantiere, è stato respinto con lacrimogeni e idranti, senza giungere a contatto fisico con le Ff.Oo. Durati pochi minuti gli scontri, han fatto registrare il danneggiamento di un mezzo e di un motocompressore.


8 GIUGNO (BERGAMO): MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO GLI ALLEVAMENTI DI VISONI-CONTRO OGNI FORMA DI SFRUTTAMENTO

SABATO 8 GIUGNO 2013
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
CONTRO GLI ALLEVAMENTI DI VISONI - CONTRO OGNI FORMA DI SFRUTTAMENTO

Anche nella provincia di Bergamo (Antegnate e Misano) stanno per
essere aperti due allevamenti di visoni.Il modello situato, proposto dall'AIAV (associazione italiana allevatori di visoni), e da estendere poi a livello nazionale, consiste nell'integrare l'allevamento da pelliccia ad allevamenti già esistenti. Frammenti di una crisi ormai sistemica che amplifica la logica dello sfruttamento animale. Di fatto, le crisi si alimentano e si auto legittimano dei disastri che esse stesse generano.
La terra, gli animali, umani e non, sono allevati dentro questa catena che assembla e smembra i corpi. Pronti ad alleviare e gestire le sofferenze, pronti ad attivarsi per promuovere il presunto "benessere animale", pronti a trasformare l'opposizione in oggetto mediatico da organizzare, da gestire, da dominare e, così facendo, stravolgendo qualsiasi istanza reale di liberazione: gli "amici degli animali" accorrono!
Una visione d'insieme sulle molteplici forme in cui si manifesta lo sfruttamento dell'uomo sugli animali, dell'uomo sull'uomo, dell'uomo sulla Terra, chiama i sinceri oppositori a riappropriarsi delle parole e del loro senso silenziato, per riscoprire il nostro essere e sentire animale e l'appartenenza alla Madre Terra. Per riscoprire la concordanza tra la parola e l'azione!

CONCENTRAMENTO AL PIAZZALE DELLA MALPENSATA  ALLE h 14.00 - BERGAMO 
All'incrocio tra via carnovali e via don bosco (a 500 mt dalla stazione fs) 

COORDINAMENTO LIBER*SELVADEC
per info, contatti e richieste di copie del manifesto scrivere a: liber.selvadec@autistici.org

L’APERTURA DI DUE ALLEVAMENTI DI VISONI

UNA NUOVA CAMPAGNA CONTRO 
“La forza dei nostri nemici risiede nella forza della paura che dovrà essere vinta dal potere dell’amore. Amore per la nostra Madre Terra, amore per la sua Prole Animale, amore le une per gli altri e amore per lo spirito di resistenza. Nei nostri cuori sappiamo cosa è giusto, dobbiamo avere il coraggio di seguirlo. E adesso avanti, cuori coraggiosi!”
                                                                     Westerne Wildlife Unit dell’ALF
L’apertura imminente di due allevamenti di visoni ad Antegnate e Misano, in provincia di Bergamo, smentisce una semplificata visione che dava il settore dell’industria della pelliccia ormai in crisi e finito.
Non sempre le “crisi” economiche corrispondono alla reale fine di un settore di sfruttamento e, quando si parla di animali, questo si fa più che mai evidente. Se è vero che la “crisi” si è fatta ormai sistemica si potrebbe restare in attesa dell’imminente crollo di determinati settori dello sfruttamento animale.  Anche in questa occasione, la realtà e le pratiche che si mostrano si rivelano essere, immancabilmente, l’opposto. 
C’è anche un altro aspetto che sembrerebbe contribuire alla riduzione degli allevamenti e alla riduzione della vendita delle pellicce: una diffusa sensibilità nei confronti di alcuni animali.  
Secondo noi è di fondamentale importanza, per l’inizio di ogni progetto, l’intendersi non tanto sulle parole ma sul senso che ancora rimane a queste. La sensibilità, o meglio, una reale coscienza di quella che è la situazione degli animali nell’attuale società, è questione assai complessa e non può essere ridotta ad aspetti parziali che non prendono in considerazione la totalità dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sugli altri animali e sull’intero pianeta. Di fatto, anche se tutte/i fossero informate/i su quello che avviene negli allevamenti di visoni, questo non basterebbe di certo a farli chiudere. E, se anche tutte le persone diventassero vegane non si eliminerebbe l’origine dello sfruttamento. 
Se si considerano gli allevamenti come dei lager è una contraddizione enorme affrontare la questione nei termini di "benessere animale" o "conformità alle leggi sui diritti animali". In questa direzione gli allevatori di visoni, capitanati dall’associazione italiana pellicciai e dal suo presidente Boccù, si stanno allineando ai migliori standard protezionisti.  
Come affrontare la questione quando lo sfruttamento animale è garantito e istituzionalizzato? Si può chiedere più diritti all’interno della società dello sfruttamento oppure intraprendere una lotta lunga in cui i risultati sono incerti e spesso non visibili, ma in cui il fine che vogliamo raggiungere, un mondo libero da ogni sfruttamento, è già visibile nei mezzi impiegati. 
La vivisezione, le pellicce, l’industria della carne… non sono aberrazioni o errori all’interno dell’attuale società. Una società tecno-industriale non può fare a meno di sfruttare l’intero vivente. Una sensibilità che vuole veramente essere forza di cambiamento non può non mettere in discussione l’intera società: con le sue nocività, la sua tecnologia e scienza, le sue logiche di dominio e prevaricazione.
Una sensibilità e un’empatia da sole non bastano. In una società piena di opinioni e di “amici degli animali” si rendono necessarie nuove analisi che, riscoprendo una conflittualità, si trasformino in pratiche di opposizione. 
L’apertura dei due allevamenti potrebbe rappresentare un gravissimo precedente e fare da modello apripista, considerando che si pianifica, a Misano, la riconversione di allevamenti di mucche già esistenti. 
La necessità di una campagna contro la loro apertura nasce da un coordinamento di Bergamo: Libèr *Selvàdec formato da varie realtà e individualità già impegnate nel locale e altrove sulla liberazione animale, ecologismo radicale, lotte sociali…
Ci siamo trovati attorno a questo obiettivo spinti anche dal bisogno di costruire una nuova campagna con uno sguardo più ampio che vada oltre il locale. Una campagna altra, che sappia attrarre l’attenzione non solo sugli animali che rischiano di finire scuoiati in questi allevamenti, piuttosto  che contestualizzi ogni singola questione nella società dello sfruttamento. Oltre all’obiettivo specifico è per noi importante ridare un senso e dei contenuti che col tempo abbiamo visto sempre più venire meno per un’immediatezza di consenso effimera tanto quanto ciò che viene espresso. 
Una campagna che, forte della sua critica, sappia andare oltre l’obiettivo immediato, che sappia apprendere sia dai punti di forza sia dai limiti del passato e attuali, sapendosi confrontare senza chiusure. Con una consapevolezza dei legami che intercorrono tra tutte le forme di sfruttamento e di attacco al vivente. Per la crescita di un movimento radicale di liberazione animale e della Terra. 
Per contatti
mail: liber.selvadec@autistici.org
sito: a breve! per info scrivere alla mail.

13 maggio 2013

TEMUCO: CORTE D'APPELLO CONFERMA LA CUSTODIA CAUTELARE PER LA COMPAGNA YARITZA

In seguito al rifiuto della Corte di garanzia di cambiare la custodia cautelare per la compagna Yaritza Grandon il 26 aprile, la difesa ha deciso di presentare ricorso alla Corte d’Appello per cercare di tirare fuori alla compagna della prigione.
Il 2 maggio 2013, la Corte d’Appello conferma la custodia cautelare per la compagna Yaritza, ottenendo un solo voto (ministro Julio Cesar Grandon) di tre per cambiare e concedere l’uscita in strada.
Ricordiamo che Yaritza è stata arrestata insieme ad Roxana y Ariadna accusate di vari attentati dinamitardi a Temuco, formalizzate sotto la legge sul controllo delle armi. Yaritza, in particolare, ha una serie di problemi di psicomotricità fine, che l’ha portata a un trattamento nel Teleton e attualmente la impedisce di essere in grado di manipolare oggetti. La fiscalia, nel suo ridicolo, l’accusa di fare e piazzare bombe.

Solidarietà con le compagne Yaritza e Arianna!
Fino a frantumare le fantasie dello stato!

11 maggio 2013

USA - OREGON: SABOTAGGIO AD UNA LINEA FERROVIARIA

Di seguito il testo, senza alcuna firma,che rivendica il sabotaggio:

A tarda notte del 1° maggio abbiamo sabotato una linea ferroviaria a Central Oregon per interrompere il flusso di merci. Il Capitale dipende più che mai dalla metropoli, il costante flusso di merci, servizi, capitali, informazioni, e qualsiasi interruzione di questo flusso è una piccola vittoria. Abbiamo fatto questa azione in solidarietà con tutti coloro che devono affrontare indagini, la prigionia, e la repressione nel Nord-Ovest. Più si diventa pericolosi e più il pericolo cresce anche per noi stessi, ma noi non ci rannicchiamo di fronte al volto di coloro che vorrebbero controllarci. Abbiamo fatto questa azione ben sapendo il grado di repressione politica nel nord-ovest del Pacifico nel presente. Non perché vogliamo mostrare la nostra sfida o rabbia allo stato, a loro non abbiamo nulla da dire. Abbiamo agito perché il nostro amore per i nostri compagni supera di gran lunga la nostra paura per la repressione, e perché l’amore è un’azione, non un sentimento.Questa azione è stata rapida e facile. Utilizzando fili di rame con le estremità nude, abbiamo avvolto le due estremità del filo intorno alle rotaie e seppellito  la sezione centrale. Questo invia un falso segnale che c’è un treno sui binari, ritardando ogni altro movimento fino a quando il blocco viene tolto.In solidarietà con coloro che resistono al gran giurì, agli indagati, e quelli che, alla faccia dei media e dei massicci preparativi della polizia, riescono comunque a portare un po ‘di distruzione per le strade di Seattle.

AGGIORNAMENTO SU NICOLA ED ALFREDO



riceviamo e diffondiamo:


Tre pubblici ministeri, tre funzionari del Ros e due della Digos genovesi si sono presentati in allegra comitiva al carcere di Ferrara la mattina del 7 maggio 2013, ad un anno esatto dal ferimento dell' AD di Ansaldo Nucleare Adinolfi, per interrogare Nicola e Alfredo. La gita ad alto livello simbolico dei pm Franz, Piacente e Manotti - i primi due per il procedimento Adinolfi e l'ultimo per l' attentato al Ris di Parma - ha incontrato la rituale facoltà di non rispondere dei compagni.

per domande e info: nidieunimaitres@gmail.com

per scrivere ai compagni:

Nicola Gai
Alfredo Cospito
Casa Circ. Ferrara
Via Arginone 327
44122 Ferrara

BERGAMO - CONTESTAZIONE NO.EXPO


Nella serata di martedì 7 maggio, si è svolta una cena  del Rotary Club Bergamo Nord in cui si affrontava il tema “Expo2015 come una straordinaria occasione di crescita (per i ricchi)” presso il ristorate la Perosa nel quartiere Malpensata.

Un gruppo di compagn* ha quindi deciso di far andare di traverso la cena  ai facoltosi sostenitori orobici dell'expo, presentandosi davanti alle vetrate del ristorante e gridandogli a gran voce che i loro malaffari fatti di speculazioni finanziarie, cementificazione massiccia dei territori, precarizzazione delle vite, inquinamento e grandi opere distruttive, con la collaborazione di mafia e criminalità organizzate, troverà sempre degli oppositori pronti a smascherare e contrastare le loro malefatte!

Dopo aver affisso uno striscione, acceso delle torce e letto comunicati, all'arrivo delle volanti della polizia, il gruppo di contestatori ha “salutato” gli attoniti rotariani e si è allontanato per le vie del quartiere presidiandolo fino  al completo allontanamento dei "servitori in divisa" dalle sue strade.

Che i ricchi e gli sfruttatori comincino a non sentirsi più tranquilli nei loro caldi e confortevoli ristoranti e club mentre antepongono i loro sporchi interessi, fatti di devastazione del pianeta e guerra ai poveri, al benessere e all'eguaglianza sociale!!

8 maggio 2013

QUATRO PROCESSO CONTRO LA CCF - UDIENZA 1



FONTE
5 aprile 2013: Quarto processo per il caso della Cospirazione delle Cellule di Fuoco; un altro processo per le azioni della CCF è cominciato nel carcere di Koridallos.

Oltre ai membri della Cospirazione, accusati nello stesso caso vi sono anche Dimitris Politis, Giannis Michailidis, Giorgos Karagiannidis, Alexandros Mitrousias, Kostas Sakkas e Stella Antoniou (che sono anche accusati nel terzo processo che sta avendo luogo anch’esso in questo momento), Kostantina Karakatsani e Panagiotis Masouras.
Theofilos Mavropoulos ha letto una dichiarazione comune degli ora 10 membri della CCF, dopo la quale tutti i membri dell’organizzazione hanno lasciato l’aula:
“Come ho già dichiarato in un altro tribunale e in testi pubblici più vecchi, sono stato vicino ai compagni della CCF come anarchico solidale, senza tuttavia essere un membro della Cospirazione.
Dal primo momento del mio arresto dopo la sparatoria con i poliziotti a Pefki, i compagni della Cospirazione mi sono stati a fianco come fratelli. Dentro la prigione abbiamo condiviso preoccupazioni, tensioni comuni e forgiato la nostra passione d’acciaio per la liberazione attraverso il nostro comune tentativo di fuga nel dicembre 2011.
Oggi per me la CCF è un pezzo inseparabile del mio pensiero, dei miei desideri e della mia personale rivolta per l’anarchia. Ecco perchè oggi, qui in questo tribunale, dichiaro che mi unisco alla CCF e condivido insieme ai membri arrestati e non arrestati il corso senza fine dell’insurrezione anarchica.
Essendo parte ora della CCF, leggerò una dichiarazione collettiva per questo processo.
Tutti noi, i membri della CCF, vogliamo chiarire alcune cose. In questo processo, oltre a noi che abbiamo preso la responsabilità per la nostra partecipazione e supporto della Cospirazione, tutti gli altri accusati non hanno né hanno mai avuto alcuna relazione con le accuse attribuite loro. Non sono mai stati, né mai potrebbero essere membri della Cospirazione. Ci divide un oceano di disaccordi, percezioni e scelte…
La CCF e la FAI sono un network internazionale di anarchici di prassi che restano in piedi di fronte al nemico con la certezza di quelli che se la giocano tutta o niente, e rifiutano la prova di innocenza e le attenuanti legali.
La Cospirazione e la Federazione Anarchica Informale attraverso i loro centinaia di attacchi esprimono l’anarchia nera che dà fuoco al silenzio dei molti e alla codardia dei riformisti.
Tutte le accuse che ci imputate sono un pezzo della storia anarchica e della via armata della Cospirazione attraverso il deserto sociale della sottomissione di massa.
E’ la nostra bussola nel territorio sconosciuto dell’insurrezione anarchica. E’ il momento unico in cui la teoria incontra la pratica. E’ dove la legge muore e l’anarchia nasce. E’ dove i suoni delle esplosioni e i colpi di pistola rompono la calma della folla.
Questi momenti sono i nostri momenti. Queste storie sono la nostra storia. Una storia che non può essere messa a processo, e che non finisce in un’aula di tribunale. Noi siamo la benzina, la polvere da sparo, il detonatore, il proiettile, la pistola.
La sola cosa che otterrete da noi è guerra. La Cospirazione è, era, sé stessa.
Questa è la nostra Anarchia.”
Giannis Michailidis ha letto una dichiarazione comune sua e di Dimitris Politis e poi ha lasciato il procedimento. “Dateci una copia”, ha chiesto il cancelliere; “questa dichiarazione non è per voi”, ha risposto Dimitris Politis, mentre i poliziotti li ammanettavano. La dichiarazione:
“Dichiariamo che: Rifiutiamo di partecipare alla procedura del tribunale, non solo perchè è mezzo dello stato avvilire e piegare la lotta anarchica, non solo perchè la sua funzione ha lo scopo di rallentare l’azione anarchica, ma principalmente perchè non riconosciamo nessun rappresentante istituzionale della democrazia borghese a giudicare le persone. Come anarchici rivoluzionari rimaniamo ostili alla giustizia borghese che manda le persone a marcire in prigione per difendere l’ordine criminale legale del capitalismo. Supportiamo la guerra rivoluzionaria anarchica in tutte le sue forme. Siamo parte dell’azione violenta e guerrigliera e la difenderemo come parte inseparabile della lotta”.
Il processo è continuato il 15 aprile.
fonte, trad. da act

FERRARA: LETTERA DI STEFANO GABRIELE FOSCO DALL'AS2


RADIOAZIONE.NOBLOGS.ORG


Ricevo da Stefano la  seguente lettera e la pubblico ribadendo che le critiche è giusto che ci siano sempre, le “carognate” subiranno le conseguenze che meritano:

Ai cari compagni di Liberacion Total, Material Anarquista, Publicaciòn Refractario e Viva la Anarquia,Vi esprimo tutta la mia solidarietà fraterna e anarchica per l’attacco ricevuto da una carogna pseudo nichilista.Non c’è nessuna censura quando si decide di non pubblicare un testo in cui si attacca un prigioniero, mentre le indagini sono in corso.Che si sappia che in Italia non c’è stata alcuna polemica antigiudiziaria, ci sono solo delle carogne che stanno facendo il gioco della repressione.Il 17 aprile 2013 sono venuti, nel carcere di Ferrara, due agenti segreti, che non si sono identificati e che volevano chiacchierare con me sulla “polemica antigiudiziaria”.Erano sorpresi dal fatto che non partecipassi a tale polemica.Dinanzi a questi sbirri ho detto che sono anarchico e che per nessun motivo parlo con loro o con i giudici.Il mio anarchismo è indistruttibile e non perette che dei provocatori possano infangarmi.Se continuano gli attacchi contro la mia persona e contro gli anarchici e le anarchiche solidali con me è solo perché sono rinchiuso in un carcere nel carcere.Mi spiace sprecare tempo ed energie su quest’infare provocazione, vorrei continuare con quel che ho sempre fatto, e che voi state degnamente continuando con i vostri blog.Fratelli e sorelle, un forte abbraccio ribelle dalla sezione di alta sicurezza del carcere di Ferrara.

Stefano Gabriele Fosco

Prigioniero individualista anarchico

(carcere di Ferrara, 19 aprile 2013)

Traduzione spagnola fatta dallo stesso Stefano:

A lxs queridxs compas de Liberacion Total, Material Anarquista, Publicaciòn Refractario, Viva la Anarquia,Expreso a vos toda mi solidaridad fraterna y anarquistapor el ataque recibido por una carrona seudonihilista.No hay alguna censura cuando se decide de no publicar un texto en que se ataca un preso, mientras la investigaciones estàn en marcha.Que se sepa que en Italia no hubo alguna polèmica antijuridista, hay sòlo unas carronas que estan haciendo el juego de la represiòn.El 17 de abril de 2013 vinieron, en la circe de Ferrara, dos secretas, que no se identificaron, y que querìan “charlar” con migo sobre la “pòlemica antijuridista”.Estaban sorprendidxs del mecho que yo no partecipaba en dicha polèmica.Frente a estxs esbirrxs dije sòlo que soy anarquista y que yo no hablo por ninguna razòn con ellxs ni con lxs jueces.Mi anarquismo es iguebrantable y yo no permito que unos provocadorespuedan mancharme.Si continùan los ataques contra mi persona y contra lxs anarquistas solidarixs con migo es solo porque estoy encerrado en una càrcel en la càrcel.Lamento gastar tiempo y energias sobre esta infame provocaciòn.Quisiera continuar con lo que siempre hice, y que uds, estàn continuando degnamente con sus blogs.Hermanxs, un fuerte abrazo rebelde de la seciòn de alta seguridad de la càrcel de Ferrara.

Stefano Gabriele Fosco

Prigioniero individualista anarchico

(carcere di Ferrara) 19 aprile 2013

7 maggio 2013

BERGAMO "VETRINA" DELL'EXPO 2015: APPUNTAMENTI E CONTESTAZIONI


Riportiamo qui di seguito una breve cronologia sui recenti progetti e appuntamenti che si stanno muovendo sul territorio bergamasco riguardanti l'expo 2015. 

La prima svoltasi il 2 maggio 2013 presso la prefettura di bergamo, che richiamava
multinazionali & varie rappresentanze italiane orgogliosamente impegnate nella devastazione del territorio e della Terra, delegazioni da tutto il mondo e autorità nel campo della cementificazione e tecnologia invasiva e viscerale. Susseguita da una contestazione sotto la prefettura per iniziare a fare luce, anche su bergamo, sull'expo e sui retroscena a cui si aggancia.La seguente riguarda invece l'appuntamento che si svolgerà stasera in centro a bergamo organizzata dal Rotary club Bergamo nord con l'intento di ramificare le tesi pro expo anche nel territorio bergamasco, strettamente legato all'azienda italcementi, ramificata su tutto il territorio e anch'essa orgogliosamente impegnata e attiva nella cementificazione del territorio bergamasco oltre ad avere radici neo-fasciste ed agganci con mafia, banche come mediobanca, unicredit e mediagroup. All'incontro
parteciperanno alcuni dirigenti di EXPO2015 SPA: l'ingegnere Veneziani, direttore sistemi informativi, il dott. Alberto Mina direttore relazioni esterne ed istituzionali, il prof. Fabio Marazzi e infine consigliere e ingegnere PierMarco Romagnoli.


Dai media di stato

Bergamo «vetrina» per l'Expo

Vertice all'i.Lab Italcementi con l'amministratore delegato Giuseppe Sala

Le delegazioni di 45 Paesi del mondo che costruiranno padiglioni per Expo 2015 sono da ieri riunite a Bergamo, al Centro di ricerca e innovazione i.lab di Italcementi. Il messaggio rivolto al territorio bergamasco è chiaro: «Aziende e artigiani si attivino, Expo è alle porte ed è una grande opportunità. Nel 2014 ben 60 Paesi inizieranno a costruire padiglioni e cercheranno sul territorio aziende cui affidare i lavori - spiega Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo 2015 Spa -. I padiglioni non vanno immaginati come scatole, saranno complessi e ricchi di scenografie, richiederanno capacità artigianali». Si calcola che i 130 Paesi che in totale parteciperanno ad Expo investiranno sul territorio lombardo 1,5 miliardi di euro, agli imprenditori locali il compito di ideare progetti capaci attrarli.
A fine anno ai 60 Stati che creeranno padiglioni sarà consegnato il lotto sul quale andare a costruire e il meeting di due giorni che si conclude oggi è stato un primo incontro tecnico per decidere come organizzare il lavoro. «Bergamo dovrà sfruttare anche l'altra enorme risorsa, data dai 20 milioni di persone che visiteranno Expo, circa 140 mila al giorno - continua Sala -, bisognerà pensare a percorsi a tema, mostre, musei, teatri, itinerari enogastronomici». Molti dei visitatori potranno essere ospitati in strutture ricettive bergamasche.
«Organizzeremo incontri con i Comuni perché ci sia un monitoraggio sul territorio - anticipa il presidente della Provincia Ettore Pirovano - dei prezzi proposti negli alberghi. Le istituzioni devono far squadra, speriamo che la Regione fornisca anche risorse economiche perché gli enti locali possano organizzare manifestazioni e incontri». Turismo Bergamo gestirà il sistema di booking online della Lombardia.

FONTE: BgReport 
Bergamo – Nel pomeriggio di ieri è andata in scena, davanti al Palazzo della Provincia, la contestazione al meeting degli oltre 45 delegati dei paesi che parteciperanno all’Expo 2015. Di fronte all’ingresso è stato srotolato un lungo “tappeto rosso” con i nomi di tutti i territori su cui la grande esposizione mondiale si estenderà. Di fianco, uno striscione dichiarava: “Expo = cemento, debito, precarietà” a ricordare quanto EXPO 2015 sia un’escamotage pubblicitario volto a giustificare progetti speculativi e cementificazione diffusa, in particolare la realizzazione di strade come la T.E.M., la Bre.Be.Mi, la Pedemontana.
Il meeting ufficiale di oggi era strutturato in due eventi: in mattinata si è svolto l’incontro per spartirsi i padiglioni espositivi con i delegati stranieri al Centro di ricerca e innovazione I.Lab del Gruppo Italcementi presso il Kilometro Rosso; nel pomeriggio, in Provincia, si è invece svolta la conferenza stampa in cui l’amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A Giuseppe Sala, il presidente della Provincia Pirovano e Silvia Lanzani, assessore provinciale alle Grandi Infrastrutture, Pianificazione territoriale ed Expo, hanno esposto ai giornalisti i presunti benefici che porterà l’evento nel territorio bergamasco. La contestazione è continuata davanti all’ufficio Expo in via Sora e successivamente si è conclusa in piazza Vittorio Veneto, la piazza delle banche di Bergamo.
Nel frattempo, gli elementi di preoccupazioni aumentano: la CMC di Ravenna che si è aggiudicata il primo maxi appalto da 58,8 milioni di euro con un ribasso di oltre il 42%, è già riuscita ad ottenere 28 milioni di euro in più, metà dei quali per bonificare il terreno inquinato. Terreni acquistati per 151 milioni alla famiglia Cabassi e alla Fondazione Fiera Milano, che verranno ripuliti con i soldi dei cittadini. Infatti, nonostante alcune perplessità emerse nel Cda di Expo S.p.A., la società pubblica ha preferito soddisfare le richieste di CMC, garantendo lavori extra per 28 milioni probabilmente anche per evitare che i lavori venissero bloccati. Tale somma permette alla CMC di ridurre il ribasso che le ha permesso di aggiudicarsi l’appalto dal 42,2% allo 2,1%. Il direttore dei lavori, nel frattempo, nella sua relazione al Cda giudicava non superiori ai 4,3 milioni di euro i costi extra.
Ma d’altra parte la fretta è tanta e la nomina dell’attuale amministratore delegato Sala, a commissario unico è ormai data per scontata, sostenuta da Maroni e con il probabile assenso di Letta. Un modello emergenziale di gestione degli eventi che si impone ancora una volta, rispondendo con un commissario ovunque si individui la necessità di eliminare qualsiasi forma di dissenso: terremoti, migrazioni o Expo.

dai media di stato

Expo2015: straordinaria occasione anche per la bergamasca

“Expo2015: una straordinaria occasione di crescita” è il tema della serata dei soci del Rotary club Bergamo nord che martedì 7 maggio alle 20 si incontrano al ristorante Antica Perosa di via Betty Ambiveri. Il tema Expo è controverso e siamo ormai abituati a sentirne parlare in termini di problemi (ritardi, soldi che mancano,commissari “fantasma”, etc.). L'evento, ormai dietro l'angolo, sarebbe invece una straordinaria opportunità: 22 milioni di visitatori previsti in 6 mesi, investimenti milionari, ricavi altrettanto importanti per le aziende del nostro territorio. Ma a che punto siamo? Cosa ci aspetta? Come si stanno muovendo le istituzione locali? Saperne di più ci permetterebbe di capire quali opportunità possono riguardare gli imprenditori bergamaschi, ma non solo: approfondire gli obiettivi e i progetti in atto potrebbe far scaturire idee che coinvolgano proattivamente le aziende del territorio in un’occasione che non si può perdere. All’incontro sono presenti alcuni dirigenti di EXPO2015 SPA:

L’Expo e le sue infrastrutture:facciamo il punto con l’ing. Veneziani, Direttore Sistemi Informativi.
Expo 2015: l’organizzazione dell’evento; il Padiglione Italia con il Dott. Alberto Mina Direttore Relazioni Esterne e Istituzionali.
L’Expo per i territori: le opportunità per Bergamo con il Prof. Fabio Marazzi, Consigliere e l’ing. PierMarco Romagnoli.

SOLIDALI CON LA EX CUEM OCCUPATA

Solidali con la ex Cuem occupata

Distruggono la libreria, manganellano gli studenti…manca solo il rogo dei libri. 
Questa mattina siamo entrati in università e ci si è presentato un vero e proprio scenario di guerra:
Lo spazio della libreria ex-Cuem non è stato semplicemente sgomberato, è stato completamente devastato, spariti i libri, spariti i computer, i tavoli, le pareti, la cucina e persino il pavimento.
Subito abbiamo deciso di non permettere che la vita dell’excuem venisse interrotta e abbiamo riallestito la libreria nell’atrio. Dopo una grossa assemblea nel primo pomeriggio, in tante e tanti ci siamo mossi in un corteo interno terminato con l’occupazione di un nuovo spazio. Non un’aula a caso, ma una stanza privatizzata e normalmente data in gestione a interni o chi per esso per farci la casa base delle loro speculazioni in università durante salone del mobile o career day. Quel posto è vuoto per la maggior parte del tempo, ci abbiamo trovato degli scaffali vuoti…non come quelli dell’excuem, però erano perfetti per essere riempiti di vita e progetti slegati dal profitto.
Il rettore Vago e il cda della Statale si sono assunti la responsabilità di richiedere l’intervento della polizia. In quel momento abbiamo deciso di resistere alle intimidazioni e alle minacce della Digos. Oltre 60 poliziotti in tenuta antisommossa hanno caricato a freddo spingendoci alle porte dell’università, con una ferocia completamente ingiustificata. Quattro studenti in ospedale, un braccio, un polso e due teste rotte. Questo è il volto dell’amministrazione universitaria. Oggi è stato messo in campo un precedente inaccettabile per l’università di Milano, per gli atenei di tutta italia e per tutte e tutti in generale. Questo è solo un episodio che si iscrive nel loro piano di “gestione del dissenso” in Italia e in Europa, un dissenso gestito con una repressione brutale. Anche noi però usciamo forti da questa intensissima giornata e dopo aver appena terminato un presidio in via Festa del Perdono e una partecipatissima assemblea fuori dalla Statale, invitiamo tutte e tutti quelli che si sentono solidali, incazzati neri, per nulla disposti ad ingoiare questo attacco a chi lotta, costruisce percorsi, si attiva, partecipa domani.
-dalle 8,30 : banchetti diffusi in università,interrompiamo le lezioni e comunichiamo a professori e studenti la nostra rabbia
-dalle 10: dove loro distruggono, noi ricostruiremo!
-dalle 12: pranzo in atrio
-dalle 14: ASSEMBLEA PUBBLICA! Discutiamo con chi vuole condividere la rabbia, le impressioni, le considerazioni sulla giornata, ci organizziamo con chi vuole dare una risposta.
#STANDUP4EXCUEM   #VAGODIMETTITI

FONTE