12 settembre 2015

GRECIA: EVI STATIRI ANNUNCIA LO SCIOPERO DELLA FAME DOPO IL RIFIUTO ALLA SCARCERAZIONE

Dal 2 marzo al 4 aprile 2015, i dieci membri imprigionati del gruppo anarchico di guerriglia urbana Cospirazione delle Cellule di Fuoco/FAI-FRI, Gerasimos Tsakalos, Christos Tsakalos, Olga Ekonomidou, Michalis Nikolopoulos, Giorgos Nikolopoulos, Haris Hadjimihelakis, Giorgos Polidoros, Panagiotis Argirou, Damiano Bolano and Theofilos Mavropoulos, assieme alla prigioniera anarchica Angeliki Spyropoulou, hanno condotto un estenuante sciopero della fame richiedendo il rilascio dei propri famigliari, Athena Tsakalou (madre dei fratelli Tsakalou) ed Evi Statiri (moglie di Gerasimos Tsakalos), arrestate sei mesi prima e caricate con accuse assurde in connessione col piano di fuga delle CCF, fallito a gennaio 2015.
 
Il 6 aprile Athena Tsakalou esce di prigione con misure esageratamente dure e restrittive: divieto di uscire dall’isola di Salamina, un esilio forzato che le impedisce di fatto la visita ai figli in carcere e le cure ospedaliere di cui necessita. Le sue richieste vengono rifiutate nella stessa maniera vendicativa che tiene ancora in carcere la moglie di suo figlio, Evi Statiri.
 
A metà anno dal suo arresto, Evi Statiri è ancora detenuta sotto il regime di carcerazione preventiva al carcere femminile di Koridallos, solo sulla base di essere la compagna del membro delle CCF Gerasimos Tsakalos.
 
Il 7 settembre è stato reso noto dal consiglio giudiziario, guidato dal giudice Chalevidou, l’ennesimo rifiuto di scarcerazione per Evi Statiri. Lo stesso giorno, Evi ha pubblicato una lettera in cui annuncia che inizierà lo sciopero della fame lunedì 14 settembre, chiedendo la sua immediata scarcerazione.
 
 
TESTO DI EVI STATIRI PER L’ INIZIO DELLO SCIOPERO DELLA FAME DAL 14 SETTEMBRE
 
Da Evi Statiri il 07/09/2015
 
Sono passati sei mesi dal giorno che mi hanno costretta a guardare il cielo da dietro il filo spinato ed a misurare il tempo tra una chiusura e l’altra della porta della mia cella. Il nuovo rifiuto, espresso dal consiglio giudiziario riguardo la mia liberazione, ha confermato quello che già sapevo fin dai primi giorni che mi sono trovata nelle celle della forza antiterroristica. La mia detenzione non è stata semplicemente una questione personale: è il riflesso di una strategia oppressiva totale che ha come scopo la creazione di uno stato di terrore e la soddisfazione di una mania vendicativa dell’apparato persecutivo contro i detenuti politici ed i refrattari ai valori della cultura del potere.
 
Continuo a trovarmi in carcere con unica prova di “colpevolezza” l’essere la moglie del detenuto politico, membro della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, Gerasimos Tsakalos.
 
Continuo a trovarmi in carcere perché non ho “firmato” un certificato di coscienza sociale (✱) e non ho rinnegato il mio compagno ed il nostro rapporto.
 
So che il rifiuto fascista del consiglio giudiziario di ridarmi indietro la libertà di cui mi hanno privato, è il risultato degli ordini dell’autorità e di procedure poliziesco-giudiziarie con scopo di trasmettere un chiaro messaggio intimidatorio.
 
Chiunque sta vicino ai detenuti politici rischia di trovarsi nella cella in fianco… Chiunque non chini il capo, non abbassi lo sguardo, non zittisca la propria voce di fronte agli idoli autoritari, viene trascinato in manette in guardina, nelle stanze degli interrogatori, nei tribunali…
 
Però le iniziative di solidarietà dell’ultima settimana mi hanno provato che si la paura governa, ma non regna nel cuore e nella mente degli uomini liberi.
 
Un grande grazie a tutti quelli che con le loro azioni esorcizzano la dittatura della bugia e dell’ipocrisia della giustizia che si ostina a mantenermi rinchiusa nelle sue celle. Adesso inizia una nuova battaglia…
 
All’ulteriore sentenza negativa dei giudici non mi resta che rispondere con l’arma ultima della persona prigioniera, lo sciopero della fame per la mia liberazione.
 
La mia intenzione era di iniziare da domani (8 settembre), visto che vi avevo già fatto riferimento in una lettera precedente nel caso di un nuovo rifiuto alla mia richiesta.
Nei giorni successivi all’annuncio della mia decisione tanti compagni, principalmente dalla provincia, mi hanno chiesto di posticiparlo da permettere anche ad altri compagni di ritornare per poter meglio organizzare la lotta solidale. Capendo le difficoltà che ci sono in un periodo pre-elezioni e poichè concepisco la solidarietà come una condivisione di tensioni, desideri e lotte comuni e non come uno strumento da sfruttare, rispettando ed in accordo con il pensiero dei compagni per far si che si possano moltiplicare le possibilità di solidarietà, ho deciso di posporre l’inizio del mio sciopero di una settimana.
 
LUNEDI’ 14 SETTEMBRE INIZIO LO SCIOPERO DELLA FAME contro la paura e l’ingiustizia.
 
E’ una decisione il cui peso può schiacciarmi, però non esistono altre opzioni… Mi rifiuto di accettare il golpe della bugia e dell’ipocrisia di una giustizia che realizza contratti di sterminio della libertà in nome dell’autorità.
 
Lo sciopero della fame oltre ad una lotta per la mia liberazione è un omaggio a tutti coloro che hanno lottato prima di me contro la bruttezza dell’autorità ed una barricata di resistenza per chiunque il sistema tenterà di incarcerare dopo di me perchè vicini ai detenuti politici, perchè urleranno per la giustizia e oseranno vivere liberi e non come schiavi.

LOTTA FINO ALLA LIBERAZIONE
LA SOLIDARIETA’ E’ LA NOSTRA ARMA
 
Evi Statiri
Carcere di Koridallos   07\09\2015
 
 
 
() Certificato di coscienza sociale : dichiarazione in uso dalla polizia e dall’esercito greco tra gli anni 1938-1981, istituita dal dittatore Metaxas, che veniva fatta sottoscrivere ai cittadini dove garantivano di non avere a che fare con gruppi comunisti e che non ne condividevano le idee. Fu usata ampiamente durante la guerra civile greca, bollando ed escludendo dalla vita pubblica chi non la firmava, impedendone ad esempio l’accesso ad impieghi pubblici come l’insegnamento.   

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