19 ottobre 2015

SCONTRI AL CORTEO PER LA LIBERAZIONE DEL TERRITORIO MAPUCH




Gli scontri sono incominciati quando la colonna di manifestanti si è avvicinata al Palazzo della Moneda, luogo dove alcuni incappucciati hanno cercato di rimuovere le transenne metalliche che proteggevano il perimetro del palazzo presidenziale e la polizia antisommossa è intervenuta con getti d’acqua e gas lacrimogeni.
Varie migliaia di persone oggi hanno partecipato ad una manifestazione per la resistenza del popolo mapuche che è terminata con incedenti tra gruppi di incappucciati e la Polizia.
La mobilitazione, convocata da diverse organizzazioni mapuche della regione meridionale dell’Araucanía, cercava di mostrare che “il popolo mapuche continua a resistere degnamente al colonialismo oppressore dello stato cileno e al capitalismo distruttivo stabilitosi nel nostro territorio”, hanno dichiarato gli organizzatori.
Circa 5.000 persone si sono riunite nella centrale Piazza Italia e hanno incominciato a camminare per l’Alameda, il principale viale di Santiago.
Gli incidenti sono incominciati quando la colonna di manifestanti si è avvicinata al Palazzo della Moneda, sede dell’Esecutivo.
Alcuni manifestanti, in maggioranza incappucciati, hanno cercato di rimuovere le transenne metalliche che proteggevano il perimetro del palazzo presidenziale e la Polizia antisommossa è intervenuta con getti d’acqua e gas lacrimogeni.
I manifestanti hanno attaccato la Polizia con pietre, bengala e bottiglie molotov.
Le principali richieste degli organizzatori della manifestazione sono la “smilitarizzazione” dell’Araucanía e la libertà dei prigionieri politici, tutto nell’ambito del cosiddetto conflitto mapuche.
Alcune comunità indigene reclamo le terre che considerano ancestrali e che sono in mano di imprese forestali e agricole.
Il conflitto è sfociato nella morte violenta di vari comuneri, poliziotti e agricoltori, in attacchi incendiari a proprietà, boschi e veicoli, così come con varie decine di indigeni processati e condannati per questi fatti.
Patricia Lienlaf, portavoce dell’organizzazione Meli Wixan Mapu, ha detto a Radio Bio Bio che i mapuche stanno “recuperando di fatto i territori perché non c’è stata una volontà politica dello stato”.
“Si è cercato di dare una risposta solo processando i conflitti e reprimendo”, ha detto Lienlaf, che ha considerato che le conseguenze di questa situazione sono state “la prigione politica per i mapuche, violente perquisizioni e omicidi che continuano ad essere impuniti”.
12 ottobre 2015
Resumen Latinoamericano

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