14 dicembre 2016

SULLA SENTENZA DEL PROCESSO DI 2° GRADO PER I FATTI DEL 24/012015 A CREMONA

riceviamo e diffondiamo:
Chi devasta e saccheggia è il potere, in tutte le sue forme

Oggi, 13-12, l’inizio del secondo grado di giudizio per i fatti riguardanti la stupenda rivolta del 24 gennaio a Cremona, è (già) finito confermando l’accusa di devastazione e saccheggio per tre dei quattro imputati.

Per tre imputati (tra cui il delatore Aioub Babassi) è stata confermata la condanna per devastazione e saccheggio, con una pena di 3 anni e 8 mesi. Inoltre, è stato confermato il risarcimento per il Comune di Cremona per un totale di 200mila euro. Invece per l’ultimo imputato dei quattro è caduta l’accusa più pesante con la condanna a 2 anni e un mese per resistenza aggravata.


Inoltre, al tribunale di Cremona, si è chiuso il primo grado con la sentenza di 9 mesi (per oltraggio) per l’ultimo imputato, purtroppo infamato dal delatore.

Il primo dato da constatare a caldo è che tra fine primo grado e chiusura di metà del secondo, per cinque imputati su otto viene a cadere l’accusa di devastazione e saccheggio, per la giornata del 24 gennaio a Cremona.

Sicuramente queste sentenze non possono spegnere lo spirito di ribellione e di solidarietà espresso durante il 24 gennaio, perché non può esistere solidarietà senza rivolta.

Dato che in alcuni casi il comportamento degli imputati è stato del tutto deplorevole (prese di distanza con la rivolta in solidarietà ad Emilio e l’inaccettabile infamia), il nostro pensiero e la nostra complicità va alle compagne e ai compagni di Torino arrestati oggi per aver disertato l’ordine di lasciare la città piemontese, assumendosi il fatto di non rispettare i divieti di dimora.

Questi gesti ci scaldano il cuore e ci fanno capire come la generosità e la risolutezza di lottare contro un mondo iniquo e oppressivo possano essere parte fondamentale per aprirsi a percorsi di libertà.

Alcune/i antifascisti/e di Cremona

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