15 marzo 2016

2016: UN NUOVO FRONTE DI GUERRA PER IL MILITARISMO ITALIANO

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2016 : un nouvo fronte di guerra per il militarismo italiano
Il colloquio è durato un’ora e quaranta. Presenti il presidente degli U.S.A. Obama, il suo vice Joe Biden, il segretario di Stato John Kerry, e il consigliere per la sicurezza nazionale Susan Rice, e il presidente della repubblica Mattarella. Il presidente statunitense ha chiesto allo Stato italiano “ uno forzo maggiore in Iraq e in Siria”, e ha lodato poi “ il lavoro degli addestratori militari italiani in Iraq e la missione militare per proteggere la diga di Mosul”. L’invasione della Libia e l’aumento delle truppe in Iraq saranno i prossimi campi d’intervento dell’imperialismo italiano nei prossimi mesi. A fine di gennaio di quest’anno, innanzitutto, è stata confermata l’assegnazione dell’appalto per la ristrutturazione della strategica diga di Mossul all’azienda romagnola “ Trevi spa” di Cesena.
L’annuncio è arrivato dal governo iracheno che, superate le resistenze iniziali, ha accolto la richiesta di Roma di inviare 450 militari ( che si aggiungono agli altri 750 che già partecipano all’operazione “ Prima parthica” che prevede l’addestramento dei miliziani curdo-iracheni e delle forze di polizia locali da parte degli assassini in divisa italiani) a protezione dei cantieri. La diga di Mossul è sul fiume Tigri, ed è la più grande diga irachena e la quarta di tutto il Medio Oriente. È estremamente importante per la vita economica e per l’assetto politico dell’area. La distruzione della stessa metterebbe in ginocchio gli interessi capitalistici nel Paese. Controllare la diga di Mossul significa controllare buona parte delle risorse idriche dell’Iraq. Tra il 2006 ed il 2010 gli U.S.A. hanno investito nello studio e nella manutenzione della diga oltre trenta milioni di dollari.
L’intervento militare italiano partirà fra maggio e giugno di quest’anno. I soldati difenderanno il cantiere e i circa 40 tecnici italiani che ci lavoreranno. Il contingente dovrebbe essere costituito dai bersaglieri della brigata Garibaldi, oltre ai reparti di forze speciali ( Folgore) e artificieri. Il contratto tra lo Stato iracheno e la “ Trevi spa” sarà un contratto capestro: la quantità dei finanziamenti sarà calibrata passo dopo passo secondo quelli che saranno i costi dei lavori che la ditta presenterà. Il contingente sarà composto da elicotteri d’attacco “ A 129 Mangusta”, da carri armati “ Ariete”, e da cannoni semoventi cingolati. Appare chiaro che il cantiere diventerà un fortino super-blindato, considerando che la linea del fronte tra Califfato e forze lealiste corre a poche decine di km dalla diga. Secondo quanto scrive il portale specializzato di “ Rivista italiana difesa” : “ Avere la potenza di fuoco delle autoblindo Centauro o dei carri armati Ariete (…) contribuirebbe notevolmente a neutralizzare una minaccia altrimenti devastante”. I padroni della ditta “ Trevi spa” hanno dato all’azienda una dimensione internazionale nei settori dell’ingegneria del sottosuolo e nella ricerca e perforazione di gas, acqua e petrolio. Negli ultimi 15 anni è particolarmente attiva nella regione Medio Orientale. Gli interessi capitalistici della “ Trevi spa” in Iraq partono già nel 2008, con la fornitura di 6 impianti per le perforazioni petrolifere, ed oggi con l’appalto per la ristrutturazione della diga di Mossul. Sul territorio dello Stato italiano, è impegnata nella costruzione della linea ad alta velocità Torino – Milano, e in altre opere di edilizia e di riassestamento di diechi instabili di formazioni rocciose sui versanti alpini. Concludendo, il 2016 sarà caratterizzato da un aumento dei campi d’intervento dell’imperialismo italiano, con l’apertura di un nuovo fronte di guerra in Libia e con l’aumento delle truppe d’occupazione in territorio iracheno.

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