26 giugno 2013

ALL'IMPROVVISO, OVUNQUE, SPESSO: IN VISTA DEL PROCESSO PER LE RIVOLTE DEL 15 OTTOBRE



  La nostra rivolta la loro paura

Se non fosse per la rivolta e per quei gesti liberatori degli sfruttati, dei lavoratori, giovani, uomini e donne che per generazioni con coraggio hanno alzato la testa e afferrato forconi e picconi, abbracciato armi e costruito barricate contro la prepotenza degli sfruttatori e degli oppressori, contro le tirannie del mondo intero, se non fosse per quei gesti, oggi, sentiremmo ancora la stretta e il peso della catena della schiavitù.

Chi continua a governarci questo lo sa, e non a caso per mass-media e pubblicità rivoluzionario diventa un nuovo modello di macchina, ribelle un nuovo taglio di capelli, mentre le reali espressioni di rivolta vengono chiamate espressioni di disagio, di rabbia e violenza insensata o atti teppistici, ma mai rivolte!

Storpiano e cambiano il senso delle parole per sminuirne, quando non le trasformano completamente o quando fanno finta che queste non esistano, l'importanza rivendicativa di chi si solleva, per poter meglio reprimere, scollegando le situazioni dalla marea dello scontento collettivo che vive tutta l'Italia.

Parlano di teppismo, di disagio ogni volta che qualcuno scende in strada contro questo sistema di sfruttamento, contro questo capitalismo e la sua crisi che rende giorno dopo giorno le nostre condizioni di vita sempre più insopportabili.

Parlavano di disagiati e teppisti a Genova nel 2001 quando hanno sparato e ucciso perché dal mondo intero con canti di gioia e urli di rabbia, con colorati balli e lanci di molotov si sono trovati, in una città blindata da eserciti, per tirare giù dalle loro poltrone i tiranni della fame, delle guerre, i tiranni della terra.

Le stesse parole non sono mancate neanche per la rivolta del 15 ottobre 2011 a Roma, quando di nuovo una buona fetta di questo paese era scesa in strada contro le politiche e la loro austerità.

Migliaia di persone scese in piazza, ognuno con la propria motivazione ma tanti uniti dallo stesso spirito e accumunati dalla stessa rabbia, la rabbia contro chi ci governa, contro i politici e il loro parassitismo, gli unici a essere responsabili dal continuo peggioramento delle nostre vite, rabbia contro i datori di lavoro e lo sfruttamento del lavoro, contro la miseria salariata, rabbia contro gli strozzini delle banche, rabbia contro gli sbirri e militari che invadono le nostre strade e città rendendo questo paese un paese in guerra, rabbia contro sbirri e militari che impongono e difendono gli interessi di tutti questi sciacalli, rabbia contro le grandi opere statali che avvelenano e cementificano le nostre vite, rabbia e schifo verso questo sistema.

Ora per la rivolta di quel giorno diversi compagni che si trovano con varie misure cautelari accusati di devastazione e saccheggio hanno bisogno del nostro sostegno per vederli liberi al più presto.

solidarietà agli indagati e condannati

contro l'applicazione del reato di “devastazione e saccheggio”

tutti liberi

al vostro potere opponiamo il nostro volere

guardiamo oltre gli orizzonti e costruiamo altri mondi



Nessun commento:

Posta un commento